Modena City Ramblers, 1994-2014

Un fondamentale anniversario, artistico e umano cui nessuno della famiglia allargata ha voluto sottrarsi

Festeggiamenti in famiglia, potremmo riassumere così il concerto sold out al quale abbiamo assistito, una "riunione di famiglia" cui nessuno è voluto mancare: Cisco, Arcangelo Cavazzuti, Giovanni Rubbiani, Daniele Contardo, Vania Buzzini e tanti altri "ex" ramblers hanno partecipato alla festa e affiancato la formazione attuale (Davide "Dudu" Morandi - voce, Massimo "Ice" Ghiacci - basso, Franco D'Aniello - flauto, Francesco "Fry" Moneti - chitarra e violino, Roberto "Robby" Zeno - batteria, Leonardo "Leo" Sgavetti - fisarmonica e pianoforte, Luca Serio Bertolini - chitarra acustica) in due ore e mezza di concerto durante il quale la band ha proposto 20 anni di repertorio, da "Riportando tutti a casa", appunto del 1994, alle ultime sonorità di "Niente di nuovo sul fronte occidentale", uscito da pochi mesi. La registrazione del concerto diventerà un dvd perché, come ha dichiarato Dudu Morandi: "Facile registrare alla fine di un tour... noi lo facciamo all'inizio così... buona la prima!"

Energia, entusiasmo e una carica che ha coinvolto, fin dalle prime note, se mai ce ne fosse stato bisogno, le oltre 2000 persone - appunto i familiari più stretti - che hanno seguito entusiasticamente il concerto. Tre le linee musicali della serata: in partenza il combat folk, poi ballate più intimiste e, infine, una serie di brani scatenati e scatenanti che hanno "costretto" a ballare un pubblico assolutamente eterogeneo per età e status sociale. Ed è proprio l'età del pubblico ad aver maggiormente colpito la nostra attenzione: ragazzi di neanche vent'anni che hanno cantato parola per parola non solo i successi più recenti, ma anche i pezzi più vecchi, da "Viva la Vida", a "Ninnananna", a "Presidente", "I Cento Passi", "Il sentiero dei nidi di ragno", "Contessa", "In un giorno di pioggia", per non parlare poi delle canzoni in dialetto modenese.

Lo abbiamo chiesto alla band durante una breve intervista, a pochi minuti dalla festosa conclusione del concerto, con tutti gli ospiti sul palco - insieme - a cantare "Bella Ciao". Le nostre domande a Dudu Morandi.

Più di 20 anni di carriera e un pubblico che aveva 20 anni allora e ancora 20 anni oggi. Come ve lo spiegate?
Non ce lo spieghiamo in effetti (ride). Tanto più che non siamo mai stati un gruppo famoso per i passaggi alla radio né tantomeno in televisione. Ma ci fa piacere perché dimostra quello in cui abbiamo sempre creduto, che la nuova generazione non è così male, come si pensa, ma è formata da giovani pieni di valori ed ideali, gli stessi che cerchiamo di trasmettere con la nostra musica.

Vi definite viaggiatori, perché studiate la musica dei paesi che visitate o perché ne ritornate contaminati?
Ambedue le cose. Noi viaggiamo sempre, amiamo andare in luoghi nuovi, muoverci, fa parte del nostro essere, della nostra famiglia, dei Modena City Ramblers. E' proprio il nostro stile e amiamo tornare con un bagaglio arricchito, sia dal punto di vista musicale che umano.

L'approccio con i fan di oggi è cambiato con l'avvento dei social?
Più immediato sicuramente, ma per un "dinosauro" come me (ride di nuovo) veramente difficile. Ci stiamo certamente adeguando... abbiamo il sito, l'integrazione con i vari social e sì, appena "posti" una foto o una news hai già i feedback, i "mi piace" e i commenti. Alcuni di noi, come Ghiacci o Moneti sono molto attivi, sicuramente più di me. Forse dovrei aggiornarmi ma, caspita!, io telefonavo non con il cellulare, ma con il telefono a gettoni!

Sia che si parli di "Sip" che di Google, è indubbio che la musica di band storiche abbia ed ha tuttora la possibilità di lasciare il segno, i media a questo punto poco importano. I MCR hanno con questo concerto abilmente sfogliato l'album musicale di famiglia, per traghettarsi felicemente dal secondo al terzo millennio... e chissà cosa ne succederà nel quarto.

giornalista
A 25 anni volevo lavorare nel mondo del Teatro. Ora ne scrivo con la stessa passione di allora, facendo molte incursioni nell'arte e meno nella musica.
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