Orchestra Senzaspine in Don Giovanni (recensione)

Il Don Giovanni dell’Orchestra Senzaspine: storia e contemporaneità legate da un filo (senza spine)

Orchestra e Ussardi
m&s - Orchestra Senzaspine diretta da Tommaso Ussardi

Approcciarsi all’Opera Lirica può essere molto complicato soprattutto all’inizio. Non bisogna scoraggiarsi se non si colgono subito le “parole cantate” dagli artisti (buona cosa avere il libretto dell’opera tra le mani) e sarebbe ottimale cominciare da un’Opera Buffa piuttosto che da un Melodramma. Ma, d’altra parte “La reazione della gente che vede l’Opera per la prima volta è molto drammatica: o l’amano o la odiano. E se l’amano, l’amano per sempre, altrimenti… impareranno ad apprezzarla ma non la sentiranno mai veramente”, Edward Lewis (Richard Gere) in Pretty Woman.

L’Orchestra Senzaspine, diretta dal Maestro Tommaso Ussardi, con la messa in scena del “Don Giovanni” di Wolfgang Amadeus Mozart, su libretto di Lorenzo Da Ponte e la regia di Giovanni Dispenza, mette d’accordo sia le novelle Vivian (Julia Roberts) che i melomani più elitari.

L’impianto scenico è “fresco”: aggettivo forse fuorviante e sicuramente poco usato nell’ambito di un allestimento ma che rende assolutamente evidente quanto la contaminazione tra passato e contemporaneo sia stretta in questa messa in scena. L’Accademia di Belle Arti di Bologna - con la supervisione di Chiara Guadagnini e la regia puntuale di Dispenza (che torna all’opera dopo il “Barbiere di Siviglia” nel 2018 e “Le Nozze di Figaro” del 2019) - ha creato delle scenografie facilmente decifrabili anche dai neofiti e realizzate da luci che si alternano quanto le note della partitura e da videoproiezioni che si susseguono per modificare ambienti ed atmosfere sia sul fondale che su una tenda di filamenti bianchi utilizzata sia per cambi di scena che per creare giochi di visione come di suggestione.

Particolarmente apprezzabile l’uso del colore nei costumi (Monica Mulazzani) - non snaturati nella loro foggia settecentesca - come elemento simbolico della caratterizzazione dei personaggi e riconoscibilità degli stessi.

Don Giovanni (Davide Peroni) è un libertino rosso magenta mentre Leporello - impersonato da un applauditissimo e a ragione Masashi Tomosugi - suscitava ancor più simpatia ed esuberanza nel verde del suo costume. Donna Anna (Ilaria Casai) una dama in blu; Donna Elvira (Clementina Regina); Don Ottavio (Filippo Pina Castiglioni ) oro; Commendatore (Luca Gallo) bronzo; Zerlina (Stela Dicusara) bianco panna; Masetto (Paolo Marchini) marrone.

Altro elemento particolarmente apprezzabile, la proiezione la proiezione dei versi cantati sulla parte superiore del sipario per una fruizione più agevole da parte di chiunque.
Sul gradino più alto dell’Orchestra Tommaso Ussardi, risultato vincitore nel suo primo confronto con il capolavoro mozartiano, a dirigere giovani musicisti di talento e molto coinvolgenti nella loro esecuzione.

Come finisce l’Opera? Non ve lo diciamo, anche perché il libretto di Da Ponte può essere letto da chiunque sul web. Ma volete mettere il piacere di ascoltarlo invece che di leggerlo?

DON GIOVANNI
Dramma giocoso in due atti KV 527
musica Wolfgang Amadeus Mozart
libretto Lorenzo Da Ponte
direttore Tommaso Ussardi
regia Giovanni Dispenza
maestri del Coro Michele Pirani, Nicola Carli, Enrico Dolcetto
continuista Angelo Michele Errico
scene Chiara Guadagnini con la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Bologna
vostumi Monica Mulazzani
luci Andrea Bondi
video Daniele Poli e Serena Pantaleo
assistente alla regia Mattia De Luca
direttore di scena Turchese Sartori
maestro collaboratore di sala Maria Laura Berardo
responsabile del casting Angelo Gabrielli
istruttore di scherma storica Cesare Verzini, SAAM “Sala d’Arme Achille Marozzo”
balli storici Alessia Branchi
trucco Francesca Bagnara
parrucco Palmer School
durata 3 ore comprensivo di intervallo

giornalista
A 25 anni volevo lavorare nel mondo del Teatro. Ora ne scrivo con la stessa passione di allora, facendo molte incursioni nell'arte e meno nella musica.
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