Alcuni anni fa, in una piccola e accogliente sala teatrale romana, avevamo il piacere di fare conoscenza con 4 secondi, o meglio 4 Primi dei non eletti. Ci corre l'obbligo di avvisare il lettore che l'argomento non è gastronomico, malgrado le iniziali apparenze.
In quel caso i quattro "perdenti" costruiti con tanta abilità da Adriano Bennicelli (in quel caso sia come autore che come regista) erano risultati tali ad altrettanti (almeno pensiamo noi) concorsi per testi teatrali: graditi sicuramente, ma non al punto di essere vincitori dei bandi: quindi primi dei non eletti. In ogni caso venivano tratteggiate quattro figure di uomini troppo adulti per continuare a comportarsi come bambini, ma ancora troppo bambini per essere nella parabola discendente della loro vita.
Eliminandone uno e ricostruendo storie personali totalmente diverse, ma non così differenti da quelle (reali o di funzione) di molti altri quarantenni o giù di lì, ecco nascere il terzetto di sfortunati (o disgraziati) protagonisti di Banda Disarmata, tre uomini privi di ogni strumento di aggressione nei confronti della vita e della società che - ostinatamente - li mantiene "sotto".
Damiano (Maurizio Paniconi) è sotto-messo alla moglie e all'ostinata ricerca di un lavoro, che non trova. Iaio (Alessandro Tirocchi) è sotto, anzi sopra, una carrozzina a rotelle, che cerca di nascondere, ma c'è. Infine Tito (Matteo Vacca), che non sa a cosa sia sotto, perché è cieco e quindi non può vederlo, ma sa che è presente, come l'impregnante odore di antitarme che la madre diffonde ovunque.
Tre vite di tre disgraziati qualunque, dove diventa sicuramente difficile stabilire chi abbia tra di loro il primato in negativo, anche perché poco importa: quello che è evidente, anche agli occhi dello spettatore più distratto ed entrato in sala quasi per caso, è che i tre prima o poi arriveranno alla saturazione, prendendo strade drastiche di cui forse si pentiranno amaramente.
Sicuramente non seguiranno la via dell'ordinaria follia di Joel Schumacker (protagonista un eccellente Michael Douglas). La loro decisione, infatti, non è di trasformarsi in tre pazzi lanciati contro un treno (cit.), ma tre sconclusionati sul tetto del Quirinale (per il quale Iaio lavora), attirando la massima attenzione e affermare con il vigore dei giusti la loro ferma contrapposizione contro tutte le ingiustizie.
Ma sarà questa la strada giusta? Potranno un non vedente, un non deambulante e un non pensante, catapultati di peso fuori da una becera barzelletta, avere la meglio sulla società ordinaria e a modo suo civile? Anche considerando che "sono tutti bravi a fare una rivoluzione con una pistola in mano, provateci con una tromba", è battuta, ma anche la loro consapevolezza. I presupposti di racconto e le caratteristiche dei personaggi sarebbero più che sufficienti per trovare una piacevole e interessante quadratura che invece non arriva, ed è un vero peccato. Con il passare del tempo l'asticella non si alza per arrivare al climax ma si mantiene costante, così facendo si affievolisce e si ripiega sulla commedia brillante, ben condotta ma con nulla di più. Peccato.
La Bilancia Produzioni
presenta
BANDA DISARMATA
Un'amicizia in armonia
di Adriano Bennicelli
regia Matteo Vacca
con Matteo Vacca, Maurizio Paniconi, Alessandro Tirocchi
scene Lina Zirpoli e Giovanni Valgimigli
musiche Giovanni Zappalorto
aiuto regia Martina Zuccarello
organizzazione Mattia Borghese
grafica Leonardo Buttaroni









