Underdogs & Superman (recensione)

Enrico Maria Falconi strizza entrambi gli occhi ad Ettore Scola e ai grandi maestri caustici con una commedia azzardata e visionaria

immagine di superman che affronta un uomo
m&s - Superman (Andrea Standardi) affronta Leone (Patrizio De Paolis)

Ci troviamo in un improbabile (ma lo scriviamo senza troppa convinzione) quuanto distopico non luogo nel futuro. Alle pendici di un'enorme discarica, una vera e propria montagna di rifiuti, come siamo abituati a conoscerle nella nostra indifferenza televisiiva (futuro?), esiste una piccola baraccopoli colorata, abitata da una circoscritta e diversificata comunità.
La prima "casetta" di sinistra (per noi che guardiamo il palco) è quella di Margherito (Ettore Falzetti), un ex insegnante di educazione civica, probabilmente caduto in disgrazia (sua o dell'educazione non solo civica poco importa). L'uomo vive nel mito della burocrazia, del "partito" al quale è iscritto e nel culto della personalità di Lebedev, il presidente del popolo russo-afgano, al quale ha inviato anni addietro una fondamentale mail, ma senza mai ricevere risposta, almeno finora.

Poi abbiamo l'abitazione di Martine (Ramona Gargano), un'avvenente quanto disincantata massaggiatrice olistica con un suo studio privato dove ricevere i clienti, ai quali la ragazza pratica anche altri tipi di massaggi, ovviamente più remunerativi. Questo suo atteggiamento suscita le ire e gli strali verbali di Luba (Barbara Russo), una fervente cattolica di origine rom, che non fa altro che invocare il Signore e pregare, da qui il suo soprannome di "Santina". L'ultimo abitante della piccola piazzetta è Leone (Patrizio De Paolis), un operaio che si occupa del riciclaggio dei rifiuti, è l'unico a trarre sostentamento dalla discarica, dove smista dalla mattina alla sera quanto conferito. E', apparentemente, l'unica persona felice, o almeno soddiisfatto del lavoro che fa. L'ostentata sensualità di Martine (donna di facili costumi, anzi senza costumi) attrae i due uomini e provoca, come di norma, la scomposta reazione della maschilista e bigotta Luba.

Durante la notte, un improvviso temporale con due fortissimi fulmini sveglia e spaventa tutti. C'è bisogno di una spiegazione per quello che è successo e chi se non la burocrazia può dare la risposta desiderata? Il solito Margherito, unico dotato di un "lasciapassare", raggiungerà la fantomatica "élite", così da ricevere una formale assicurazione anche sulla incolumità del gruppo. L'unica risposta che ricevono è che a breve - una settimana - dovranno lasciare le loro "case", perché sono stati sfrattati. L'angoscia del trasferimento viene appena mitigata (meglio, accantonata), da una improvvisa e nuova doppia presenza. I tuoni hanno catapultato tra loro Superman (Andrea Standardi), accompagnato da una ragazzina (Simona De Leo) dal volto angelico, caduta nuda in stile Terminator non si capisce bene da dove. Superman, o comunque l'uomo che ne indossa il costume, non ha più i suoi superpoteri (sempre che li abbia mai avuti) e la ragazzina parla una lingua sconosciuta, oltre ad avere particolari poteri (lei sì) di guaritrice e di esprimersi anche in francese. Le domande alle quali nessuno è in grado di dare risposta è chi sono i due misteriosi ospiti? E perché si trovano in questa piccola comunità di "ultimi"?

Scrive Enrico Maria Falconi nelle sue note di regia: La leggendaria commedia delle stelle in caduta è una commedia che vuole raccontare un mondo che seppur ambientato in un futuro prossimo, è molto presente ai giorni nostri. E sono molte, infatti, le citazioni che si possono percepire assistendo allo spettacolo, a partire da quella dichiarata dal regista per "Brutti, sporchi e cattivi", pellicola fondamentale di Ettore Scola del 1976, una comunanza di temi (in primis il degrado delle periferie) accentuata, ma non solamente, anche dalla caratterizzazione fisica di Margherito. Oltre a questo l'autore affonda la tastiera anche in altri registri drammaturgici, di pregio, dando al racconto quella particolare complessità narrativa che necessita la massima attenzione da parte dello spettatore. I telefonini non dovrebbero mai far parte del bagaglio di chi frequenta un teatro, ma in questo caso andrebbero proprio lasciati a casa.

Una commedia cattiva? Secondo il nostro modo di vedere, più un piacere, condiviso anche dal pubblico, a giudicare degli applausi ottenuti nella serata di debutto. Buona la resa di tutto il cast artistico, con una particolare attenzione per il personaggio di Leone, simbolo di un perdente che si affanna ad ingannare sé stesso, ma senza riuscirci. In conclusione ci troviamo al cospetto di uno spettacolo che andrebbe comunque rivisto, come un buon film, per cercarne e scoprirne (o provare a farlo) quei particolari che potrebbero inizialmente sfuggire. Il grande fascino del teatro è anche questo, quello di presentarsi ad ogni visione in maniera sempre diversa, perché ognuno di noi è sempre diverso, sia nel ruolo di spettatore che in quello di interprete.

UNDERDOGS & SUPERMAN
La leggendaria commedia della stella in caduta
di Enrico Maria Falconi
con Ettore Falzetti, Ramona Gargano, Patrizio De Paolis, Barbara Russo, Andrea Standardi, Simona De Leo
regia Enrico Maria Falconi
aiuto regia e costumi Simone Luciani
scena Luca Garramone
luci e fonica Luca Bertolo
produzione Blue in The Face
durata 90 minuti, escluso intervallo

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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