Colpo di scena (recensione)

Se da domani cambiasse il mondo, sarei io a ricattare quel delinquente (riflessione tra sé e sé del vicequestore Piscitelli)

una scena di Colpo di scena
m&s - Gina e i due Piscitelli (foto © Claudio Cavalloro)

Colpo di scena di e con Carlo Buccirosso (anche regista della pièce) si muove tra la classica commedia, venatà efficacemente delle inflessioni napoletane di tutto il cast, escludendo ovviamente la domestica rumena, e il crime di stampo anglosassone. Cosa prevarrà? ovviamente noi non ve lo possiamo dire, altrimenti verremmo arrestati, non si sa mai.

Un piccolo commissariato di provincia nel napoletano, oggi. Una squadra di poliziotti, eterogena come da standard operativo e narrativo (basti pensare ai carabinieri di Minchia signor tenente). Tante piccole storie umane come se ne trovano dovunque, tanti aspetti personali e comportamentali che la divisa non riesce efficacemente a velare. Il commissariato è guidato con evidente ansia e applicazione sui generis (suo) dei regolamenti sociali e di polizia da parte del nevrotico e verboso vicequestore Eduardo Piscitelli (Carlo Buccirosso). Un uomo di mezza età, mai sposato, figlio di un colonnello in pensione (Gino Monteleone) affetto dall'alzheimer. Piscitelli è ossessionato da un piccolo delinquente di mezza tacca, Michele Donnarumma (Gennnaro Silvestro), che il poliziotto cerca di far arrestare con ogni scusa, anche se ha solo gettato in terra un fazzolettino di carta o la cicca di una sigaretta: non che non sia grave, ma non così grave da giustificare l'arresto (altrimenti metà degli italiani sarebbero già in galera).

L'occasione del fermo definitivo, da - se va bene - 14 anni di prigione, è data da una violenza sessuale che il delinquente avrebbe perpetuato contro la dott.ssa Cuccurulllo, neurologa del padre del poliziotto. Alla prima denuncia poi non è seguita la successiva formalizzazione, a quanto pare in cambio di un pagamento/risarcimento di 30.000 euro, che però non è stato mai effettivamente versato. La dottoressa è spaventata e titubante, il poliziotto è determinato, non rimane che architettare la trappola e finalmente buttare via le chiavi dopo che Donnarumma sarà traghettato in manette a Poggioreale (ipotizziamo il nome del carcere per via della territorialità).

Piscitelli convince la dottoressa ad andare il giorno successivo a visitare il padre nella villa di campagna, facendo in modo che Donnarumma sappia dell'incontro. La casa sarà presidiata dai suoi poliziotti e al primo passo falso Donnarumma verrà catturato, ma, perché il "ma" è sempre dietro l'angolo, specialmente in una rappresentanzione con tema centrale il "colpo di scena". Donnarumma riesce ad entrare in casa, spaventando la badante Gina (Elvira Zingone), arriva la dottoressa, i poliziotti circondano la casa, ma (primo colpo di scena) Donnarumma e Cuccurullo riescono ad evitare l'arresto, fuggendo assieme. Il piano viene rivisto completamente, in attesa del secondo colpo di scena e poi di quello successivo e ancora e ancora. Raccomandiamo di fare molta attenzione per non perdersi nei continui stravolgimenti di fronte narrativo e i nostri suggerimenti si devono obbligatoriamente fermare qui, per non rischiare lo spoiler.

Ipotizziamo un particolare e approfondito studio da parte di Carlo Buccirosso dei canoni del racconto poliziesco, che prevalgono nettamente sull'aspetto commedia. I cambiamenti, in ossequio al titolo, sono continui e forse appena eccessivi per essere condensati nelle sole due ore di spettacolo ed essere totalmente compresi e metabolizzati da un pubblico meno avvezzo a questa tipologia di racconto e alla dinamicità impressa. Godibile sicuramente, semplice non altrettanto: ma chi dice che a teatro devono sempre prevalere i racconti lineari? Se così fosse Pirandello non sarebbe stato il genio della drammaturgia che tutti riconosciamo sia. Permetteteci in conclusione una nota di merito per Gino Monteleone e per Elvira Zingone, da costante applauso, dalla prima all'ultima scena (senza colpo e senza sorpresa).

Carlo Buccirosso
in
COLPO DI SCENA
scritto e diretto da Carlo Buccirosso
con Gino Monteleone, Gennaro Silvestro, Peppe Miale, Monica Assante di Tatisso, Elvira Zingone, Giordano Bassetti, Fiorella Zullo, Matteo Tugnoli, Roberta Gesuè
scene Gilda Cerullo e Renato Lori
musiche Paolo Petrella
costumi Zaira de Vincentiis
disegno luci Francesco Adinolfi
consulenza speciale Luciano Nigro
aiuto regia Martina Parisi
coordinatore effetti speciali Simone Petrella
produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro
produzione esecutiva A.G. Spettacoli
durata poco più di 2 ore escluso intervallo

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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