Ricapitolando, per mettere in "tavola" un eccellente spettacolo surreale basta segurte questa semplice ricetta: prendere 3 insospettabili clown, un vasetto di comicità, una spolverata di drammaticità, delle uova e servire ad un pubblico di ogni età, con una spruzzata, che non guasta mai, di fantasia.
A piacere, se si ritiene necessario, bisogna aggiungere tutto ciò che si è visto a teatro fino a questo momento e tutto quello che si potrebbe trovare in una casa (non necessariamente nella dispensa). Prendere il tutto, metterlo in un frullatore e accenderlo alla massima velocità. E - la raccomandazione è d'obbligo - dimenticando di sovrapporre il coperchio.
Se farete tutto questo, il frutto delle vostre fatiche (?) che, letteralmente, vi schizzerà addosso e travolgerà tutto quello che vi circonda è il Rubbish Rabbit, andato in scena davanti ad un pubblico che reagiva tra il divertito e lo scandalizzato nel riconoscere, nelle battute incalzanti che strizzano l'occhio al teatro dell'assurdo di Dario Fo, cosa potrebbero potenzialmente fare i propri figli (senza indicazioni su come comportarsi), se lasciati soli in casa, altro che Mamma ho perso l'aereo. Tanto per fare un esempio i genitori - perché lo spettacolo è un simposio per i più piccoli - al ritorno troveranno il barbie-cue, ovvero barbecue con l'amata Barbie della sorellina, quello che ne rimane poi usata come cucchiaio per la Nutella; l'uccisione del cagnolino di pelouche; i petardi dentro l'ananas e il lancio delle uova, farina e qualsiasi cosa ci sia nei paraggi sia su se stessi che sugli altri, incuranti di sporcare o di sporcarsi; il ballare senza sosta, facendo un girotondo o vagando tra i mobili e le persone.
Inframezzato a questo estremismo comico una sottile eleganza poetica che è poi tutto il sotteso al nostro essere bambini: il godere delle cose senza chiedersi il perché o il significato e poi magari fermarsi e fare quelle domande che mettono in crisi tutto il mondo adulto, perché minano, nella loro semplicità e purezza, le convenzioni sociali che assorbiamo diventando adulti. Ed ecco perché, durante lo spettacolo, i bambini erano forse quelli che più di tutti ne comprendevano lo spirito, ridendo e interagendo con i tre "clown" che con le loro azioni intimorivano gli adulti, imbarazzati da tanta travolgente euforia e impauriti dalla possibilità di prendere una torta di panna in faccia (che è stata effettivamente lanciata su una "spalla" seduta tra il pubblico).
La cosa interessante di uno spettacolo come questo, oltre alla bravura del Tony Clifton Circus (compagnia tutta italiana che riscuote tanto successo all'estero), è vedere lo spettacolo nello spettacolo: le espressioni del pubblico passare dallo stupore, all'orrore, all'imbarazzo e alla risata strozzata in gola, senza il sapere bene cosa aspettarsi dopo, tanto da non sapere più, ad un certo punto, se guardare il delirio che sta avvenendo sul palco, oppure quello che si sta scatenando tra gli spettatori, indecisi se alzarsi per evitare macchie sui vestiti e nello stesso tempo, come quando si assiste ad un film horror, inchiodati alla sedia perché "Voglio vedere come va a finire!" Non abbiamo dubbi che chiunque abbia scelto di assistere allo spettacolo di questi lucidi folli non abbia avuto il minimo rimpianto e abbia riflettuto sulla sottile magia (a volte anche orribile, siamo sinceri!) del potersi comportare da bambini irresponsabili. Ma che liberazione.









