Claudio (Marco Falaguasta), architetto benestante e capriccioso (almeno in fatto di gusti femminili) è "fidanzatissimo" con Fabiola (Claudia Campagnola), rassicurante e posata studentessa, a un passo dal termine degli studi. I due condividono un bellissimo attico, orgoglio dell'architetto e dalla vista eccezionale (uno stupendo affaccio su Roma), anche troppo.
Visto che l'uomo è ladro, come ha insegnato a tutti Billy Wilder con il suo capolavoro Quando la moglie è in vacanza (1955), Claudio approfitta dell'allontanamento momentaneo di Fabiola (a Milano per sostenere l'ultimo esame) per tradire la ragazza con Fiore (Sara Martini), esuberante e spumeggiante pittrice, che non è Marilyn Monroe, ma è comunque l'esatto opposto della sua rassicurante fidanzata, sotto ogni aspetto, sia mentale che sessuale. Per Fabiola la vita è fatta di doveri e si veste in tailleur grigio. Per Fiore la vita è fatta di piaceri e quando si veste è sempre colorata.
Fino a qua non ci sarebbe nulla di nuovo, non che non sia già successo o non che non succederà, l'unico problema per Claudio è che Fiore (di nome ma di carattere cactus) ha deciso che non vuole andarsene e a breve Fabiola tornerà. A un Claudio disperato, che non vuole giustificare alla compagna la presenza in casa dell'amante, non rimane che chiedere aiuto. A chi se non l'amico del cuore, quello che ti conosce come le sue tasche e malgrado questo ti è ancora amico, quello che non ti ha mai detto di no, qualsiasi cosa tu abbia fatto o qualsiasi cosa tu gli abbia chiesto, ossia Egidio (Marco Fiorini).
Sarà in grado la coppia di uomini, quindi maldestri per definizione e da copione, e poi perché in una commedia si ride meglio e di più delle disgrazie e della goffaggine altrui, di riuscire a trovare una soluzione accettabile, soprattutto prima che Fabiola torni con il suo esame sostenuto e registrato nel libretto universitario, ma con "qualcosa" di altro in casa di cui - sicuramente - avrebbe fatto volentieri a meno? Per scoprirlo l'unica soluzione è fare come noi e cercare un teatro dove 30 senza lode sia in cartellone. Noi il finale di sicuro non lo sveliamo.
La commedia, che non ha la pretesa di indurre a chissà quali riflessioni psicologiche sulla realtà affettiva della coppia contemporanea, in ogni caso mette sulla scena, principalmente comica, alcuni punti da indagare in altro contesto, il primo dei quali è l'abitudine, quella forma di tranquillità di coppia che, giocoforza, negli anni si sviluppa. A volte prima e a volte dopo. A volte mai e a volte subito. Il rapporto tra Claudio e Fabiola è esattamente questo, normale, fatto di uscite sempre uguali, riti che si ripetono e assefuazione dell'uno all'altra, senza il tentativo di mettere nuovo vigore al ménage che, se finora è andato bene così, perché dovrebbe cambiare?
Fiore, invece, rappresenta la freschezza, l'impulsività, il suonare il campanello della casa di uno sconosciuto e scappare via, il ritorno all'adolescenza ma con il corpo e la mente dell'adulto, alla ricerca di quelle sensazioni che sono passate, che non esistono più e che, se ne faccia una ragione il protagonista, non possono tornare. Nella vita si deve crescere, anche se come Peter Pan o i protagonisti di Amici Miei ne faremmo in molti volentieri a meno. Ma prima poi qualcuno busserà alla nostra porta per riportarci alla realtà, anche quando viviamo in un bellissimo attico.
30 SENZA LODE
di Marco Falaguasta
regia Marco Falaguasta
con Marco Falaguasta e Marco Fiorini
e con Sara Martini e Claudia Campagnola
scene Adelaide Stazi
luci e fonica Mimmo Di Mattia









