Le lettere d'amore fanno solo ridere / le lettere d'amore non sarebbero d'amore se non facessero ridere / le lettere d'amore quando c'è l'amore, per forza fanno ridere / solo chi non ha scritto mai lettere d'amore fa veramente ridere, da Le Lettere d'Amore (Chevalier De Pas)
Un incontro totalmente al maschile, ma letto da un punto di vista femminile, che riesce a incantare in egual misura e il pubblico maschile e il pubblico femminile. Dal palco, per una volta senza una nota musicale di accompagnamento il prof. Roberto Vecchioni, tema della lezione, pardon, della conversazione l'amore.
Indiscutibile la sua oratoria e la sua capacità gli permettono di rendere accessibili citazioni letterarie e filosofiche, come se fossero pensieri sparsi lasciati andare in libertà durante una chiacchierata davanti ad un caffè. Che sia un uomo molto intelligente non spetta a noi a dirlo, lo testimonia il curriculum artistico e professionale. Che sia abilissimo "giocoliere" con le parole, lo dimostra la lunga carriera che lo vede protagonista di quella canzone colta (leggi testi che dicono qualcosa) da circa 40 anni. Non canta, purtroppo, ma incanta lo stesso tutti i presenti nel giardino che ospita l'incontro e che accompagnano le sue parole con il rispetto dovuto all'artista: il silenzio assoluto.
E Vecchioni, probabilmente confortato da questa doverosa forma di "coccola" e attenzione nei suoi riguardi, non si sottrae a nulla, affronta ogni argomento, spaziando dalla politica agli affetti familiari, società e costume, Festival di Sanremo (ovviamente, anche se non tutti sanno che la sua "prima volta" con la kermesse risale al 1973), tanta carriera e vita vissuta, utilizzando citazioni di grandi classici e poeti romantici, attingendo così al suo vasto repertorio personale e professionale.
Nella lunga chiacchierata c'è spazio anche per alcune domande del pubblico, che si dimostra composto di appassionati di vecchia data, che seguono il "professore" sin dalle prime uscite in vinile degli anni '70 (il primo grande successo è "Samarcanda" del 1977). La cosa che, comunque, ha lasciato senza fiato è stato il modo in cui ha parlato, con amore, delle donne come se stesse scrivendo una delle sue “lettere d'amore”.
Donne che si vogliono troppo poco bene rispetto a quanto dovrebbero, perché occupate a donare tutto l'amore che hanno agli uomini di cui si circondano, siano essi il marito, l'amante, il figlio, il padre o il fratello. Donne che non devono limitarsi a far vedere la loro bellezza ma anche la loro personalità, il loro carattere. Donne che ascoltano attentamente il pensiero di Artista, non in musica (ma è come se lo sia), nel silenzio che “riempie” totalmente tutti gli spazi.
Donne, ragazze, bambine lo osservano come si guarda un padre che racconta la storia della buonanotte, un professore sui banchi di scuola, un corteggiatore. Roberto Vecchioni ha corteggiato le menti di ciascuno di noi, uomo o donna poco importa, con tono pacato e confidenziale, facendo in modo che i suoi pensieri ci abbracciassero e noi abbracciassimo i suoi pensieri. A saperlo fare tutti e tutti giorni, come vivremmo meglio, ma probabilmente dovremmo essere come lui.






