È con questo confortante biglietto da visita che i Queensryche capitanati vocalmente da Todd La Torre (ha sostituito il frontman storico Geoff Tate nel 2012) si presentano al loro appuntamento con il pubblico italiano. Statistiche a parte, sono acclarati come appartenenti all'ala più innovativa dell'heavy metal statunitense. E riuscire a non essere scontati in questo genere di musica è veramente molto difficile, anche perché poi bisogna sempre pagare pegno ai gruppi britannici (su cui spiccano ovviamente gli Iron Maiden).
Tornando ai Queensryche, assieme a La Torre potremo ascoltare un altro sostituto (anche se è già in formazione dal 2009), il chitarrista Parker Lundgren. Gli tre membri, che completano la band, sono invece storici e presenti dagli esordi (Michael Wilton, Eddie Jackson e Scott Rockenfield).
La scaletta della serata abbraccia i "migliori anni" della produzione Queensryche, e come ci capita spesso, in attesa dell'inizio del concerto ci studiamo il pubblico. Sotto il palco principalmente magliette celebrative e visi di ventenni (lo erano negli anni '80 e '90), ansiosi di raffrontare la voce "live" di La Torre con quella che ascoltano dai vinili con Geoff Tate.
La band inizia a suonare ed è un immediato piacere per tutti noi. La temuta sostanziale differenza vocale non c'è, per alcuni brani le differenze sono veramente minime. I cinque Queensryche - con la sola ovvia esclusione del batterista che non può muoversi dal suo seggiolino - si concedono volentieri all'abbraccio festoso del pubblico, suonando e stringendo le molte mani protese. Ogni brano viene salutato con una vera e propria ovazione, vuoi da una zona del locale che ospita la serata, vuoi da un'altra, segno abbastanza chiaro di quali siano i dischi posseduti e magari ascoltati anche poche ore prima per prepararsi al meglio al concerto (anche noi lo abbiamo fatto, ma un paio di giorni prima).
Le due ore previste scorrono molto velocemente, inframmezzate da qualche "grazie" di Todd La Torre (evidentemente le origini italiane sono piuttosto lontane nel tempo). Si arriva a "Take Hold of the Flame", è l'ultimo brano: i Queensryche ringraziano, salutano il pubblico e escono. Sappiamo che non sono previsti "encore" e infatti non rientrano anche se fortemente invocati. Sul palco salgono i tecnici per smontare e si scatena un leggero mugugno con richieste delle più svariate canzoni. Anche noi, nel nostro piccolo, aspettavamo "No Sanctuary", ma ci rendiamo conto che, se avessero ascoltato anche solo in minima parte i "desiderata" del pubblico, il concerto si sarebbe protratto almeno per il doppio del tempo.
L'unico, improvvisamente, a torna sul palco è il "giovane" Parker Lundgren, ha in mano la scaletta della serata che regala con un grande sorriso a una bimbetta seduta, sin dall'inizio del concerto, sulla balaustra che delimita l'area dei fotografi sotto il palco. Abbiamo la sensazione che abbia fatto più la felicità del padre che della figlia, ma il gesto in sé è veramente delizioso: è quell'anima sensibile del mondo metal che di solito non ti aspetti e quando, invece, si verifica (e possiamo testimoniare che si verifica abbastanza spesso), ti lascia ancora più piacere: anche solo di esserne stati testimoni.
QUEENSRYCHE
Todd La Torre, voce
Michael Wilton, chitarra
Parker Lundgren, chitarra
Eddie Jackson, basso
Scott Rockenfield, batteria
QUEENSRYCHE LIVE IN ITALY (2015)
Anarchy-X
Nightrider
Breaking the Silence
I Don't Believe in Love
Walk in the Shadows
En Force
Warning
Silent Lucidity
X2
Where Dreams Go to Die
Arrow of Time
NM 156
The Lady Wore Black
My Empty Room
Eyes of a Stranger
Empire
Queen of the Reich
Jet City Woman
Take Hold of the Flame







