Stremate ultimo atto (recensione)

La saga di Giulia Ricciardi prosegue imperterrita nel suo periodico presidio delle sale teatrali. Sarà un vero ultimo atto?

Marisa e Mirella a tavola
m&s - Marisa (Federica Cifola) e Mirella (Beatrice Fazi) a tavola (foto © media & sipario)

Il pubblico italiano conosce oramai molto bene le stremate Elvira, Marisa e Mirella, personaggi efficacemente creati dalla tastiera di Giulia Ricciardi e messi in scena da Michele La Ginestra, da sempre il regista del variabile manipolo di attrici (e che quindi sospettiamo non di essere stremato, ma forse leggermente esaurito). Sono state applaudite, finora, in quattro altri appuntamenti con il palcoscenico, a partire dall'esordio, ovviamente stremato, da cui tutto è nato nel 2014. Dalla prima apertura di sipario, sempre con la stessa formula al femminile, sono passati cinque anni, con il pubblico che apprezza ed è costantemente pronto a divertirsi con le diverse caratterizzazioni delle protagoniste, che di volta in volta si sono arricchite (da quattro a cinque), poi contratte (in tre), passando anche per un contorno "maschile" (il maggiordomo).

Le tre amiche, un sodalizio veramente granitico anche attoriale, sono ancora insieme in questo loro "ultimo atto", sono passati molti anni e si ritrovano, anziane ma ancora volitive, in una sorta di "residenza per signore", in realtà è la casa di Marisa trasformata in casa di riposo e gestita da un’energica e ostile direttrice, la francese Frida (Ludovica Di Donato). Loro tre sono come sempre, "parzialmente" stremate, ma mai abbastanza da non essere in grado di "esaurire" chi le avvicina, compresa la ragazza, che comunque nasconde un segreto, del quale è al corrente solo la madre, con cui ha lunghissime telefonate, tra Roma e Parigi. In ogni caso le tre simpatiche anziane non hanno la minima intenzione di invecchiare, anche se il loro orologio biologico non vuole fermarsi, ma a loro, complice la sordità, basta solo non ascoltarlo.

Sarebbe tutto perfetto, se non ci fosse la stranezza nel comportamento della giovane Frida, un comportamento che non sfugge ad Elvira (Giulia Ricciardi), che riesce a convincere le sue due amiche Marisa (Federica Cifola) e Mirella (Beatrice Fazi) a tentare la fuga notturna dalla casa, per andare a godersi altrove i loro ultimi anni e il loro denaro, custodito nella casa in una scatola di Gentilini. Riusciranno le tre a sbarazzarsi dell'ingombrante francese? E perché Frida sembra avere uno scatto di nervi ogni volta che Marisa nomina il suo Jean Claude? Tutti i tasselli vanno ricostruiti in teatro, ovviamente.

Il taglio impresso al racconto teatrale è ovviamente comico, il comportamento delle tre vecchine è a tratti esilarante, vedi il tormentone di Mirella che non accetta il suo essere "svagata" o l'innamoramento al cimitero (un omaggio al "Totò cerca pace" di Mario Mattoli, 1954?), anche se nemmeno troppo lontano dalla realtà. La scrittura porta anche a riflettere sul modo in cui non solo invecchiamo tutti, ma come poi ci rapportiamo con i nostri anziani. Abbiamo la noncuranza con cui la burocrazia gestisce la salute, allungando i tempi per una visita medica specialistica, ma abbiamo soprattutto il rapporto con i figli, una volta che sono diventati grandi, una delicata goccia di melanconia che si fa maggiormente e giustamente sentire. Le tre protagoniste sono come sempre eccellenti, imprimono il ritmo desiderato e si spalleggiano costantemente. Guai a chi prova ad ostacolare il loro cammino, come scoprirà la povera Frida (personaggio sacrificato, ma ben interpretato). E’ l’ultimo atto, ma sarà davvero la fine? Un episodio fa così sembrava e così era stato dichiarato, poi c'è stato anche un reboot ad inizio di questa stagione, di conseguenza "mai dire mai", anche perché tutte e tre hanno figlie femmine!

Teatro 7
presenta
STREMATE ULTIMO ATTO
di Giulia Ricciardi
con Federica Cifola, Beatrice Fazi, Giulia Ricciardi
e con Ludovica Di Donato
voci registrate Francesca Draghetti e Roberto Stocchi
disegno luci Gian Marco Cacciani
aiuto regia Alessandro La Ginestra
assistente alla regia Flavia Prugnola
organizzazione Alessandro Prugnola
ufficio promozione Valeria D'Orazio
costumi Moris Verdiani
regia Michele La Ginestra e Andrea Palotto

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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