Si incontra, prima in parole, Le Orme, una delle band che ha costruito la musica progressive italiana, presente la stampa, ovviamente gli organizzatori, ma soprattutto i molti estimatori del gruppo, di ogni età. L'accoglienza è quella che conosciamo, tipica dei fan più adulti: calorosa e cordiale, affettuosa e ammirata con chi da decine di anni è sui palchi di mezzo mondo, ma comunque rispettosa.
Chi deve fare gli onori di casa sembra visibilmente emozionato ed ha una leggera inesattezza sulla nota che si è preparato sul gruppo, leggera imprecisione che viene corretta amabilmente da Michi Dei Rossi, leader carismatico del gruppo (unico presente dal 1967). Ci si affida allora ai ricordi di infanzia con, come per molti dei presenti, le canzoni de Le Orme quale colonna sonora. Si parla costantemente di "dischi", di strumenti modificati per ottenerne nuovi suoni e mentalmente torniamo alle epiche sonorità del periodo più esaltante del progressive.
Prosegue la presentazione anche dei componenti della nuova formazione (6 elementi in totale, con tre nuovi ingressi nel 2010 ed uno nel 2009), su tutti spicca, per la giovanissima età, il pianista Federico Gava, appena 19 anni e all'ottavo anno di conservatorio. Una domanda, appena maliziosa, lo mette al centro dell'attenzione e lo rende perno di responsabilità. La risposta arriva da Michi Dei Rossi, ovviamente, che non solo lo considera un grande talento naturale (e non abbiamo motivo di dubitarne, visto il posto che occupa) ma come già "uomo", malgrado l'età, e quindi parte integrata dell'attuale formazione. Le poche ore che ci separano dal concerto passano immerse nei ricordi degli anni nei quali (come ricordato poco prima) la musica italiana di qualità si confrontava con quella inglese alla pari, anzi, incutendo timore e rispetto nelle superband d'oltremanica.
Le Orme mettono sul palco energia e capacità, grandi doti musicali individuali e di gruppo, per due ore di intensità sonora che non dovresti più aspettarti da chi calca le scene dalla metà degli anni '60. E invece incantano tutti i presenti per bravura, voglia di esibirsi, grande comunicativa e piacere di stare con il pubblico che, nel timore che la magia musicale finisca troppo presto, nemmeno applaude tra un pezzo e il successivo, in attesa che il giusto riconoscimento all'esibizione venga invece richiesto dalla band. E ovviamente immediatamente ottenuto.
Il concerto è sicuramente bello (inutile cercare altri aggettivi), importante e ben costruito, fatto di suite, e non di canzoni, che quando terminano (dopo 10 o 12 minuti) ti lasciano insoddisfatto, come se ne mancassero ancora delle parti, ma arriva subito dopo il pezzo successivo e la magia si riaccende. La struttura è la classica di chi ha molte cose da far ascoltare: si inizia con l'ultimo disco "La Via della Seta", per poi passare ad un suggestivo, quanto osannato dal pubblico, ritorno al passato.
Il gruppo è assolutamente amalgamato, sono in questa formazione da appena un anno, ma hanno quella consumata esperienza che solo i veri musicisti riescono ad avere. Il giovanissimo pianista 19enne scambia spesso cenni di intesa ed approvazione con il 62enne batterista (ma che energia sul palco!), tutti si divertono e tutto il pubblico con loro.
Una grande serata di musica, senza altro da aggiungere. Al termine tutti soddisfatti e ancora con l'adrenalina musicale dentro ci si avvicina alla band che si presta nuovamente (come già fatto in precedenza) a foto e strette di mani con i fans: gli adulti che tornano ragazzi amano e ricordano ancora i "giochi di bimbi" di una volta.
LE ORME
Michi Dei Rossi (batteria)
Michele Bon (tastiere, voce)
Fabio Trentini (basso, chitarra acustica, voce)
Jimmy Spitaleri (voce)
William Dotto (chitarra elettrica e acustica)
Federico Gava (pianoforte, tastiere)









