Escludendo implicazioni sessuali e sentimentali, esiste l’amicizia tra uomo e donna?
Annoso quanto insidioso dilemma: può esistere l’amicizia tra uomo e donna? O anche solo il provenire da due pianeti diversi come Marte (per gli uomini) e Venere (per le donne), come scriveva nel 1992 lo psicosessuologo ed esperto di comunicazione John Gray, rende impossibile questo genere di relazione?
Commedie romantiche come “Harry ti presento Sally” del 1989 (delizioso esempio delle sceneggiature di Nora Ephron e antecedente il trattato di Gray) hanno provato a declinare questa insidiosa dinamica che può nascondersi tra le pieghe di un’amicizia eppure ancora oggi, nonostante i cambiamenti della società, la fluidità di genere ed il progresso, ci si interroga nemmeno fossimo Amleto che pronuncia “Essere o non essere? (amici, potremmo aggiungere).
Ed ecco che in una serata come tante, nella brezza di un terrazzino romano alla fine di giugno, il dilemma si insinua anche in una cena di "mesiversario" tra Diego (Diego Ruiz) e Francesca detta Chicca (Milena Miconi). Diego è pronto a “investire” di più nella relazione, ma prima che arrivi Francesca ecco giungere a “rompere le uova nel paniere” Gaia (Tiziana Foschi), l’amica di Diego. E che amica! La migliore amica, la persona che più lo conosce al mondo, la sorella scelta, la complice, la persona che più gli vuole bene, quasi una… partner, una moglie. Una presenza ingombrante quanto reciproca perché né Diego, né Gaia sono mai riusciti a “tenersi qualcuno accanto” che reggesse il proprio confronto l’uno nei confronti dell’altra/o, tanto che Gaia, confortata dal dubbio gusto nel vestire che ha Diego, ha detto al proprio partner Walter (Samuel Peron) che l’amico è omosessuale e anche Diego ha deciso suo malgrado di dire a Chicca che Gaia ha una relazione con un’altra donna.
Almeno così nessuna gelosia infondata e il rito del giovedì sera di chiacchiere, nonché la solita vacanza tra amici salvi, senza problemi o necessità di spiegazioni.
Gaia però vuole conoscere Chicca e intraprendere il suo piano di demolizione nei confronti di una delle sue “rivali”. Nessuna può essere “abbastanza” per Diego e deve sottostare al suo esame. Esame al quale Chicca si presta senza problemi anche se problemi diversi ne ha… specialmente con i nomi. Si ricorda le iniziali, ma il nome proprio, quello no! E Diego diventa Demetrio, Duccio, Davide, addirittura Dildo, mentre Gaia diventa Gloria, Genoveffa, Giuditta.
La serata già irta di difficoltà tra le quali il cercare di evitare che Chicca scopra che Gaia non è omosessuale si complica ulteriormente quando irrompe Walter, che è stato descritto a Chicca come una donna dai tratti mascolini e che si rivela essere, agli occhi di Diego, un maschilista rude e maleducato.
Il resto come sempre dovrete scoprirlo in teatro, cercando di ascoltare le battute tra il rumore di una risata e l’altra che non possono non scaturire fragorosamente dalle labbra di ogni spettatore, incantato dai giochi di parole uscite dalla penna di Ruiz.
Frizzante, ritmata, divertente, anzi esilarante! Una commedia corale che non delude le aspettative di chi conosce la scrittura e la regia generosa di Ruiz nei confronti di comprimari che comprimari non sono mai.
Al di là dei giochi di parole, del ritmo incalzante e delle battute mai scontate se c’è da riconoscere un pregio tra i tanti a Ruiz è la capacità di delineare in ogni suo spettacolo ogni sfaccettatura, non solo dei personaggi ma anche degli interpreti, tanto da non far mai prevaricare uno sull’altro. Lo dimostra il fatto che la prima messa in scena del 2007 e quella successiva del 2015 hanno mantenuto come costante solamente Ruiz nei panni di Diego e, pur cambiando ordine di artisti, il risultato è sorprendentemente immutato tanto da far sembrare ogni personaggio scritto per l’attore che lo interpreta.
La compagine si muove in un allestimento (ad opera di Mauro Paradiso) - sapientemente sfumato dalle luci dorate della sera (Calogero Puleo) - che abbraccia i movimenti dei personaggi lasciando comunque spazio alla dinamicità della drammaturgia.
Plausi alla Miconi per aver retto due ore gli scioglilingua sui nomi di battesimo, alla performance di Peron e alla graffiante ironia della Foschi ed un meritato successo per Ruiz - oramai Paperino per acclamazione (nell’accezione migliore del paragone) che esplora con ironia e leggerezza le dinamiche dei rapporti di coppia attraverso la lente dell'amicizia tra uomo e donna.
Ci auguriamo che presto qualche disegnatore italiano della Disney si ritrovi tra il pubblico delle sale teatrali di un suo spettacolo. Non abbiamo dubbi che un “Ti amo… o qualcosa del genere” starebbe benissimo in un albo disegnato di Topolino e DiegoDuck sarebbe un personaggio perfetto
Carpe Diem
presenta
TI AMO O QUALCOSA DEL GENERE
commedia brillante scritta e diretta da Diego Ruiz
con Tiziana Foschi, Milena Miconi, Samuel Peron, Diego Ruiz
scenografia Mauro Paradiso
aiuto regia Manuela Perfetti
direttore di scena Ludovico Nardocci
audio/luci Calogero Puleo
produttore esecutivo Giuseppe Magagnini
amministratore Romolo Passini
organizzatore Ersilia Rocchi
distributore Mente Comica
scenotecnica Carpe Diem
durata 2 ore incluso intervallo








