Non c'è tempo, amore (recensione)

In scena lo stridore dell'amare senza riuscire a comunicare di quattro singole personalità

Due coppie o meglio quattro singole personalità che si intrecciano, che si condividono, senza mai incrociarsi realmente.  I racconti dei quattro protagonisti della piéce si sovrappongono costantemente, scambiandosi il testimone del racconto principale che, come spesso succede nella vita reale, non ha apparentemente un filo logico comune. In realtà i quattro cercano l'ascolto dagli altri che tra loro manca e continuerà a mancare ma sempre senza offrire il proprio.

Il medico Edoardo (Lorenzo Gioielli, anche regista dello spettacolo) legge nel pensiero o sembra leggere nel pensiero (avete presente Mel Gibson in "What women want?"), ma stranamente non riesce a leggere la mente di Gemma (Edy Angelillo) che, a sua volta, desidera ardentemente essere ascoltata da Rudy (Blas Roca Rey), marito annoiato, amico di Edoardo. Rudy è ossessionato dal tempo e scandisce la sua vita con tabelle nelle quali inserisce anche le attività amatorie, ma non l'ascoltare veramente la moglie con cui ha già condiviso 20 anni e due figli.

Marianna, una splendida Amanda Sandrelli (ma lo scettro di attore protagonista è veramente difficile da assegnare in uno spettacolo cosi corale e ben bilanciato), amica di Gemma e amante di Rudy, interagisce con tutti, nella sua apparente semplicità, ma nello stesso tempo è  personaggio a sé. E' la purezza che ognuno di noi ha nel suo essere infantile e mette gli altri di fronte alle proprie mancanze, chi ad inseguire “sottane” per aggrapparsi caparbiamente ad una gioventù che inesorabilmente passa, chi a cercare di essere ascoltata, ma che poi in realtà fatica (o non vuole) ad ascoltare, chi rifugge la compagnia degli altri perché sicuro di bastare a se stesso.

La scomparsa dei nomi, Gemma diventa Lea per un Edoardo che diventa Pietro, diviene simbolicamente la scomparsa di identità e l'inventare termini fantasiosi è un modo per non spaventare (un termine non riconosciuto non può identificare un sentimento) e non scardinare una vita ritmata da abitudini e scadenzata dal noioso quotidiano.

La scena, volutamente minimalista, è anche simbolica. L'orologio, enorme, sullo sfondo, ha il meccanismo a vista e gli indici sono confusi, due sono schienali delle sedie, come a dire che spesso è il tempo che sorregge i nostri momenti di pausa (ma c'è una pausa nei nostri pensieri?), tant'è che nel momento in cui Gemma e Rudy discutono e cade una sedia è come se il tempo si fermasse ed avessero commesso un gesto molto più grave del semplice sbattere una sedia. Il primo atto si chiude quindi con i 4 che finalmente si incontrano (o si scontrano). Il secondo atto scivola via come il primo con le vite parallele che si intersecano in mille microstorie fatte di poche e taglienti battute, dal ritmo veloce e dall'incalzante gioco di rimbalzo tra i personaggi, fino all'eccellente "non" epilogo finale, nulla cambia perché tutto cambi.

Uno spettacolo intenso, dai toni falsamente leggeri, con battute che drammaticamente scandiscono la vita dei personaggi che ricalca la vita delle coppie di tutti i giorni, quelle che si incontrano per strada e che cercano ascolto senza preoccuparsi di darlo. Grande accoglienza e gradimento da parte del pubblico che ha ascoltato in silenzio assoluto e seguito attentamente il dipanarsi dell'intreccio. Solo l'invito da parte degli attori ad aiutare Emergency con un'offerta ha interrotto gli applausi scroscianti - per tutti i protagonisti e tutti meritati - al termine dello spettacolo.

NON C'È TEMPO, AMORE
di Lorenzo Gioielli
con Amanda Sandrelli, Blas Roca Rey, Edy Angelillo, Lorenzo Gioielli
scene e costumi Claudia Cosenza
regia Lorenzo Gioielli

giornalista
A 25 anni volevo lavorare nel mondo del Teatro. Ora ne scrivo con la stessa passione di allora, facendo molte incursioni nell'arte e meno nella musica.
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