Alfred Nakache era un nuotatore francese di origine ebraica, detentore di un record mondiale. Ad Auschwitz era il detenuto numero 172763. Nonostante la prigionia e le inaudite privazioni, non ha mai smesso di allenarsi tuffandosi nell’acqua gelida di un bacino idrico. La sua forza, la sua incrollabile determinazione, gli hanno permesso di attraversare l’orrore del campo e di salvarsi. Tornato poi a gareggiare, ha ottenuto un nuovo record e ha partecipato alle olimpiadi di Londra. Ad Auschwitz è stato internato anche Viktor Frankl, uno psichiatra austriaco che, subito dopo la liberazione, ha scritto un libro sull’esperienza vissuta e su coloro che, proprio come Nakache, sono riusciti a superare quella prova terribile. Lo spettacolo vuole restituire queste due figure straordinarie che comunicano a tutti noi un messaggio di speranza: vivere è certo anche sofferenza, ma cercare un senso a questa sofferenza guardando verso il futuro con uno scopo è il modo per affrontare le sfide più dure che la vita ci presenta. In questo modo è possibile arrivare, infine, a scoprire il senso stesso dell’esistenza.
Dalle note di regia di Luca De Bei
... Raoul (Bova) dialoga col pubblico, forte anche delle sue stesse esperienze di atleta, portando alla vicenda la propria sensibilità e il proprio vissuto. La scena attorno a lui si fa essenziale, composta principalmente da linee di luci disegnate da Marco Laudando e che diventano simbolo di corsie in piscina, di rotaie che trasportano anime cariche di dolore per assurgere infine a fughe prospettiche in una tensione verso l’ignoto, l’assoluto, la ricerca di una spiritualità quanto mai necessaria nel tentativo di sopravvivere alla brutalità del lager ... Perché, se la storia di un internato ad Auschwitz ci riporta inevitabilmente alle tante testimonianze ascoltate fino ad oggi, è vero che quella del nuotatore Nakache si distacca da queste per diventare in special modo emblema di una resistenza portata avanti e raggiunta con coraggio e caparbietà. Una figura che per emergere appieno ha però bisogno del suo “doppio” - lo studioso Frankl, - che analizza e teorizza ciò che l’istintivo Alfred pone in atto in modo istintivo. In questa visione Alfred e Viktor sono uno lo specchio dell’altro, sono le due facce di una stessa medaglia e si fondono in un’esperienza capace di dare agli spettatori il senso ultimo dell’esistenza.
Il Parioli
Enfi Teatro
presentano
RAOUL BOVA
in
IL NUOTATORE DI AUSCHWITZ
testo e regia di Luca De Bei
ispirato alla vera storia di Alfred Nakache
e al libro “Uno psicologo nei lager” di Viktor E. Frankl
disegno luci Marco Laudando
contributi video Marco Renda
musiche originali Francesco Bova
aiuto regia Barbara Porta
da mercoledì 27 novembre
a domenica 8 dicembre
spettacoli
dal mercoledì al sabato alle ore 21
domenica alle ore 17
TEATRO PARIOLI COSTANZO
Via Giosuè Borsi 20, Roma
biglietteria
dal martedì al venerdì (10.30 – 13.30 e 14.30 – 19.00)
sabato e domenica (14.30 – 19.00)
nei giorni di spettacolo dalle 19.30 alle 21.30 solo per le operazioni riguardanti lo spettacolo in corso
informazioni
06 5434851
3517211283 (whatsapp)
Tournée
16 novembre Foggia, del Fuoco, Vicolo Cutino, 6, 71121
17 novembre Lacedonia (AV), Comunale, Rione Michele Bianchi, 83046 LACEDONIA
18 novembre Fasano (BR), Kennedy, Via Pepe, 23, 72015
19 novembre Conversano (BA), Norba, P.za della Repubblica, 25, 70014 Conversano
20 novembre Taviano (LE), Multiplex teatro Fasano, via Donatori Volontari del Sangue, 1 – 73057
22 novembre Lamezia Terme (CZ), Grandinetti, Via Colonnello Cassoli, 88046
23 novembre Catanzaro, Comunale, corso Mazzini 82 - 88100
27 novembre - 8 dicembre Roma, Il Parioli, Via Borsi 20, 00197, Roma







