Vecchi Tempi

Un incontro con il passato, un gioco di specchi tra memoria e desiderio

È questo in estrema sintesi il testo di Harold Pinter, presentato dal Teatro della Rabbia, per la regia di Francesca Migliore, in scena Nicola Fabbri, Laura Spimpolo e Fabiola Ricci.

Vecchi Tempi è un raffinato intreccio di parole e silenzi, di verità incerte e desideri nascosti. Anna e Kate, amiche di gioventù, si ritrovano dopo vent’anni per rievocare un passato intriso di ricordi frammentati e ambiguità. A scrutarle, quasi in un'ombra densa di tensione, c’è Deeley, marito di Kate, presenza ambigua e minacciosa, che cerca di appropriarsi dei ricordi della moglie in un gioco di potere e gelosia sottile e implacabile. 

Un’opera già portata in scena da Luchino Visconti, un triangolo amoroso intriso di mistero e carico di tensione, in cui il tempo stesso sembra giocare con la percezione dello spettatore, trascinandolo in un vortice di emozioni contrastanti.

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