E la musica mi gira intorno (recensione)

Per niente facile (per) uomini così poco allineati... scegliere cosa fare nella vita, anche quando "la musica gira intorno"

Ha da poco debuttato il nuovo spettacolo di e con Maurizio Casagrande, attore e regista, ma anche sodale di Vincenzo Salemme da quasi 20 anni. Uno spettacolo - tra il teatrale e il musicale - che affronta il classico dilemma che ognuno di noi si è posto nella vita: e se avessi scelto altro? O se avessero scelto un altro? E l'esempio è calzante, visto che la prima scrittura di Casagrande, è avvenuta proprio per caso, con una sostituzione improvvisa. Cose che accadono e che sono state frizzate sul pubblico attraverso la visione di un celebre film di alcuni anni fa (Sliding Doors, 1998, di Peter Howitt).

La "porta girevole" di Casagrande si è dapprima fermata sulla musica, e precisamente sulla batteria (anche se poi ha "girato" anche al Conservatorio), e da questo punto vuole provare a ripartire nel bravo viaggio a ritroso che ogni cinquantenne si trova - anche suo malgrado - a fare quando arriva più o meno alla totale maturità, o alla saggezza. Un viaggio nei ricordi, nei gusti e nelle sensazioni della sua giovinezza, ma anche in quella di tutti i presenti che sono venuti al mondo più o meno negli anni '60.

Supportato da una band in formazione classica (basso, chitarra, tastiere e batteria) e da due cantanti (Roberta Andreozzi e Mariateresa Amato), con musiche a cura di Lorenzo Maffia, Maurizio Casagrande and Band hanno ripercorso anche il passato rock dell'attore partenopeo, miscelando alcune band e pezzi sacri del repertorio internazionale principalmente degli anni '70, in alcuni casi anche osando troppo (musicalmente parlando). In fin dei conti la sua scelta di passare dal seggiolino della batteria alla recitazione non poteva che essere già scritta nel dna di famiglia. Anche se l'espressione stanca ma felice dopo la lunga sessione alle bacchette racconta che l'abbandono non deve proprio essere stato a cuor leggero.

Divertenti, anche se non proprio originali i passaggi di "infanzia" e "adolescenza", con le classiche foto dell'album di famiglia, quelle che ognuno di noi nasconde (anche in cassaforte!), che in mano ad un attore diventano strumenti asserviti al racconto di vita (da capire quanto reale o quanto da copione), dove spesso si riesce a riconoscere anche la propria (potendo fare parallelismi anagrafici). Molto più solide le "interruzioni" causate e "spalleggiate" dal finto tecnico-disturbatore, un Peppe Fiore che al suo primo ingresso in scena, con il microfono da sostituire, è veramente credibile come fonico impacciato. Falsi disturbi trasformati in duetti che mostrano quanto ogni attore abbia sempre bisogno di un piccolo ma fondamentale aiuto per dare il meglio di sé (basti andare con il ricordo alla coppia insuperabile Totò-Peppino).

Uno show - scritto a quattro mani con Francesco Velonà - concepito come un divertimento personale, una sorta di festa di compleanno in musica che solo gli artisti hanno poi la possibilità di condividere con il pubblico. Un racconto che in fin dei conti se avesse preso un'altra strada dove avrebbe portato? Sempre ad un applauso finale, importa poco sapere se ad un concerto o in un teatro. Importante è che alla fine arrivi l'applauso.

E LA MUSICA MI GIRA INTORNO
di Maurizio Casagrande e Francesco Velonà
con Maurizio Casagrande
e con Peppe Fiore
e con Roberta Andreozzi e Mariateresa Amato
musiche a cura di Lorenzo Maffia, Maurizio Casagrande and Band

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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