Scusate se non siamo morti in mare

Roma, Spazio Diamante (Via Prenestina, 230/B), da mercoledì 11 a domenica 15 febbraio 2026. Sala Black

Scusate se non siamo morti in mare
m&s - Scusate se non siamo morti in mare

Testo finalista al Premio Riccione e al Premio Scenario 2015, dopo varie traduzioni e allestimenti all’estero – ultimo il debutto al Park Theater di Londra nel 2023 – torna in scena in lingua italiana Scusate se non siamo morti in mare, qui diretto dallo stesso autore, che torna ad affrontare un tema di grande attualità con lo stile che lo contraddistingue, sempre in bilico fra la commedia e la tragedia.

In un futuro non troppo lontano, in seguito a varie crisi economiche e ambientali, l’Europa è diventata un continente di emigranti. I cittadini europei, alla ricerca di un futuro migliore, cercano di raggiungere paesi più ricchi, ma devono farlo clandestinamente perché nel frattempo tutte le frontiere sono state chiuse.

Sulla banchina di un porto, dopo aver preso accordi con un marinaio/trafficante, due uomini e una donna salgono di nascosto su un container, con la promessa di raggiungere ognuno una destinazione diversa.

Note di regia
Mettere in scena un proprio testo dieci anni dopo averlo scritto, in un certo senso, è un po’ come lavorare sull’opera di un altro autore. Uno sconosciuto con cui si condivide qualche tratto biografico e qualche ricordo.
Il desiderio di farlo mi è venuto perché in questi anni ho visto molti spettacoli che hanno trattato il tema dell’immigrazione e hanno raccontato le stragi nel Mediterraneo, alcuni molto efficaci e toccanti – ma tutti basati su un piano di realtà nel quale noi italiani/europei/occidentali siamo stretti nella dicotomia “creatori di confini”/“- soccorritori”.
Scusate se non siamo morti in mare parte da un assunto opposto, non è realistico, non ha un approccio politico “diretto” e non tocca corde di emotività legate al presente. A tutti gli effetti direi che parla d’altro, di un’altra emigrazione, di altre dinamiche e di un altro tema, che credo abbia più a che fare con il rapporto fra il tempo che scorre e l’immagine che riusciamo ad avere di noi stessi, come animali relazionali, all’interno di questo continuo mutamento naturale. Come regista ho scelto quindi di spingere questo allontanamento dalla realtà ancora più in là, verso il surreale e l’archetipico, sottolineando con la scenografia rotante lo scorrere del tempo e suddividendo l’azione scenica in inquadrature cinematografiche oblique, in cui lo spettatore dovrebbe essere portato a sentirsi sbilanciato, non solo visivamente ma anche rispetto al giudizio sociale e morale di ciò che vede.
Credo perciò che la sfida di riuscire a equilibrare una recitazione realistica all’interno di un impianto scenico simbolico, che accomuna questo spettacolo agli ultimi lavori che ho portato in scena, assuma in quest’occasione anche un senso meta-storico.

TOMAS LEARDINI | LUCA MAMMOLI | SARA MANZONI | DEBORA ZUIN | VINCENZO DI GIOVANNI
in
SCUSATE SE NON SIAMO MORTI IN MARE 
scene Francesco Fassone | luci Antonio Merola 
costumi Costanza Maramotti | movimenti Olimpia Fortuni
ambiente sonoro Riccardo Tesorini | trucco Giorgia Blancato 
aiuto regia Bianca Giardina
testo e regia EMANUELE ALDROVANDI
produzione Autori Vivi e Teatro stabile di Torino

spettacoli
mercoledì ore 21
giovedì e venerdì ore 20.30
sabato ore 19
domenica ore 17

www.spaziodiamante.it 

Testata Giornalistica
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