Questa legittima e condivisa programmazione teatrale di sé è normalmente appannaggio del fine carriera, non quando si è ancora abbastanza giovani. Per creanza non vi diciamo noi l'età della protagonista, ma non vi sarà difficile soddisfare la vostra curiosità, basta andare sulla sua pagina nella più famosa delle enciclopedie online. In ogni caso l'artista Claudia Gerini è la protagonista delle sue "tante storie", tutte quella di una vita e riassunte nello spettacolo "Storie di Claudia", per la regia di Giampiero Solari.
Una vita, tante "storie", nel senso di tanti brevi racconti. È questa la sintesi della performance dell'attrice, cantante e ballerina Claudia Gerini sul palco. Uno spettacolo "cucito" apposta su di lei e per lei (scritto dalla diretta interessata assieme al regista e da Paola Galassi e Michela Andreozzi), nel quale racconta (al pubblico) e racconta (a sé stessa) gli avvenimenti che ne hanno caratterizzato la vita: da quando, bambina in un quartiere di Roma, conosce la vicina, l'eccentrica signorina Maria che con l'accento emiliano e la casa piena di quadri e manifesti, comincia a coltivare la fantasia di una piccola testa bionda che già sogna, oltre che di diventare una classica principessa, anche di poter recitare.
Ed ecco che nelle parole di Claudia le immagini dei manifesti diventano il pretesto per una matrioska di "quadri" scenici nei quali la protagonista interpreta di volta in volta Carmen, la ballerina brasiliana "star della frutta", Marlene Dietrich oppure semplicemente se stessa, dagli esordi di "Non è la Rai", nel costume di allora; la carriera di attrice con Carlo Verdone e molti altri, le piccole gioie ed emozioni provate nel calcare il red carpet, ma anche quelle più comuni, ma non per questo meno importanti, della vita di donna lavoratrice e mamma, nella quale può capitare che la figlia telefoni durante un'intervista per chiedere spiegazioni sul teorema di Pitagora.
Un racconto che è come l'apertura del proprio album di fotografie, dalle quali trarre spunto per, appunto, raccontare un pezzo di vita. Non a caso la scenografia estremamente essenziale ha due quinte distorte che spesso, unite al centro, sembrano raffigurare un libro aperto sul quale vengono proiettate di volta in volta le immagini che servono per ricreare un determinato avvenimento o un determinato luogo, oppure rimangono distanziate, ai lati, illuminate di una luce monocromatica, come pagine di un diario che ancora deve essere scritto.
Uno spettacolo che esalta le qualità della Gerini come showgirl completa e mostra al pubblico capacità insospettabili, come quella di atleta con i nastri. Uno spettacolo semplice, ma non per questo facile, interpretato con quella professionalità che riconosciamo molto spesso negli artisti di oltreoceano, avvezzi come pochi altri, al concetto "the show must go on". Ne è riprova un piccolo incidente occorso nella replica cui abbiamo assistito, con spettacolo fermo e pubblico intrattenuto, in attesa della ripresa dalla stessa Gerini, coadiuvata da Federico Zampaglione. Incidenti a parte, che fortunatamente in teatro non capitano spesso, sempre nella nostra serata, abbiamo avuto anche un fuori programma più felice: il festeggiamento con torta di ordinanza dei suoi primi (non ve li scriviamo) anni. Auguri Claudia: la performance, sia quella da copione che quella fuori estemporanea, hanno sicuramente dimostrato la raggiunta maturità.
STORIE DI CLAUDIA
di Giampiero Solari, Claudia Gerini, Paola Galassi, Michela Andreozzi
arrangiamento e direzione musicale Leonardo De Amicis
musicista in scena Davide Pistoni
video scene Giuseppe Ragazzini
coreografie Roberta Mastromichele
costumi Nicoletta Ercole
scene Patrizia Bocconi
luci Gigi Saccomandi
regia Giampiero Solari
durata spettacolo circa 100 minuti senza intervallo









