Il palco spoglio con solo una tenda rossa al centro, da un lato gli strumenti (tastiera e fisarmonica) suonati dal vivo da Gianluca Casadei, con la tastiera poggiata sulle cassette in plastica per l'acqua (l'insieme ci ha ricordato l'impostazione di Laika), dall'altro la sedia su cui - ad ogni cambio scena - si siede Ascanio Celestini per pochi secondi. La luce è volutamente fioca e favorisce la concentrazione sul narratore che, con la frase - più volte ripetuta - “Quante sono le stelle nel cielo? Così tante che non si possono contare. E neanche vedere tutte quante”, dà il via allo spettacolo.
La pièce è un'allegoria del nostro tempo, in cui i valori di Francesco - il rifiuto delle ricchezze e dei piaceri umani - vengono riletti secondo una prospettiva contemporanea, scardinandoli e ponendoli in parallelo all'attualità. Il succedersi di episodi della vita del Santo e di storie odierne porta a una messa in scena “danzata” - come la Rumba che fa da titolo all’opera - in un flusso alternato di buone azioni di San Francesco e notizie drammatiche a cui ogni giorno veniamo sottoposti, a cui ci siamo purtroppo assuefatti o che abbiamo troppo presto dimenticato, spazzate via dall'apparente fine della pandemia (almeno della sua parte maggiormente pericolosa) o sostituite da altro.
L’attore/autore propone un’inedita visione del santo, accompagnata da momenti leggermente comici e riflessioni sui cliché da cui siamo circondati, come la donna che non deve andare a lavorare, gli zingari che rubano, il fastidio per tutti gli stranieri. La figura di Francesco diventa il manifesto di come i suoi ideali non possano trovare spazio in un’epoca abitata da razzismo, disuguaglianza e individualismo. Le sue vicende si mescolano a quelle di Giobbe (il racconto più melanconico), di Morlupo, di Hakimi e di tanti altri personaggi reali e/o di fantasia, tutti però poveri "cristi" contemporanei che probabilmente ignorano i dettami del santo, anche se li hanno costantemente applicati.
La performance è come sempre sorretta dalla voce magnetica e ammaliante del narratore, cattura l'attenzione fin dall'inizio, tenendo il pubblico incollato a ogni parola, a ogni gesto. La musicalità del linguaggio utilizzato, frenetico e ritmato, e la profondità delle tematiche sempre attuali, riscontrabili nella quotidianità di ciascuno, sono i segni che contraddistinguono la drammaturgia. Le immagini (perché Celestini riesce in questo con le sue parole: evoca immagini) che si susseguono sono, come il teatro di narrazione, impegnate e ricercate, permettendo di rinfrescare il messaggio di Francesco d'Assisi e incitando a una presente e successiva riflessione personale, creandone una diversa per ogni spettatore presente.
Rumba - L’asino e il bue del presepe di San Francesco nel parcheggio del supermercato è uno spettacolo che va oltre l'intrattenimento teatrale, è un'esperienza che scuote, commuove e invita ad accendere il pensiero. Ascanio Celestini si conferma ancora una volta un maestro nel trasformare il teatro in specchio dell'esistenza, evidenziando la bellezza e la complessità del mondo che ci circonda.
Quante sono le stelle nel cielo? Così tante che non si possono contare. Quante sono le stelle nel cielo? Comincia a contarle. Una, due, tre. Arrivi a cento, centocinquanta. Poi perdi il conto. Non si possono contare perché sono tante e stanno tutte sparpagliate.
Quante sono le stelle nel cielo? Così tante che non si possono contare. E poi ci sono quelle che non riesci a vedere. Quelle non le puoi contare. Per quelle ci vuole il cannocchiale. Allora le stelle nel cielo sono ancora di più. Così tante che non si possono contare e neanche vedere tutte quante.
RUMBA
L'asino e il bue del presepe di San Francesco nel parcheggio del supermercato
di e con Ascanio Celestini
musiche di Gianluca Casadei
voce Agata Celestini
immagini dipinte Franco Biagioni
suono Andrea Pesce
luci Filip Marocchi
organizzazione Sara Severoni
produzione Fabbrica, Fondazione Musica Per Roma, Teatro Carcano
commissionato dal Comitato Nazionale Greccio 2023 in occasione dell'ottavo centenario del presepe di Francesco a Greccio, 1223 - 2023
distribuzione Mismaonda
contributi allo Spettacolo dal Vivo per l'annualità 2023 della Regione Lazio
sostegno del Ministero della Cultura, tramite la Direzione Generale Spettacolo, per Progetto Speciale Teatro
durata 2 ore senza intervallo








