Jersey Boys (recensione)

Abbiamo assistito a un piacevole e frizzante "musicarello" a stelle, strisce e sprazzi di tricolore

Versione italiana - firmata dallo specialista Claudio Insegno - di un grande successo di oltreoceano, da 20 milioni di spettatori e molti premi conquistati. L'allestimento odierno è prodotto dal Teatro Nuovo di Milano ed è approdato per la prima volta sui palcoscenici del nostro Paese.

Molto più vicino, come tematiche ed impostazioni musicali, ad Happy Days che ad Hair, Jersey Boys mette in scena la musica e la vita dell’italo-americano Frankie Valli e dei suoi The Four Seasons, band rock'n'roll (con influenze rhythm and blues) dal suono italo-americano, ma soprattutto dal ragguardevole successo, con 175 milioni di dischi venduti in tutto il mondo, nel corso della loro carriera, che ha abbracciato circa 20 anni di storia della musica statunitense, dagli anni '50 agli anni '70. Una presenza musicale di tutto rispetto, non solo per il numero di dischi venduti, ma anche per i tanti artisti che hanno - successivamente - ripreso e reinterpretato le loro canzoni, tra i quali citiamo The Temptation, Diana Ross & The Supreme, i Muse, Gloria Gaynor e addiritttura la "nostra" Mina!

Concepito volutamente come un colorato juke-box teatrale (eccezionale il disegno luci), il musical di Marshall Brickman e Rick Elice si avvale delle liriche di Bob Crewe su musiche di Bob Gaudio (uno dei quattro Four Season), fornendo un divertimento senza pensieri che si fonda sulle qualità artistiche del quartetto di musicisti/protagonisti. La parte del leone è costituita dalla musica di quella che è stata considerata tra le più importanti band "all white" degli anni '60, con innesti rapidi di recitato che rispettano pienamente l'idea del juke-box e che, per questo, ci hanno suggerito l'analogia con il musicarello, film italiano tipicamente degli anni '60, alcuni filmati ancora con un suggestivo biancoenero, con protagonisti i cantanti maggiormente in voga al momento (Gianni Morandi su tutti, ma anche Little Tony, Al Bano, Rita Pavone e molti altri), qualche comico per mantenere divertente la pellicola e un raccontino esile esile a fare da collante logico tra una canzon e la successiva.

Per garantire la qualità di esecuzione la produzione italiana si è affidata ad un affiatato quartetto (Alex Mastromarino è Frankie Valli; Marco Stabile è Tommy DeVito, il chitarrista malavitoso; Claudio Zanelli è Nick Massi, il bassista; Flavio Gismondi è Bob Gaudio, il tastierista), perfettamente in grado di cantare le hit del gruppo e di muoversi a passo di danza (le coreografie italiane sono di Valeriano Longoni), pienamente supportati da tutto il cast.

Il Musical ha debuttato a Broadway nel 2005 (August Wilson Theatre, New York) e ha vinto, in questi 11 anni di repliche tra New York, Londra e Las Vegas, ben 54 prestigiosi premi tra cui gli Olivier Awards, il massimo riconoscimento teatrale europeo, e i celebri Grammy Awards e Tony Awards, rispettivamente considerati come gli Oscar della musica e del musical transitato da Broadway. Anche la versione italiana ha conquistato premi, portando a casa due riconoscimenti agli Italian Musical Awards, uno come miglior spettacolo nuovo e il secondo assegnato al protagonista (Alex Mastromarino).

JERSEY BOYS
di Marshall Brickman e Rick Elice
liriche Bob Crewe
musiche Bob Gaudio
con Alex Mastromarino, Marco Stabile, Claudio Zanelli, Flavio Gismondi
e con Felice Casciano, Alice Mistroni, Brian Boccuni, Giulio Pangi
regia Claudio Insegno
direzione musicale Angelo Racz
coreografie Valeriano Longoni
scene Roberto e Andrea Comotti
costumi Graziella Pera
disegno luci Gianluca Brunelli
disegno fonico Armando Vertullo
video Francesca Del Cupolo ed Erika Dolci

giornalista
A 25 anni volevo lavorare nel mondo del Teatro. Ora ne scrivo con la stessa passione di allora, facendo molte incursioni nell'arte e meno nella musica.
Change privacy settings