Il marito invisibile (recensione)

A Teatro ci si interroga sulle relazioni e sull’atavico “essere o non essere?” con Maria Amelia Monti e Marina Massironi 

le due protagoniste dello spettacolo
m&s - Maria Amelia Monti e Marina Massironi, protagoniste de Il marito invisibile (© Oreste Lanzetta)

Sulla scena ci sono due scrivanie e due laptop. Una distanziata dall’altra, collocate con due orientamenti diversi. Sono le scrivanie alle quali si siedono Fiamma (Maria Amelia Monti) e Lorella (Marina Massironi) per poter iniziare una conversazione via video chat. Lontane fisicamente (almeno nella descrizione drammaturgica), ma vicine sul palco e sicuramente dal punto di vista emotivo, le due donne non si sentono da qualche tempo e sono pronte a raccontarsi le loro esistenze. Fiamma vive con il marito da 32 anni (25 di matrimonio e sette di fidanzamento), ha due figli grandi e praticamente non vede nessuno. Lorella, archetipo della donna sentimentalmente sfortunata, dopo un periodo di "smarrimento" si è lanciata nelle ormai familiari app di dating ed ha trovato nientepopodimeno che… marito! Una notizia bomba che rivela titubante a Fiamma chiedendole apertura mentale e fiducia perché Lukas, così si chiama l'aitante marito svedese o norvegese, ha una caratteristica particolare difficile da credere: è invisibile!

Con la provenienza geografica avrebbe potuto avere tutti i difetti di questo mondo, anche avere bisogno delle istruzioni per essere montato come se fosse un mobile Ikea ed invece, neanche avesse il mantello dell'invisibilità di Harry Potter, è proprio "invedibile".

Da qui nascono tutta una serie di battibecchi, litigi, incomprensioni, riappacificazioni tra una Fiamma incredula e sicura che Lorella abbia bisogno di curarsi mentalmente e una Lorella che difende a spron battuto la scelta del suo amato di scomparire. Ovviamente non facciamo "spoiler", raccontandovi lo sviluppo della storia e l'epilogo. Sappiate solo che, come è solito fare, Edoardo Erba, nella doppia veste di autore e regista, non delude: perché con la pièce si ride e tanto, ma tra le righe, tra le battute, si trova sempre un sotteso di riflessione.

La trama è sicuramente "figlia" del periodo pandemico che abbiamo vissuto nel quale spesso l'unico modo per vedersi era attraverso uno schermo. Eppure oltre questa derivazione abbastanza evidente ne abbiamo trovata una che scava nelle radici dell’atavico “essere o non essere” shakespeariano, trasposto ovviamente ai giorni nostri.

Lukas è invisibile. Ma perché? Lorella racconta a Fiamma che il marito non è nato così, ma ha scelto di esserlo, di “diventare” invisibile sostenendo che quelli “come lui” sono molto più numerosi di quello che si possa pensare. E allora ci si chiede se questa peculiarità così singolare non sia piuttosto un’assenza dal mondo social, da quell’apparire condiviso, ostentato, che sembra acquistare sempre più importanza giorno dopo giorno. “Se non lo fai vedere non esiste, non lo hai vissuto” è come se urlassero le foto che passano sui device e che si “scrollano” dando loro più importanza di quanto non ne abbiano. E lo facciamo tutti. 

Sugli schermi collocati sul proscenio attraverso i quali si "visualizzano" le espressioni delle due amiche mentre conversano, litigano, si riappacificano e attraverso i quali si possono apprezzare le mimiche facciali della Monti e della Massironi, nei momenti di pausa tra una video chat e l’altra, passano le fotografie sui profili social, video, immagini da migliorare attraverso i filtri. Filtri usati sapientemente sia da un punto di vista scenico che simbolico: i blu screen collocano Fiamma in cucina e Lorella in una camera da letto. Come a sottolineare che apparire è sempre meglio di essere e che si può “scegliere” virtualmente dove essere. Due piani di lettura scenica quindi: una sul palco, una sullo schermo e un “doppio” o “triplo” significato nella storia che passa dal comico all'amaro in un click, magari del telefonino. Quindi Lukas è invisibile perché “sparito socialmente”? L'invisibilità è solo quella di Lukas o anche quella di Fiamma agli occhi del marito, talmente abituato a lei da non vederla più e viceversa?

Il testo di Erba tocca tantissime corde, tutte tese e pronte a spezzarsi da un momento all'altro: oltre a quella evidente dell'essere e dell'apparire c'è quella del complottismo, c'è quella della solitudine, della fragilità. A ben guardare non è difficile pensare alle più recenti notizie di relazioni online con persone mai viste che hanno avuto come conseguenza la perdita di denaro, per non parlare della salute psicologica. 

Brave entrambe le attrici, che strappano più di un applauso a scena aperta, anche nel cambio di registro da comico a drammatico. Ottima la punteggiatura musicale che sottolinea la presenza di Lukas e ottimo l'apparato scenico. Uno spettacolo per ridere e riflettere, magari per arrivare alla conclusione di tenere un po' più in tasca lo smartphone ed avere le mani e gli occhi liberi per prendere più “vita” in ogni attimo che si vive.

Gli Ipocriti
presenta
MARIA AMELIA MONTI
MARINA MASSIRONI
in
IL MARITO INVISIBILE
scritto e diretto da Edoardo Erba
scene Luigi Ferrigno
musiche e aiuto regia Massimiliano Gagliardi
costumi Nunzia Russo
luci Giuseppe D’Alterio
video Davide Di Nardo e Leonardo Erba

giornalista
A 25 anni volevo lavorare nel mondo del Teatro. Ora ne scrivo con la stessa passione di allora, facendo molte incursioni nell'arte e meno nella musica.
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