Tutte le persone vive

Restituzione scenica della residenza di drammaturgia di Rosalinda Conti. Domenica 20 novembre alle ore 17

immagine di una targa in ingresso della sede
m&s - Teatro delle Condizioni Avverse

“Tutte le persone vive” è la prima restituzione scenica di drammaturgia realizzata in Bassa Sabina dalla Residenza Multidisciplinare della Bassa Sabina. La residenza artistica della drammaturga Rosalinda Conti si è realizzata presso i comuni di Poggio Mirteto e Salisano (RI), svolgendo, con la presenza del tutor Ferdinando Vaselli, anche una serie di incontri di scrittura dedicati agli studenti della Scuola secondaria di primo grado dei plessi di Poggio Mirteto e Montopoli (RI) e della Scuola primaria del plesso di Salisano (RI).

La restituzione consiste in una lettura teatralizzata del progetto realizzata dall’interprete Giordana Morandini e accompagnata da interventi della drammaturga e del tutor; in una seconda fase il dialogo sul progetto si aprirà agli spettatori presenti per intraprendere uno scambio che possa essere proficuo per il progetto di studio e ricerca dell’artista e per gli spettatori che attivamente partecipano con le loro opinioni e riflessioni al lavoro svolto.

“Tutte le persone vive” propone una tematica importante anche in relazione al luogo di realizzazione quale la conflittualità del rapporto tra uomo e natura in relazione alla morte. La scrittura drammaturgica è stata avviata nel 2021. Molte domande ruotano intorno alla scrittura e alla messa in prova di questo monologo. Una di queste, generando la necessità di scrivere questo testo, è un iper-oggetto, un elefante nella stanza, un rumore di fondo che riempie costantemente lo spazio che si crea tra una parola e l’altra delle nostre conversazioni: come facciamo a vivere sapendo che tutto è destinato a morire? Come gestiamo e decliniamo nella nostra vita la consapevolezza che tutte le persone vive, un giorno, moriranno? E che moriranno gli animali, le esperienze, alcuni oggetti, gli alberi, i momenti, insomma che tutto non fa altro che finire? Possiamo noi, individui che abitano un occidente civilizzato, colto, nevrotico, perlopiù metropolitano, lasciare che la natura, nel suo peculiare modo, ci insegni come guardare da un altro punto di vista l’abisso verso il quale tutto corre o cammina? Oppure: poiché quello che ci attende è inevitabile, è saggio scegliere la strada che nel momento presente -o almeno fino qualche tempo fa- sembra la più battuta, ovvero lasciare che la morte esca dalla porta di servizio e da buona parte delle nostre conversazioni, che rimanga in un territorio liminale delle nostre coscienze? E ancora: cosa è cambiato in noi (e nel nostro sistema immaginifico) da quando, più di due anni fa, la morte è rientrata senza invito dalla porta principale, costringendoci a riflettere non solo sul modo in cui moriamo, ma anche sul modo in cui viviamo? A partire dalla morte di un albero, la protagonista di questo monologo -cittadina che ha scelto di vivere stabilmente in campagna- fa esperienza del disorientamento che pervade gli umani di fronte alla più grande delle questioni, incarnando il dubbio e la stupefazione che ci colgono di fronte a quello che semplicemente ci accade.

Nota dell'autrice
Il processo di scrittura di un testo teatrale -come quello di un qualunque altro testo artistico- è un lavoro di cui a volte si sottovaluta l’artigianalità. Il percorso che porta al compimento di un testo attraversa alterne vicende, da momenti di totale deserto creativo ad attimi di ispirazione luminosa, e sebbene la scrittura si serva di una materia prima fragile più del cristallo -l’umano-, provo sempre a tenere a mente che il mio lavoro funziona come molti altri lavori artigianali: pazienza e cesello. E, certamente, fiducia.
Durante la restituzione pubblica l’attrice Giordana Morandini leggerà alcuni brevi estratti del testo a cui stiamo lavorando -un monologo che si intitola Tutte le persone vive-, poi insieme al tutor artistico Ferdinando Vaselli vorremmo instaurare un confronto che sia il più possibile uno scambio reciproco intorno al tema della scrittura teatrale.

Ingresso gratuito
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www.condizioniavverse.org

Il progetto della Residenza Multidisciplinare della Bassa Sabina Terrarte 2022_2024 è sostenuto all’interno dell’Accordo di Programma interregionale triennale 2022-2024, in attuazione dell’articolo 43 ”Residenze” del D.M. 27 luglio 2017 n. 332 e.s.m.i. - Avviso Pubblico per il sostegno a progetti di residenza individuali per artisti nei territori in materia di spettacolo dal vivo nella Regione Lazio, ai sensi della L.R. 15/2014, art. 3, comma 3, lettera a), per il triennio 2022- 2024...”.

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