Non ci discostiamo dal "pubblico" e di conseguenza ricorriamo alla Rete per prepararci al concerto. Scopriamo che i Mostly Autumn nascono nel 1995 e che nella loro carriera prediligono il live, difatti nella loro produzione discografica figurano, finora, 11 album in studio e 15 dal vivo. Nella formazione approdata in Italia sono presenti anche due dei fondatori originali (Bryan Josh e Iain Jennings). Guardandoci attorno, osservando chi come noi è in attesa dell'inizio del concerto, il pubblico è ovviamente abbastanza adulto e anche questo, almeno per noi, è un buon sintomo.
Quello che infatti ascoltiamo per "sole" due ore è una vera poesia per le orecchie di chi ama o ha amato i Pink Floyd: impressionante la vicinanza sonora della chitarra di Josh con il suono del periodo targato Gilmour. Ma i Mostly Autunm ci propongono ovviamente i loro pezzi, ma che si vanno ad amalgamare alle atmosfere di Genesis, Marillion e di tutto il meglio del rock sinfonico e progressive. Non si accontentano di questo e aggiungono anche qualche spruzzata di folk di alta classe (riferimento nostro i Jethro Tull), che comunque non guasta, avvalorato scenicamente dall'impostazione in tema delle due cantanti (costantemente a piedi nudi).
Raffinatissime le due voci femminili (Olivia Sparnenn e Anne-Marie Helder), ma è tutta la band ad essere totalmente convincente. La scaletta si muove ampiamente sul repertorio passato e presente, anche se è l'ultimo album ("Dressed in Voices" del 2014) a farla da padrone. Alcuni presenti, tra le prime fila, sottolineano ogni pezzo eseguito e ogni parola che la band sceglie per accompagnare le canzoni. Divertente come ogni tentativo, anche innocente, di commento da parte di qualche entusiasta, venga immediatamente "zittito" dai vicini presenti. Non una parola o una nota deve andare persa. Particolarmente toccante, sul finale, l'omaggio che Olivia Sparnenn dedica al padre, scomparso. Una sensibilità che viene raccolta e sostenuta da tutti i presenti. Il concerto è terminato, ed è un vero peccato.
I Mostly Autumn sono realmente una band con molto da dire (e da far ascoltare) e due sole date, per il loro primo passaggio in Italia non sono sicuramente sufficienti. La band ringrazia il pubblico, ma è soprattutto quest'ultimo a ringraziare i musicisti per questo loro primo e speriamo non ultimo passaggio da questi palchi. E come non essere d'accordo con loro.
Ammesso e non concesso che i Mostly Autumn decidano di non tornare più in Italia (speriamo non accada), questi due concerti si prestano comunque ad essere l'evento di scoperta del solito gruppo che non ti aspetti e che, negli anni a seguire, potrai dire di aver visto per primo nel loro debutto italiano (vedi tutti i fortunati presenti al Piper di Roma nella prima uscita dei Genesis, più di 40 anni fa). E senza dover attendere il prossimo "autunno".
MOSTLY AUTUMN LIVE IN ITALY #2015
Saturday Night
Not Yours to Take
Running
Home
First Day at School
Down by the River
Skin on Skin
The House on the Hill
The Last Day
Dressed in Voices
The Library
Box of Tears
Out of the Inn
Candle to the Sky
Hollow
Pass the Clock Part 1, Part 2 and Part 3
Silhouettes of Stolen Ghosts
Silver Glass
Evergreen
The Last Climb
Questioning Eyes
(Breathing Space cover)
Heroes Never Die
MOSTLY AUTUMN
Olivia Sparnenn-Josh, voce e percussioni
Anne-Marie Helder, flauto, tastiere, percussioni e voce
Chris Johnson, chitarra e voce
Andy Smith, basso
Alex Cromarty, batteria
Iain Jennings, tastiere
Bryan Josh, voce solista, chitarra elettrica e acustica






