Pino Scotto: Codici Kappaò in tour (recensione)

Sovvertendo le consuetudini, Pino Scotto "apre" il concerto dei suoi opening act teutonici

Normalmente l'headliner dovrebbe suonare per ultimo, ma Scotto sovverte la regola (scritta dove?) e sale sul palco prima della band di supporto (i Kissin' Dynamite). E chi siamo noi per mettere in discussione questa scelta? Non ci rimane che metterci sotto ad ascoltare.

I più adulti (ma esiste un'età come spartitraffico nella musica rock?) se lo ricordano come cantante dei Vanadium, l'unico tentativo - dell'epoca - di contrapporre, con successo, una compagine italiana allo strapotere (con merito) dell'ondata metallica britannica, guidata (da allora e anche oggi) dagli Iron Maiden. Archiviato il gruppo, si è sciolto definitivamente nel 1996, Pino Scotto non ha mai - fortuna di tutti - smesso di fare musica, dedicandosi anche, e con grande riscontro sul pubblico più giovane, alla "parola", molto "colorita", sia su programmi televisivi che riportata ed amplificata da youtube. Oggetto della sua critica (eufemismo) praticamente chiunque e qualunque cosa, partendo ovviamente dall'industria discografica.

Il contesto con il quale lo abbiamo finalmente incontrato (confessiamo di aver portato i primi dischi dei Vanadium da far autografare) è quello del live estivo, dove Pino Scotto, accompagnato dalla sua band in formazione classica (chitarra, basso e batteria), si deve esibire, basandosi sulla sua ultima pubblicazione, Codici Kappaò, un doppio album, da studio e live, uscito nell'aprile di quest'anno per Valery Record. Abbiamo avuto la possibilità di incontrarlo poco prima del concerto e si è dimostrato esattamente come poi sarà sul palco, sanguigno e senza peli sulla lingua. Con fermezza e massima educazione ha ribadito le sue posizioni sulla "musica", allargando il discorso alla sua visione della contemporaneità italiana.

Salito sul palco, l'opinionista Pino Scotto veste, e lo fa molto bene, i panni del musicista, ovviamente i suoi strali sono il collante che legano i brani, ed abbiamo il piacere di vedere come lo smalto degli anni '80 e '90 non sia stato minimamente cancellato, deve essere solo ben supportato dal trio di musicisti che lo accompagnano e da una bottiglia non di acqua che evidentemente rinfresca la gola e aiuta a cantare meglio. La serata scorre via in scioltezza a ritmo di rock 'n'roll, influenze blues, riff rapidissimi e tutto quell'armamentario scenico e verbale che ci si aspetta in un concerto di questo genere. Il pubblico urla, "poga", beve, poi urla e applaude, prima di bere nuovamente (ma solo perché farlo assieme richiede troppa sincronia). Tutto questo per circa 100 minuti durante i quali nessuno risparmia energie, davanti e dietro le casse.

Al termine della sua esibizione, Pino Scotto è sensibile nel rivolgere il pensiero a due grandissimi artisti che non ci sono più: Ronnie James Dio (scomparso nel 2010) e Jon Lord (scomparso da appena un mese). Ringrazia il pubblico, chi lo ha chiamato a suonare e presenta chi si esibirà dopo di lui. Scende, appena il tempo di rinfrescarsi e si ferma con i ragazzi che lo stanno attendendo all'ingresso del backstage. Come prima si era dimostrato disponibile con le testate giornalistiche, così avviene con i molti che vogliono scambiare due parole, farsi una foto, farsi fare un autografo. Per dovere di cronaca riportiamo un commento: "Non avevo nulla, mi sono fatto scrivere sul braccio. E chi si lava più!". Non sappiamo se la promessa (minaccia per chi sta vicino) sia poi stata mantenuta.

Chiudiamo con una nota sui Kissin' Dynamite. I membri della band sono meno colloquiali, per ovvi motivi di lingua, anche se il cantante prova a elencare le frasi e le parole che conosce in italiano, il frasario non è però riportabile in questo articolo. Sono comunque ugualmente disponibili a divertirsi loro e a far divertire il pubblico, che non si allontanato dal bordo palco. Anche loro hanno un disco recentemente pubblicato, "Money, Sex & Power", da far ascoltare. La linea musicale si sposta più verso il metal, con forti influenze glam e tributo in forma di maglietta ai Motley Crue. Questo è tutto.

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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