Porno Mondo (recensione)

Porno Mondo è, nelle intenzioni dei suoi ideatori, un documentario teatrale sul sesso nel Terzo Millennio

Ci troviamo in sala nella serata dedicata agli innamorati, forse per questo motivo il pubblico è composto quasi esclusivamente da coppie. Se non c'è nulla di così particolare nella tipologia degli spettatori, quello che è veramente originale è che assieme al biglietto d'ingresso ogni partecipante viene fornito anche di una mascherina bianca con cui celare il viso. Il pubblico teatrale si presta di buon grado e indossa, già divertendosi, la mascherina, accomodandosi in platea. Il tema trattato è il "sesso" e la possibilità di non essere "riconosciuti" è una delle peculiarità che verrà maggiormente accentuata nel corso dello spettacolo.

Pubblico seduto, con mascherina di ordinanza e le luci di sala tramutano il proprio colore in un suggestivo e scenografico rosso. Le due attrici fanno il loro ingresso in scena, sono abbigliate di nero, corpetto e calze che contrastano con il chiarore della pelle nuda, scollatura generosa, tacchi a spillo e mascherina di pizzo. Anche l'unico attore uomo è abbigliato in maniera particolare: indossa la mascherina di ordinanza (ma meno vezzosa delle due protagoniste) ed è arrampicato, con ovvia difficoltà, su un paio di decolleté rosse. Afferra una delle due ragazze e prima di baciarla con passione dichiara al pubblico che si tratta della sorella: benvenuti al porno mondo!

Lo spettacolo viene aperto con dei dati statistici recenti che riguardano il nostro Paese e il modo con cui è cambiata la sessualità: 1/4 dei giovani tra i 19 e i 25 anni ha ripreso un proprio atto sessuale con il cellulare, 1/5 tra i 14 e i 19 anni ha fatto o fa sesso online, la prima visione di un filmato porno avviene oramai a 10 anni. I genitori presenti in teatro non hanno il tempo di "digerire" quello che è stato affermato, o di pentirsi di esserci, perché veniamo tutti coinvolti in una particolare forma di indagine, teatralizzata, su come il sesso sia - forse - cambiato nei decenni, sicuramente ora è molto più ostentato. Ma sarà così?
Oggi si fa largo uso di "giochi" (dal rossetto a forma fallica, a varie tipologie di vibratori, manette e frustini), si frequentano prostitute catalogate su internet, con tanto di stelline e commenti di apprezzamento, ci si sottomette a sessioni di dominazione, si cerca e si offre sesso virtuale, anche e soprattutto dall'altra parte del mondo.

La compagnia teatrale (perché di questo si tratta, lo dice il narratore e lo ribadiamo noi) non ha nessuna forma di preconcetto, non emette giudizi o dà lezioni di moralità spicciola e becera, si limita (e non è proprio poco!) a presentare a quei pochi che non conoscono, o fingono di non sapere, questa forma evolutiva del rapporto intimo umano, con uno stile immediato e convincente, fresco e diretto. I tre attori in scena si alternano in ruoli diversi, intervistano e si fanno intervistare, diventano venditori dei loro sex toys, che estraggono da un trolley rosso, conducono costantemente la drammaturgia, senza mai eccedere, con garbo, attenzione e massima delicatezza. Perché il sesso, quando intelligente, è gioco e mai offesa.

Siamo nel tempio della finzione, di conseguenza è possibile coinvolgere maggiormente il pubblico presente e avere una spettatrice che accetta spiritosamente di cimentarsi nella simulazione dell'orgasmo, in stile Meg Ryan di "Harry ti presento Sally" (di Rob Reiner, 1989), al riparo dagli sguardi della platea dietro un paravento. La performance riceve un convinto applauso ed è probabilmente il momento più divertente dello spettacolo, perché quando il sesso viene trasformato in puro gioco non può non divertire, sia chi lo pratica che chi lo guarda. L'altro momento di pura ilarità è quando il narratore mette in vendita le proprie "mutande" (culotte di merletto). Ottiene da uno spettatore 4 euro, si mette dietro il solito paravento per toglierle e contemporaneamente la stessa persona, evidentemente pentito, offre 5 euro se le rimette. Inutile sottolineare come scatti immediata la risata e l'applauso. Lo spettacolo ha il suo momento più delicato (e difficile) nella ricerca di uno sconosciuto partner in webcam che accetti di fare sesso con una delle due attrici. E non si tratta dello spettacolo, ma di una ricerca reale, almeno così ci viene presentata. Facciamo nostra l'affermazione attribuita a Gigi Proietti e andiamo avanti.

Uno spettacolo sicuramente inusuale, molto originale, intelligente e ben realizzato. Non è stata portata in scena l'esaltazione delle personali pruderie, ma una serie di domande cui ognuno di noi può dare le proprie risposte. Ci sembra inutile pensare che il "porno" in tutte le sue accezioni non esista o sia relegato a strati poco diffusi della società contemporanea, il sesso è gioco, è piacere, ma è anche forma di dipendenza o di aberrazione (come "tutto" è sempre anche il "contrario di tutto"), l'importante è averne consapevolezza, anche teatrale.

Teatro Forsennato
presenta
PORNO MONDO
di Dario Aggioli e Katiuscia Magliarisi
ideazione e regia Dario Aggioli
aiuto regia Elisa Carucci
con 3 attori che non vogliono rivelare la loro identità
media partner Jon Jon Fisherman Group
organizzazione Carla Damen e Diana Cagnizi
durata circa 100 minuti senza intervallo

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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