Aspetto da rocker classico, dei bei tempi degli anni '60, immediata simpatia e comunicativa, Ezio Guaitamacchi offre ai lettori (nel nostro caso spettatori) del suo libro un excursus che parte da Elvis Presley (dalla sua prima incisione del 1954), considerato come il capostipite del genere, per poi arrestarsi al grunge. In mezzo veramente di tutto, ben raccontato ai presenti, fatto da un uomo che ha vissuto e vive costantemente la passione per la musica e per il rock, talmente fortunato (pensiamo noi) da riuscire a farne una professione.
Sono 12 le sezioni in cui l'opera "La storia del Rock" è suddivisa e abbracciano e toccano tutti i principali argomenti, circa 60 anni di vita sociale e mondiale che hanno avuto il rock come colonna sonora. Il rock è una forma d’arte e su questa affermazione come potremmo non essere d'accordo? E, in alcuni casi, una forma d’arte “suprema” paragonabile per valori, influenza e longevità alle più straordinarie espressioni di talento, creatività, fantasia della storia dell’uomo. Ma è una forma d’arte popolare. Indissolubilmente legata, cioè, a tempi, luoghi e contesti socio-culturali che l’hanno generata. E anche questo secondo aspetto, non per piaggieria, ma per convinzione, non possiamo che concordare, con buona pace (o meno, ma è solo un problema loro) dei tanti che si ostinano a mettere barriere divisive fra i generi.
Per capirla, apprezzarla o addirittura amarla ancora di più, questo libro ne racconta la storia. Una storia lunga 70 anni che inizia il 5 luglio 1954, il giorno in cui Elvis Presley incide a Memphis il suo primo singolo. Una vicenda che, però, ha radici ancor più lontane e profonde, che si possono trovare nel continente africano e nella cultura e nelle antiche tradizioni anglo-scoto-irlandesi. Da allora, sino a oggi, il rock e le musiche a esso connesse – o che da esso si sono sviluppate – sono state una colonna sonora fantastica per le vite di centinaia di milioni di giovani (e meno giovani) in tutto il pianeta Terra, accompagnando l’evoluzione dell’uomo del Novecento. E difatti l'opera guaitamacchiana si presta a essere più un tomo universitario (di più di 600 pagine) che l'ennesima "operina" tascabile realizzata, da altri ovviamente, per cavalcare il momento.
Una presentazione che lascia spazio poi al Guaitamacchi musicista in luogo dello scrittore. Assieme a una eccellente cantante (Brunella Boschetti Venturi) vengono eseguiti purtroppo solo sei omaggi (ognuno con una diversa chitarra) dedicati ad alcuni tra i più grandi: Lou Reed, Rolling Stones, Bob Dylan, Jeff Buckley, una delicatissima "Smells like teen spirit" e la chiusura con Jimi Hendrix ("Are you experienced?"), al quale - scherzosamente - il musicista domanda scusa. Anche in questo caso siamo certi che dovrebbero essere molti altri a scusarsi con il più grande chitarrista di ogni tempo, però apprezziamo ugualmente. Sicuramente sono mancati molti artisti all'appello musicale, ma il tempo a disposizione (e il numero di chitarre) è terminato. Difficile stabilire cosa sia piaciuto di più, tra lo scrittore e il musicista (in ottima compagnia, lo ribadiamo), probabilmente l'artista che in questo caso ha piacevolmente riassunto entrambe le figure.
LA STORIA DEL ROCK
di Ezio Guaitamacchi
Hoepli Editore
Indice: Prefazione di Renzo Arbore. Introduzione. This Land is Your Land: Folk & Blues - Be-Bop-A-Lula: Rock ‘n’ Roll anni Cinquanta - Blowin’ in the Wind: Folk revival - Satisfaction: Rock Blues, Beat & Mod - Respect: Rhythm ‘n’ Blues e musica Soul - California Dreamin’: Psichedelia - Aqualung: Progressive e Glam - Anarchy in the UK: Ribellione Punk - Smoke on the Water: Hard Rock & Heavy Metal - Get up, Stand up: Funk, Disco, Reggae, Rap e Nu Soul - In the Name of Love: Il Rock negli anni Ottanta - Smells Like Teen Spirit: Terremoto Grunge - Back to Black: Il Rock nel nuovo millennio - Indice dei nomi.







