Fuoco Nero su Fuoco Bianco (recensione)

Ci accostiamo con indubbia curiosità allo spettacolo di questo ingegnere che "intreccia-storie" per vocazione

Sul palco troviamo un giovane di 40 anni (in Italia si è giovani ancora per molti anni a venire) che, a onor del vero, non è molto conosciuto dal grande pubblico, anche se - ascoltiamo in attesa che lo spettacolo inizi - qualcuno vicino a noi, rivolto al proprio accompagnatore, afferma "ma sì... Roberto Mercadini, ma non ti ricordi?" Purtroppo l'inizio del monologo ci impedisce di sapere cosa l'altro avrebbe dovuto ricordare. Rimarremo con la nostra curiosità.

Anche l'argomento del monologo, "Fuoco nero su fuoco bianco", è probabilmente poco conosciuto. Chi di noi ha mai letto la storia di Giona nella Bibbia? Quell'immenso libro che a prescindere dalla religione osservata, intreccia storie, racconta i popoli, narra di gesta eroiche o di semplici uomini e non sempre (è la realtà) ha il lieto fine? Siamo veramente in pochi a poterne affermare - con piena sincerità e devozione - la lettura.

Eppure Roberto Mercadini, studi scientifici e ingegneristici dietro le quinte del suo essere sul palcoscenico, traducendo egli stesso i versetti del Libro di Giona dall'ebraico, realizza un "collage" di racconti che spaziano appunto dai 4 capitoli del Libro di Giona a quella di Davide e Golia, da Mosè ad Abramo, spiegando, a volte in maniera didascalica, a volte in maniera ironica, i significati delle storie o delle parole che - in alcuni casi - non hanno un vero significato, come ad esempio "ecclesiaste".

Un'ora e mezza circa la durata del viaggio compiuto dallo spettatore insieme a Mercadini, che si fa voce narrante delle peripezie di Giona, uno dei dodici profeti minori: un viaggio in quattro tappe come i capitoli del Libro; un viaggio in cui ci si ferma e si esplora il territorio circostante, senza fretta ma con in mano una "guida".

E Mercadini diventa, nel suo monologo, la "Lonely Planet" (nella migliore accezione del termine) biblica: dalla chiamata di Dio che lo vuole mandare a Ninive alla decisione di recarsi a Tarsis, dal viaggio in tempesta ai tre giorni passati nel ventre di un pesce, dall'arrivo a Ninive con il perdono divino, al finale in cui Giona si siede davanti alla città chiedendo di morire. Ogni episodio è intervallato dal racconto di un altro protagonista della Bibbia, un uomo all'apparenza "sbagliato" per essere scelto come "eroe": Abramo, Mosè, Saul, Davide sono a loro volta "spiegati".

Forse è l'indole ingegneristica ad aver spinto l'artista a illustrare quanto interpreta, per il naturale voler mettere "in ordine" le cose, tanto da decidere di spiegare la Bibbia usando la Bibbia stessa, proprio come nella tradizione ermeneutica ebraica.

Uno spettacolo con momenti comici, ma rispettoso del testo utilizzato come base, accurato dal punto di vista filologico, interpretato forse ispirandosi inconsciamente alle tematiche già espressa da Alessandro Bergonzoni (vedi Il funambolo Alessandro Bergonzoni in equilibrio sui fili dei suoi “Nessi”) da un uno studioso, un appassionato, un uomo che - dalle tavole di un palcoscenico - diventa Attore.

Fuoco Nero su Fuoco Bianco
Un viaggio nella Bibbia ebraica
scritto e diretto da Roberto Mercadini
durata dello spettacolo 1 ora e 30 minuti circa

giornalista
A 25 anni volevo lavorare nel mondo del Teatro. Ora ne scrivo con la stessa passione di allora, facendo molte incursioni nell'arte e meno nella musica.
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