Cena con sorpresa (recensione)

Invito a cena, non con delitto, ma con una piacevole riflessione sulle coppie del terzo millennio

una scena dello spettacolo
m&s - una scena dello spettacolo (foto © media & sipario)

Cosa può esserci di più normale e borghese dell'invito a cena, ricorrente, che gli amici di vecchia data si fanno? Una bella occasione, quando si hanno raggiunte le 50 primavere, per ricordare la propria e aultrui giovinezza, i primi amori, i primi piaceri della vita con sempre un testimone (altrimenti come si farebbe a parlarne a posteriori?), la veniale abitudine di esagerare i successi propri e stigmatizzare, ridendo, gli insuccessi altrui, che normalmente proteggono l'amor proprio con uno scarico di responsabilità sempre molto efficace ("non ricordo").

Gli ospiti (o ospitanti) sono Gianmaria (Giancarlo Ratti) e Stefania (Daniela Morozzi), i due, coppia da una vita, attendono per la consueta cena annuale, l'ospite (o ospitato) Francesco (Gianni Ferreri), nella loro bella casa borghese, simbolo del successo raggiunto dall'avvocato Gianmaria. Stefania, invece, per niente insoddisfatta - quindi la strada che verrà intrapresa dal copione non è quella del dramma familiare causa insoddisfazione più o meno latente - del suo mancato obiettivo giovanile (non è riuscita a laurearsi), si occupa di fare del bene agli altri, organizzando continui simposi e altri eventi a fondo benefico. Anche Francesco ha raggiunto l'apparente successo nella vita lavorativa, è un architetto con studio a Milano e clienti in tutto il mondo. Completa il tavolo l'unica figlia di Gianmaria e Stefania, Angelica (Chiara Mastalli), che - immaginiamo - dovrà sorbirsi i ricorrenti ricordi giovanili dei tre adulti, ma scopriremo ben presto che non sarà questo l'andamento della serata.

Francesco non è il solito Francesco, è evidente che ha qualcosa da dire o la necessità di confidarsi. E visto che è difficile resistere agli sguardi e alle mezze domande di una donna, ovviamente l'interrogatorio viene condotto abilmente da Stefania, il segreto è presto messo sulla tavola. Francesco è innamorato, di un amore coinvolgente e totalizzante, quasi adolescenziale, anzi poco più che adolescenziale, visto che l'amata ha la metà dei suoi anni. E qui l'atteggiamento progressista in un attimo finisce nella spazzatura, l'animo celato dei due borghesi tradizionali e ancorati ai "valori" del passato viene fuori e sono - a parere di chi guarda - patetici i loro tentativi di far riflettere l'amico, probabilmente innamorato per la prima volta nella sua vita. Francesco prova a difendere la sua posizione e Angelica interviene efficacemente in sua difesa, cercando (inutilmente) di far riflettere i suoi genitori, di abbattere il muro delle convenzioni sociali che i due hanno innalzato.

Se prevarranno i sentimenti e lo scardinamento dei luoghi comuni o avverrà la restaurazione dello stato sociale, come amiamo ripetere, va scoperto in teatro, preavvisando i nostri lettori che a colpo di scena (il primo abbastanza prevedibile) seguirà altro colpo di scena (meno scontato), e di conseguenza ogni spettatore tragga le proprie conclusioni, preferendo schierarsi da una parte o dall'altra, anche se riteniamo che non sia sempre necessario farlo e che la vita può e deve anche procedere senza seguire un ordine "binario" (o sì o no, o vero o falso), lasciando spazio a tanti "ni".

Un tema delicato e leggero, trattato come sempre dovrebbe essere, affidato a quattro bravi attori che si dimostrano affiatati e consapevoli del ruolo, mettendosi volentieri (almeno pensiamo) l'uno a disposizione dell'altro. Il tema del "fidanzato indesiderato" viene oramai da molto lontano (vedi Indovina chi viene a cena? del 1967), è stato comunque e dovunque ampiamente sviscerato, ma se continua a tenere banco tra gli autori contemporanei è segno che c'è sempre la necessità di aggiungere un tassello in più o ribadire quanto già affermato da altri. In questo specifico caso la "ripetizione" è stata accompagnata da un convinto applauso finale. Testo intelligente, regia attenta e una piacevole "colonna sonora", particolarmente indicata per accompagnare l’attimo della rivelazione: “Un giorno mi dirai” degli Stadio.

Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli
presentano
CENA CON SORPRESA
di Augusto Fornari, Toni Fornari, Andrea Maia
e Vincenzo Sinopoli
con Gianni Ferreri, Giancarlo Ratti, Daniela Morozzi
e Chiara Mastalli
regia Toni Fornari

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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