Casalinghi Disperati (recensione)

Quando i Casalinghi sono così Disperati sul palco, è normale che le risate vengano da tutta la platea ( e anche dalla galleria)

immagine di quattro uomini in una casa
m&s - i Casalinghi Disperati in scena (foto di Fabio Sabatini)

Un nuovo allestimento e una nuova produzione per la divertente commedia (punto di vista femminile di Cinzia Berni e maschile di Guido Polito) incentrata sulle tante difficoltà di quattro forzati “casalinghi” con la “i”, abbandonati a loro stessi dopo la separazione dalle rispettive consorti. Una situazione oramai abbastanza standardizzata, qui declinata in forma di commedia, anche se basterebbe spostare di poco il pulsante del registro narrativo per darne una lettura drammaticamente attuale.

Alberto (Max Pisu), Giulio (Gianni Ferreri) e Luigi (Danilo Brugia) vivono assieme dopo il naufragio dei loro matrimoni. I tre condividono un appartamento a Roma, anche grazie al contributo economico pubblico che viene loro erogato, dove sono riusciti a stabilire un perfetto equilibrio, fatto di turni per le pulizie, per la spesa, per la cucina. Se il ménage quotidiano procede tranquillo, è più burrascoso il rapporto che i tre intrattengono con le rispettive ex famiglie. Alberto è un ipocondriaco, in perenne affanno economico, causato dalle tante - e costose - attività dei suoi tre figli. Giulio non ha il minimo problema con la sua ex, d'altra parte il suo è stato l'errore di una sola notte (“in fondo noi non ci siamo mai amati, quindi noi non ci odiamo”), ma deve trovare il coraggio di confessare al figlio diciottenne di essere felicemente omosessuale. A Luigi è stato riconosciuto lo status di coniuge svantaggiato e, di conseguenza, è l'unico a ricevere un prezioso assegno di mantenimento dalla moglie, che comunque lo ostacola in ogni modo e non gli fa vedere la figlia.

Ai problemi costanti dei tre separati si aggiunge l'imprevisto, costituito dalla guardia giurata Attilio (Nicola Pistoia), appena buttato fuori di casa dalla moglie Silvana. Attilio irrompe nell'appartamentino dei tre con le sue nevrosi da "cacciato", le sue sigarette al mentolo (le stesse fumate dalla moglie) e le sue frequenti crisi di amore e rabbia, ovviamente alternate, nei confronti della compagna. Crisi che si estrinsecano in grida disperate alla finestra, visto che Silvana occupa l'appartamento di fronte. La convivenza diventa qui drammaticamente difficile (dal punto di vista del pubblico, invece, molto divertente), con spruzzate di atteggiamenti in stile "La strana coppia" (1968, di Gene Saks) che in questo caso diventano esasperati dall'essere un quartetto, anche se è il trio a coalizzarsi contro Attilio.

Per liberarsi dell'ingombrante ospite, che tenterà anche il suicidio (più o meno), non rimane altra soluzione che farlo riprendere in casa dalla recalcitrante Silvana. Ma come? Uno dei tre amici deve sacrificarsi e andare a parlarle, ma chi? Il bel Luigi, il sensibile Giulio o l'insignificante Alberto? Per sapere chi verrà scelto, cosa verrà detto a Silvana e se i tre riusciranno a riavere la loro pace (e tutto lo spazio del proprio appartamento), non resta altro che entrare in uno dei teatri che ospiteranno la tournée di "Casalinghi Disperati" (date in fondo al nostro articolo). Noi lo abbiamo applaudito al suo debutto, in sold out, al Teatro Bianconi di Carbognano.

La messa in scena esalta la comicità di una situazione sociale che, in molti casi, produce stress, difficoltà economiche, litigi e, alcune volte, anche conflitti insanabili se non vere e proprie tragedie che appartengono, purtroppo, alla cronaca nera. I tre più uno potrebbero anche riuscire a trovare un equilibrio, se non fosse per il rapporto con le rispettive ex mogli che comunque continua a condizionare le loro vite, perché "si arriva a odiare una persona solo se l'hai tanto amata, se non la odi è perché non te ne è mai importato niente". Si percepisce il lavoro di squadra degli interpreti che riescono perfettamente a restituire il senso di "famiglia" forzata che hanno realizzato, curata la regia di Diego Ruiz (ma conoscendolo non avevamo grandi dubbi), funzionale, ironica e sicuramente interessante la scena girevole a forma di torta nuziale di Mauro Paradiso, che consente un doppio punto di vista sull'appartamento.

Una commedia sicuramente divertente che ha comunque il pregio di gettare qua e là qualche briciolina di riflessione che soprattutto le coppie in crisi dovrebbero riuscire a cogliere. Non per cambiare idea, ci mancherebbe altro, ma almeno per riuscire a vivere il trauma da separazione con meno astio. Che l'amore finisca ci sta, ma da nessuna parte c'è scritto che bisogna farsi una guerra, si può anche stabilire un armistizio e andare assieme a teatro, che non fa mai male.

CASALINGHI DISPERATI
di Cinzia Berni e Guido Polito
regia Diego Ruiz
con Nicola Pistoia, Gianni Ferreri, Max Pisu, Danilo Brugia
scene Mauro Paradiso
musiche Stefano Magnanensi
luci Fabrizio Sensini
costumi Martina Cristofari
aiuto regia Manuela Perfetti
produzione esecutiva Giuseppe Magagnini
organizzazione Ersilia Rocchi
amministrazione Romolo Passini
produzione Carpe Diem
distribuzione Mente Comica

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
Change privacy settings