Consultazioni elettorali amministrative, seggio 4607 della Città Metropolitana di Roma in una calda domenica che anticipa l'estate. Ranuccio Fava (Carlo De Ruggieri) sta cercando di contattare telefonicamente il suo presidente di seggio, assente dal momentaneo e sacrale luogo di esercizio della democrazia. Con molta calma viene raggiunto nella scuola dall'altro scrutatore, Marco Fioretti (Luca Amorosino), poco interessato dal fondamentale compito che li attende e più dal compenso di 167 euro che spetterà loro al termine delle consultazioni.
Ranuccio è un inquadrato ricercatore di storia, di conseguenza ha perfettamente chiaro quale sia il significato di una consultazione elettorale, di quanto sangue sia stato versato nel passato per permettere agli italiani di esprimere il proprio voto. Marco no, è disincantato, cinico, vive gestendo un sito di scommesse online (registrato a Malta, piccolo escamotage molto diffuso per rendersi invisibili alle leggi italiane) e, se voterà, lo farà sulla base della simpatia suscitata dal nome scelto dalla lista. Lo scontro tra i due è di conseguenza immediato e continuo. Ranuccio prova a mantenere la distanza (dando del "lei") e la forma; Marco si esprime più volgarmente, insulta al telefono (di Ranuccio) il segretario del seggio "malato" (ma che si trova al mare), beve ed offre vino rosso e ovviamente lo apostrofa con il "tu".
Man mano che il tempo passa diventa sempre più comprensibile che gli elettori non verranno e se verranno saranno veramente pochi: alle prime rilevazioni la percentuale nazionale è di poco superiore all'1%. Alle ore 19 il dato non è più confortante: 2,7%. Ma d'altra parte è comprensibile, basta farsi due facili conti, come sottolinea efficacemente Marco: è domenica e c'è un bel sole, lunedì è sciopero nazionale, martedì è un festivo. Praticamente è un "ponte" che si è appena trasformato in un "pontone" di 4/5 giorni, la temperatura è mite ed invita a fare altre scelte, una vera pacchia per chi vive calibrando la propria vita sul calcolo delle assenze dal lavoro, salvo poi lamentarsi per le decisioni prese da governanti poco interessati al bene comune. Uno dei giorni maggiormente importante nella nostra vita di cittadini (ossia titolari di diritti e di doveri) si trasforma, come da titolo, in un "giorno come un altro".
Dovendo passare del tempo lunghissimo in attesa non si sa di chi e quando, i due scrutatori - sempre detestandosi - acuiscono la loro conoscenza, scoprendo fortuitamente di essere stati a scuola assieme, facendo riemergere così nomignoli adolescenziali, frutto della cattiveria dei giovanissimi e grandi exploit sportivi (un goal da metà campo) che poi non si sono evoluti in nulla di più. Ranuccio è stato lasciato dalla moglie ed ha escogitato un ingenuo tentativo di riconciliazione. Marco ha contratto un enorme debito (115.000 euro) con gente poco raccomandabile. La scoperta di un'arma costringerà i due ad una ulteriore confessione che... va scoperta in teatro, perché un testo del genere non va atteso (come Godot), ma cercato. E gli auguriamo di poter essere messo in scena ancora molte volte.
Giacomo Ciarrapico, autore e regista, sorretto ottimamente dai suoi due attori, ci consegna un piccolo (apparentemente piccolo, in realtà molto profondo) racconto di un sempre più diffuso malcostume, simbolo di una società immemore del passato, incurante del futuro e totalmente indifferente al "noi". I microcosmi personali si sono sempre più ristretti, asciugati, implosi in sé stessi, fino all'esaltazione totale del "io" e solo io. Un giorno come un altro è un grido silenzioso di dignità e civiltà teatrale che, proprio perché non alza la voce, diventa realmente assordante e imbarazzante, ancora di più perché sembra che tutti facciano a gara ad essere totalmente sordi e ciechi. Uno spettacolo sospeso dove Godot sono gli italiani, scrive in una sua nota l'autore/regista. Noi speriamo - per il bene di tutti, specialmente per le prossime generazioni - che l'attesa non sia troppo lunga e non ci riferiamo a quella teatrale.
Alessandro Longobardi
presenta
UN GIORNO COME UN ALTRO
scritto e diretto da Giacomo Ciarrapico
con Luca Amorosino • Carlo De Ruggieri
musiche Giuliano Taviani e Carmelo Travia
scene Andrea Quattropani
aiuto regia Maria Chiara Di Mitri
disegno luci Daniele Petroni
ufficio stampa Silvia Signorelli
si ringraziano Cristina Ribacchi, Luca Vendruscolo e Luciano Curreli
produzione Viola Produzioni Centro di Produzione Teatrale
durata un atto unico di 1 ora e 15 minuti








