Lo spettacolo racconta l’ultima personale resa dei conti tra il custode del Museo Nazionale di Reggio Calabria e i Bronzi di Riace: il custode entra e sputa in faccia alle statue mute, bellissime, nella sala del desolatamente deserta. E poi un rancore assurdo mentre il mare fuori dalle vetrate non sopporta di rimanere escluso e fa sentire la sua voce prepotente.
Nella storia Reggio Calabria è lo sfondo e insieme lo specchio di sogni e malesseri dell’anima, il Sud dell’anima. Lo spettacolo, scritto in dialetto reggino (da Antonio Lauro) per restituire espressioni ed accenti altrimenti inesprimibili, è tenero, comico, rude, toccante, pieno di malessere e malia. Un manifesto di socialità che viene da cuore, messo a disposizione di uno degli attori più personali e dotati della sua generazione, Paolo Triestino (che ne è anche regista).
Il Festival Teatro di Paglia, fino al 30 agosto, trasforma il bosco sacro sul lago di Nemi in un teatro all’aperto, sfruttando l’anfiteatro naturale dell’azienda agricola Il Nemus (Via delle Navi Romane snc, Nemi) che ospita l’iniziativa. La rassegna è diretta da Manuela Mandracchia e Fabio Cocifoglia.
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