Se dimentichi la Storia o peggio ne nascondi gli errori, i passaggi ferali, le cadute, Lei tornerà a ripetersi. Leggere nel suo accadere gli “archi” storici fa emergere quanto essi si ripetano. Per questo, fare i conti con i suoi buchi neri è fondamentale per non ripetere le cause della caduta A Debra Libanòs, a nord di Addis Abeba, c'è il più importante santuario copto d'Etiopia, lì si è consumata la più terribile delle carneficine del regime coloniale fascista.
Nel maggio del 1937, nei giorni in cui si festeggiava S. Teclè Haymanòt e S. Michele Arcangelo, ci fu il più grande massacro di fedeli cristiani, a opera del generale Maletti, per ordine del viceré Graziani. Circa duemila furono le vittime innocenti di questa strage, la più crudele compiuta dagli italiani in territorio coloniale e ben presto dimenticata.
In scena un interrogatorio serrato in cui tutta la storia emerge nella sua immorale crudeltà. E con la crudeltà emerge anche l'incoscienza di molti di coloro che si ritrovarono a compierla, ingannati dalla retorica del regime. Raccontare questo tragico evento è un piccolo gesto per illuminare quanto è stato, con malafede, nascosto o semplicemente omesso. Uno spettacolo che apre uno squarcio su una delle più riprovevoli pagine della storia. Uno spettacolo che porta sul palcoscenico una vicenda che richiama le grandi categorie del Teatro greco, in una notte africana durante la quale un maresciallo marconista è chiamato a rispondere per chiarire il mistero di una missione speciale.
Note di regia
Le violenze consumate in Etiopia non troveranno mai giustizia. L’eccidio sarà dimenticato e l’Italia del nuovo corso democratico proverà a ricostruirsi un’immagine autoassolutoria non conciliabile con la memoria storica di un’occupazione sanguinaria. Perché questa strage di cristiani innocenti è stata messa a tacere? La rievocazione di un dramma a noi lontano trova il suo motivo nella speranza che dal male possa nascere il miglioramento di una società che troppo spesso fagocita i fatti trasformandoli in oblìo. È la necessità di affermare con forza la repulsione per ogni crimine di guerra, in ogni tempo e in ogni luogo.
QUANDO LE STELLE CADDERO NEL FIUME
dall'omonimo romanzo di Paolo Comentale
drammaturgia Marinella Anaclerio
con Flavio Albanese, Augusto Masiello e Massimiliano Di Corato
regia Alessandro Maggi
coproduzione Compagnia del Sole e Teatri di Bari
domenica 19 gennaio alle ore 19
Cittadella degli artisti
Via Bisceglie 775, Molfetta
La Stagione teatrale ‘Attraversamenti’, a cura di Teresa Ludovico, è organizzata dal TRIC Teatri di Bari con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Puglia e del Comune di Molfetta
biglietti
15 euro
botteghino
Via Bisceglie 775, Molfetta
attivo da martedì alla domenica (ore 17 – 20)
online
circuito Vivaticket.com.
informazioni
392 16 38 782
http://www.cittadellartisti.it/








