Serata Unica (recensione)

Una serata dalla durata variabile, in funzione della quantità di persone che hanno la pazienza di aspettarlo sottopalco

Serata unica
m&s - Maurizio Battista in Serata unica (foto © media & sipario)

Quando si esce di casa per "incontrare" Maurizio Battista (a noi è già capitato di farlo spesso, al punto da considerarlo un appuntamento oramai irrinunciabile) si sa perfettamente che a breve si assisterà a uno show cerebrale, fatto di sottilissimi doppi e tripli sensi, calembour in più lingue, alcune scomparse, citazioni di Schopenhauer, parallelismi concettuali e filosofici, anche piuttosto arditi.

È probabile, però, che all'ultimo momento Maurizio Battista abbia deciso di cambiare l'impostazione del suo monologo, deludendo una piccola parte del suo nuovo pubblico, ma riallineandosi velocemente alla sua naturale verve di comicità "pura", fatta di racconti di vita vissuta (la sua), di vita servita dal bancone di un bar (l'esercizio commerciale di famiglia), di vita trasmessa telematicamente (le centinaia di assurdi "cartelli" - vedi la nostra foto - che più di 120.000 followers gli inviano continuamente) e di osservazione (intelligente, sanguigna e acuta) della realtà che circonda tutti noi.

A tutto questo, poi, Battista aggiunge tanto mestiere, gentilezza e garbo nell'approcciare e scherzare con il suo pubblico, e quella bella spruzzata di "romanità" che - da Aosta a Palermo - costituisce, per chi la sa utilizzare, un positivo e fondamentale "di più" che non guasta mai.

È facilmente comprensibile, quindi, perché centinaia di persone abbiano sfidato i capricci di un settembre poco temperato (siamo in uno spazio all'aperto), per assistere compatti a "Serata Unica", il nuovo show di Battista, simile ai precedenti (perché questo chiede lo spettatore), ma allo stesso tempo innovativo e non stancante, sicuramente molto divertente. E che piacere vedere così tanta attenzione da parte del pubblico con veramente pochi smartphone alzati, per una volta almeno e nella serata cui eravamo presenti anche noi (per le altre poco sappiamo, ma abbiamo la speranza che sia sempre così).

Una chiacchierata tra amici dove, incidentalmente, solo uno può stare sul palco, mentre gli altri - molto più comodamente e rilassati - lo ascoltano da sotto, annuendo e sorridendo agli esempi (romanzati o meno) di piccola quotidianità che affidati alla voce e ai gesti del comico romano diventano ancora più spassosi.

È l'umanità la protagonista dello show, quell'umanità che Maurizio Battista esprime con tutto il suo sé e ne è prova provata quando mostra a chiunque - da classico papà orgoglioso - le foto della sua piccola Anna, nata il 3 agosto 2016, e racconta propri matrimoni, il lavoro dei figli più grandi, le visite dai medici, l'acquisto della chiave della Smart in concessionaria (e l'esilarante "riparazione" dell'esperto ferramenta sotto casa), come potrebbe succedere a chiunque di noi, con la differenza - non da poco - che tutto questo in mano sua diventa uno show da due ore e mezza che volano via tra applausi e risate, equamente distribuiti.

Un divertimento da famiglia, che lascia sicuramente soddisfatti e che si apprezza ancora di più al termine, quando l'artista toglie anche l'inconsistente "quarta parete" di cartongesso da 1 mm e scende tra la sua gente, i suoi amici, per il "terzo tempo", sottoponendosi a un lungo abbraccio collettivo e rituali foto di famiglia, perché dopotutto lui è di famiglia e va quindi salutato prima che torni che casa, magari portando "un bacio alla pupa". In attesa di una prossima volta, stavolta al chiuso.

giornalista
A 25 anni volevo lavorare nel mondo del Teatro. Ora ne scrivo con la stessa passione di allora, facendo molte incursioni nell'arte e meno nella musica.
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