Lucio Dalla e gli Idoli: Geniale?

E' del tutto fortuito e "Geniale", senza punto interrogativo, il ritorno alle stampe di Lucio Dalla, con i suoi Idoli

la copertina di Geniale?
m&s - la copertina di Geniale?

"Guarda: credo che questi nastri siano tuoi". Con il ritrovamento insperato di alcune preziose registrazioni di un eccezionale passato, oggi possiamo tornare a riapprezzare la genialità interpretativa di Lucio Dalla.

Una conferenza stampa "particolare", affettuosa e sensibile, con al centro un modo oramai (purtroppo) scomparso di fare musica, senza "aiuto" digitale. Si rievocano i primi anni di carriera di Lucio Dalla, a ragione uno dei più importanti protagonisti di quella che una volta poteva definirsi "la canzone italiana". In diretta dalla Fonoprint di Bologna.

Tutto nasce dalla restituzione di alcuni nastri al suo legittimo proprietario che, nel frattempo, si era dimenticato di averli prestati (a quanti di noi è successa la stessa cosa con libri o dischi?). Sui nastri c'è scritto "Lucio Dalla" ed è quindi chiaro cosa contengano: registrazioni non propriamente professionali di alcuni concerti - si rimarcano come "serate" - del cantautore bolognese e della sua band di supporto, Gli Idoli. Un quartetto, ma anche trio o duo all'occorrenza, dipende dal compenso per la serata, che tra la seconda metà degli anni '60 e i primi anni della decade successiva, ha condiviso palchi, anche arrangiati, tanti chilometri e - ne siamo sicuri - ancora più divertimento. A raccontare quegli anni - con una nostalgia immediatamente contagiosa - due dei musicisti: Giorgio Lecardi (batteria) e Bruno Cabassi (hammond e tastiere). Di fronte a loro, in collegamento dall'altra parte degli schermi (la conferenza stampa è stata organizzata dall'agenzia Parole & Dintorni sulla piattaforma Zoom) almeno un'ottantina di giornalisti con il sorriso stampato in faccia per il privilegio di poter ricordare assieme a loro (almeno noi!).

Non possiamo fare a meno di continuare a sorridere al pensiero della modalità di registrazione: un Geloso poggiato su di una sedia davanti alla batteria, più il segnale dal microfono del cantante e quello dell'hammond. Una sorta di "multitraccia" che a distanza di tanti anni sottolinea un suono ottenuto in reale presenza, trasportandoci con la fantasia in quelle balere, con il pubblico che poteva chiedere i brani alla band (anche necessario, visto che il loro repertorio di allora si limitava a 3 pezzi, "il resto a braccio"), facendoci apprezzare la voce di Lucio Dalla, orgogliosamente alle prese con la lingua inglese, senza conoscerne una parola ("Summertime"), una forma di gramelot che non sarebbe dispiaciuta a Dario Fo.

Ovviamente grande la soddisfazione di Paolo Maiorino (Sony) artefice della ripubblicazione di "Geniale?", già uscito nel 1991, ma ora ulteriormente arricchito dai nuovi nastri, con un lavoro di ricomposizione del suono e restauro musicale di Maurizio Biancani negli studi della Fonoprint; ancora di più quella dei due membri della band, che hanno garbatamente lamentato la scomparsa prematura damma memoria collettiva di un gruppo forse non all'altezza di una vita propria, ma sicuramente "un'orchestra dall'amicizia incorporata". Ma ne siamo ancora più soddisfatti noi (in questo caso non c'è differenza tra pubblico e addetti ai lavori), che abbiamo la possibilità di riscoprire un suono così genuinamente monofonico, che ti riporta appunto a quanto sentito tanti, ma proprio tanti anni fa, da un analogo Geloso. Potremmo definire il tutto come un'operazione nostalgica o comunque commerciale di auspicato successo, vista la buona accoglienza della riedizione (sempre di Pressing Line e Sony Music ) del magnifico trio costituito da "Come è profondo il mare" (1977), "Lucio Dalla" (1979) e "Dalla" (1980).

E' bastato ascoltare, e vi invitiamo a farlo appena possibile, anche il solo primo disco per rimanere letteralmente stupiti delle tante commistioni di genere: dal pop al beat, molto rock classico con anche venature progressive - fondamentale l'inconfondibile suono dell'hammond (immediata alla memoria in primi dischi dei Deep Purple, ante Mark II) - e poi jazz, blues e r'n'b. Gli Idoli erano la band ideale di supporto per chiunque - bravo del suo - volesse fare musica dal vivo, in grado di adattarsi ad ogni necessità, pur di portare a casa la serata. Il racconto, poi, di "4/3/1943" (eseguita senza censura da almeno un anno prima del passaggio sanremese) non ha veramente prezzo. E' naturale che alla fine della conferenza stampa - anche a seguito dell'affermazione "mi avete fatto tornare giovane" - sia stato accennato un applauso (a microfoni spenti). Lo abbiamo tributato ai musicisti e ai loro coinvolgente ricordo e a Lucio Dalla ovviamente, ma anche ad un'epoca che non esiste più, del tutto "autotune free". E probabilmente non finisce qui: Maiorino ha confermato che altro è in preparazione, fino a quando il restauratore musicale Biancani continuerà a dire "si può fare" (cit.).

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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