Leone d’Oro alla carriera nel 2019, Alessandro Sciarroni presenta Op. 22 No. 2, un assolo ispirato al poema sinfonico Il cigno di Tuonela del compositore finlandese Jean Sibelius basato su Kalevala, opera centrale della tradizione epica finlandese. Il solo è interpretato da Marta Ciappina, danzatrice con la quale il coreografo collabora da diversi anni.
Con questa creazione Sciarroni costruisce per la Ciappina un intenso ritratto femminile, a partire dalla leggenda medievale che si è imposta come materiale drammaturgico, in cui la creatura mistica protagonista dell’opera musicale, al cospetto della morte sfida gli eventi lottando per la sopravvivenza. Un’opera la cui traduzione viene messa in scena con originalità, seguendo le suggestioni e immaginari dei suoi interpreti, e il cui risultato porta alla costruzione di un personaggio drammatico che coincide sia con la restituzione del mito che con l'identità della stessa performer. Racconta la Ciappina:“Alessandro scrive una figura femminile agghindata di piume affilate e dotata di unghie limate. Eppure, nascosti dal luccichio di un presunto vigore, gli occhi appaiono ridotti a una sottile fessura, l’eloquio zoppicante al cospetto della morte, la pelle tremolante. Non sono forse io? Ex bambina che ha ridicolizzato la vita sfidando gli eventi con frecce purple. Lo scrittore si avvicina, comprende e non teme. La felicità è afferrata. Grazie.” Sulle note della suite di Sibelius, la coreografia viene eseguita due volte: la prima con la danzatrice che ascolta la musica attraverso le cuffie e nel silenzio per gli spettatori, la seconda con la musica diffusa in sala e la danzatrice che ripete i movimenti con i tappi nelle orecchie. Le azioni sono le stesse, quello che cambia è la percezione dello spettatore: dal vuoto alla sensazione di essere sovrastati dalla musica.
A seguire, Simona Bertozzi presenta Sista un duetto costruito sulla complicità tra le due interpreti, la stessa Ciappina e la danzatrice Viola Scaglione. Sista è un lavoro che insiste su tre concetti: fiducia, necessità, benessere. Un’opera che svela le prospettive di due presenze diversamente vigili ma entrambe inclinate verso la necessità di ritrovarsi. Una danza in cui la complicità e la sorellanza disseminano un crocevia di eventi che, nell’immediatezza del loro dispiegarsi, continuano a fare spazio e a generare visioni. Di questa vitalità si nutre il lavoro e la costruzione coreografica che la Bertozzi così spiega: “Sono partita dalle loro parole. Le ho ascoltate a lungo. Dai loro racconti è emersa subito la possibilità di costruire un vocabolario che dell’esperienza individuale ne faceva una deflagrazione. Sono affiorate scie desideranti, pulsazioni spaziali e temporali, radicamenti e scintille”.
Op.22 No.2
di Alessandro Sciarroni
con Marta Ciappina
musica Jean Sibelius (Op. 22 No. 2,”Tuonelan joutsen”)
costumi Ettore Lombardi
cura, promozione e sviluppo Lisa Gilardino
produzione esecutiva Chiara Fava
cura tecnica Valeria Foti
produzione MARCHE TEATRO Teatro di Rilevante Interesse Culturale
Corpoceleste_C.C.00#
co-produzione Festival Bolzano Danza | Tanz Bozen con il sostegno di NOI Techpark Südtirol / Alto Adige
commissione Festival Bolzano Danza | Tanz Bozen
durata 20'
Sista
coreografia Simona Bertozzi
produzione BallettoTeatro di Torino
danzatrici Marta Ciappina e Viola Scaglione
musica The Slits, Francesco Giomi, Jason Sharp
light design Simona Gallo
editing voce Roberto Passuti
costumi Born to be Reborn Lab
parole Marta Ciappina e Viola Scaglione
con il supporto di Lavanderia a Vapore, Collegno (TO)
progetto realizzato in prima fase con MilanOltre Festival
durata 30'
Giovedì 1 febbraio ore 20:30
Teatro Palladium, Piazza Bartolomeo Romano 8
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