Nel mondo dei sogni non è necessario distinguere le cose. […] lì non esistono linee di confine. Perciò nei sogni è difficile andare a urtare violentemente contro qualcosa, e se per caso questo accade, non ci si fa male. La realtà è diversa. La realtà morde.
Sumire è un’aspirante scrittrice, ha poco più di vent’anni, è “un’inguaribile romantica, testarda e cinica, completamente inesperta della vita e del mondo. Una volta che cominciava a parlare, poteva andare avanti anche all’infinito, ma quando l’interlocutore non le andava a genio (come le accadeva con la quasi totalità del genere umano), non apriva bocca”. Myu è una donna d’affari, quarantenne, sposata, raffinata, ricca e bella. Nel romanzo - attraverso la voce del narratore, un insegnante delle elementari senza nome, amico e confidente di Sumire (entrambi sono “due persone quasi sole al mondo”) - il lettore esplora l’attrazione e l’amore tra le due donne, ostacolato da una passata esperienza di Myu, che la separa dal sesso e dal mondo, imprigionandola in una sorta di vuoto esistenziale. Per Sumire è il primo innamoramento: “la sua vita monotona e il suo piccolo mondo vengono messi sottosopra da questa novità senza precedenti”. Tra viaggi in Italia e in Grecia, riusciranno Sumire e Myu ad incontrarsi, o faranno come il satellite Sputnik, condannato a vagare per sempre nello spazio?
Note di regia
Portare in scena un romanzo come La ragazza dello Sputnik significa attraversare uno dei territori narrativi più enigmatici e delicati di Murakami: un paesaggio sospeso tra solitudine e desiderio, tra concretezza quotidiana e dimensione onirica.
Per me questo romanzo appartiene a una dimensione intima e formativa: l’ho incontrato a tredici anni e ha modificato per sempre la mia percezione del mondo, della letteratura e dell’idea stessa di identità. Affrontare questa materia come compagnia ha significato attraversare due anni di lavoro in cui la memoria personale è diventata esperienza collettiva e l’immaginazione scenica e la drammaturgia hanno potuto stratificarsi con lentezza. Lo spettacolo è un attraversamento, senza cercare soluzioni né offrire risposte. Essenzialmente ho voluto restituire un omaggio o, meglio, un debito di gratitudine alla delicatezza con cui Murakami osserva le crepe degli esseri umani e alla ferocia con cui ci ricorda che ogni creazione, ogni relazione, chiede un prezzo.
Sputnik Sweetheart
di Haruki Murakami
traduzione Giorgio Amitrano
adattamento Francesco Biagetti, Alfonso Pedone
regia Francesco Biagetti
interpreti Nicoletta Cifariello [Nimura], Bianca Mei [Myu], Davide Niccolini [K],
Alfonso Pedone [Nakamura], Federica Trovato [Sumire]
scene Lorenzo Russo Rainaldi; costumi Lorenzo Rostagno; luci Francesco Traverso
musiche Daniele D’Angelo
consulenza ai movimenti scenici Claudia Monti
regista assistente Dalila Toscanelli
produzione Teatro Nazionale di Genova
Per gentile concessione di CAA e Concord Theatricals Corporation
si ringrazia Fatti non Foste snc adattamento teatrale per il solo territorio italiano
il libro La Ragazza dello Sputnik di Haruki Murakami è pubblicato da Einaudi
con la traduzione di Giorgio Amitrano (2013 - SuperET; prima edizione 2001 – Coralli)
spettacoli
martedì, mercoledì e venerdì alle ore 20:30
giovedì e sabato alle ore 19:30
domenica alle ore 16:00
info e biglietti
telefono 010 5342 720;
e-mail
ufficio stampa
teatronazionalegenova.it









