Moliere a sua insaputa (recensione)

Paolo Hendel non è solamente Molière a sua insaputa, ma riflette consapevolmente la realtà odierna

Lo spettacolo comico sin dalla prime battute fa percepire la complessità e lo studio attento che c’è stato prima di calcare la scena, da parte dell’autore, del regista, dello stesso Hendel e di tutta la compagnia. Per un’ora e mezza circa in un unico atto,  il pubblico ha sicuramente riso ma è anche rimasto concentrato ad ascoltare Jean Baptiste Poquelin, Moliere, che con l’innata verve di Hendel veniva messo alla mercè degli spettatori del programma televisivo “A sua insaputa”, una sorta di talk show con ospitate, collegamenti, immancabili “false sorprese” più che studiate a tavolino, lacrime e risate fasulle e contributi dalla regia.

Ciascun spettatore ha sicuramente riconosciuto più di una trasmissione televisiva nel format messo in scena, ma la scrittura è stata così elegante da darne indizi senza citazioni alcune (pur tuttavia mettendo sotto processo non solo Molière ma anche la televisione). L’improbabile conduttrice, una sensualissima Maria Pilar Pèrez Aspa, in parrucca bionda e abbigliamento sexy, è stata grintosa come Tina Turner e ha condotto l’ingenuo Molière attraverso un programma che doveva metterlo davanti al suo essere, ai suoi difetti più che alle sue virtù, in un crescendo di situazioni che mano a mano avrebbero fatto audience.

Giocando sempre sulla lusinga e sull’adulazione (non è da criticare l’adulatore quanto l’adulato che cerca la lusinga e se ne compiace) Molière affronta ciò che noi tutti affrontiamo nella vita quotidiana e che spesso mal sopportiamo perché rifiutiamo di accettare sia anche parte di noi: l’arroganza, la prosopopea, l’ignoranza, la falsità, il maschilismo (non dimentichiamoci che spesso si cade nel pensiero opposto) e perfino il rubare idee agli altri, per un processo non solo all’autore francese, ma anche alla società che in fondo, negli anni, non è cambiata tanto. Se Molierè andava al mercato e osservando la gente creava i suoi personaggi enfatizzando uno o più caratteristiche (come il caricaturista fa nei suoi disegni) per “darli  in pasto” al pubblico, così la televisione prende il difetto dell’uomo comune e lo esaspera per farne programmi generalisti che però fanno ascolto.

La scenografia, minimalista ma efficace (una cornice con una tenda a fili bianchi, sapientemente giocati con le luci),  serviva all’occasione per celare o per visualizzare i contributi (avete presente gli rvm?) magistralmente interpretati da Laura Pozone e da Mauro Parrinello che hanno cambiato almeno quindici costumi in tempi brevissimi.

Le risate spesso hanno lasciato il posto a riflessioni per uno spettacolo che è filato liscio come l’olio, senza incertezze o momenti di vuoto ed in cui si percepiva la complicità tra gli attori, anche nell’intenso momento drammatico in cui Molière rivede la compagna Madeline che gli suggerisce come andare avanti nella sua forse più famosa opera, “Il malato immaginario”: come a dire che forse, con pregi e difetti, tutti abbiamo bisogno di una persona accanto che quando prendiamo una decisione ci appoggi.

Nelle note del regista Leo Muscato si legge una citazione di Paolo Hendel: l’unica comicità che ha un senso è quella necessaria, necessaria a te che la fai e necessaria alla gente cui ti rivolgi. Nello spettacolo “Molière a sua insaputa” il pubblico aveva necessità di questa comicità ed è stato ascoltato. In precedenza l'attore toscano ci aveva dichiarato: "L'originalità è nata con la grande idea del regista di portare l'autore francese, vestito e truccato da uomo del 1600 quale era, in un contesto moderno, all'interno di un talk show televisivo chiamato appunto "A sua insaputa". Un anacronismo voluto per enfatizzare come i vizi ed i difetti che il commediografo descriveva nei suoi personaggi siano attualissimi al giorno d'oggi. Sono serviti due anni di preparazione, di studio, per capire veramente il Molière, sia dal punto di vista umano che come "personaggio". La scommessa era comprendere a fondo il suo spirito e riproporlo con la sua stessa forza di allora in tempi odierni. La cosa che sconvolge è che i vizi che Jean-Baptiste Poqueline, in arte Molière, denunciava nella sua epoca non sono molto lontani da quelli che corrodono la nostra: ipocrisia, adulazione, falsità".

MOLIÈRE A SUA INSAPUTA
un progetto di Leo Muscato e Paolo Hendel
drammaturgia e regia di Leo Muscato
con Paolo Hendel
e con Maria Pilar Pèrez Aspa, Laura Pozone, Mauro Parrinello
scene e costumi Carla Ricotti
disegno luci Alessandro Verazzi
musiche originali Alessandro Sironi
ricerche e documentazione storico letteraria Piero Metelli

giornalista
A 25 anni volevo lavorare nel mondo del Teatro. Ora ne scrivo con la stessa passione di allora, facendo molte incursioni nell'arte e meno nella musica.
Change privacy settings