Mamma balli con me? (recensione)

Una storia d'amore e di amicizia tra le mura di San Lorenzo (popolare quartiere di Roma, ndr)

una scena dello spettacolo
m&s - una scena di Mamma balli con me?

Ci troviamo in una casa romana (pardon, a San Lorenzo, una Roma dentro Roma, come tanti altri quartieri storici della Capitale) nella seconda metà degli anni '70, gli mp3 e i download non esistono ancora: la musica (dei Cugini di Campagna, Lucio Battisti o Claudio Baglioni) non è ancora liquida e si ascolta dai colorati mangiadischi e rigorosamente su 45 giri. Alle pareti la morbida psichedelia della carta dei parati. Nel salotto di una famiglia popolare come tante Nonna Rosa (Antonia Di Francesco, irresistibile come sempre, personaggio con parrucca che fa ridere solo a guardarla) nasconde alla figlia Rosanna (Monica Lugini) i dolci che continuamente ingurgita, malgrado il diabete, quando la sottrazione di zuccheri viene molestata dall'ingresso della nipote Vittoria (Erica Picchi), seguita dal "capofamiglia" Sandro (Paolo Pioppini).

Bisogna preparare la tavola per il classico pranzo della domenica. Al primo battibecco tra padre e figlia sulla lunghezza della gonna della sedicenne e sull'outfit del genitore (la canottiera a tavola), subentra Rosanna che mette tutti a posto, sotto le pungenti (e divertenti) osservazioni di Nonna Rosa. La figlia viene spedita, sotto le proteste e la classica osservazione da adolescente ("Ma che ho le gambe brutte?"), a indossare qualcosa di più consono e il marito a mettere una camicia, con la padrona di casa che riafferma (ma non ce ne era sicuramente bisogno) chi è che comanda. Tutto questo prima che arrivi, proveniente dalla chiesa, la zia Carmela (Angela Ruggiero), una perfetta "Lady Cocca" in salda eduardiana, in perenne organizzazione di un pellegrinaggio a Lourdes, che non si riesce mai a fare. L'ultimo a presentarsi a tavola è il figlio maschio Piero (Tommaso Paolucci), ha 20 anni, frequenta con profitto l'università, gioca a calcio come portiere, ed è insofferente ai "diktat" dei genitori. I suoi sono scontri continui con il padre, che viene accusato di preferire la figlia femmina, con il costante intervento da paciere di Rosanna, reso necessario dal progressivo alzare di toni dei due maschi della famiglia. Niente di nuovo o di diverso da quello che potrebbe accadere in una qualsiasi altra casa del mondo reale.

Il malumore di Piero preoccupa i genitori, ma viene sottovalutato e giudicato come normale atteggiamento da ventenne. In realtà il disagio, importante, del ragazzo, quanto segreto tanto importante, è il sospetto, che con il tempo si è trasformato in certezza, di non essere figlio di Sandro, ma di Marcello, l'amico fraterno dei genitori, con il quale Rosanna vinceva tutte le gare di ballo, sempre presente tra la coppia e scomparso improvvisamente per un incidente sul lavoro. Piero non riesce a darsi pace e questo tarlo lo rende sempre più nervoso e ribelle. Tanto ama la madre, tanto rimprovera il padre, per qualsiasi osservazione l'uomo faccia, con quella figura ingombrante - anche nel ricordo - costantemente sotto gli occhi di tutti. Non si tratta di un "giallo", ma la ricerca delle proprie più intime radici del ragazzo costituisce un punto nodale della bella commedia scritta da Monica Lugini e Paolo Pioppini, presenti anche sul palco nei panni della coppia di genitori.

Una famiglia come ce ne sono state e come ce ne sono tante, con il "voi" portato alle persone anziane (questo succede sempre meno e resiste maggiormente nel Sud del nostro Paese), le "pastarelle" e le lasagne come portate irrinunciabili del pranzo domenicale. Un'umanità delicatamente popolare e vera, che guarda al passato ai tanti capolavori cinematografici degli anni '60, messa bene in scena dalla regia di Alessandro Moser, aiutato da un cast nei tempi, battute e bilanciamenti. Si esce dalla sala consapevoli che si è assistito ad un piccolo ma allo stesso tempo straordinario racconto di vita che, a differenza delle "più belle cose" (cit.), è destinato a vivere molto a lungo, almeno fino a quando arriveranno le scritture per la compagnia "fisica" o il video girato sarà raggiungibile.

Compagnia Muse&Musi
presenta
MAMMA BALLI CON ME?
Storia d'amore e di amicizia tra le mura di San Lorenzo
di Monica Lugini e Paolo Pioppini
regia Alessandro Moser
con Antonia Di Francesco, Monica Lugini, Tommaso Paolucci, Erica Picchi, Paolo Pioppini, Angela Ruggiero
tecnico audio e luci Alessandro Moser
grafica e foto Danilo Giovannangeli
costumi Rossella Filipponi
scene Muse&Musi
durata circa 85 minuti, escluso intervallo

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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