Dovendo decidere quando e se recensire un nuovo progetto discografico, solitamente (ma non è sempre così) ascoltiamo il primo brano e quello che dà il titolo al disco (sempre che quest'ultimo ci sia), lo facciamo prima di passare ai successivi e metterci poi al computer per annotare cosa ci abbia colpito.
Venendo al primo brano, Gold Sparkles, facendo i complimenti alla cristallina voce della cantante, Tiziana Giudici, non abbiamo non potuto notare assonanza di temi con i B-52s, quindi con una tra le migliori compagini new wave degli Stati Uniti. E considerando questo genere oramai completamente o quasi messo da parte, non possiamo che predisporci al meglio per l'ascolto del brano successivo che, come succede spesso, chiude tutto il progetto.
Glance To Infinity ha toni più morbidi e melodici, che si accostano appena di più al vastissimo pianeta del rock e suoi satelliti, anche senza fare mai il passo gigante ed entrare in orbita in un sistema o in un altro. Andremo controcorrente con il pensiero della band, ma ci ha convinto di più il primo. Fatto questo, ora possiamo riprendere l'ascolto nella corretta sequenza, dal primo all'ultimo dei tredici brani che compongono l'album dei Sviet Margot, pubblicato da Agoge Records e prodotto da Gianmarco Bellumori.
La commistione dei generi musicali è, a nostro giudizio, la strada scelta dalla band italiana (ma con repertorio in inglese), anche per il nome scelto, Sviet Margot, che ha incrociato la traduzione in russo di universo con l'icona sexy dei cartoni di Lupin III. E se la spiegazione sul nome della band fa certamente sorridere, è poi la qualità sonora e la robustezza del progetto che ci lasciano maggiore piacere. Ascoltiamo alternanze e mix dei vari sottogeneri del rock, principalmente indie e alternative, che conferiscono all'album il sapore dell'helzapoppin' dove c'è posto per qualsiasi cosa, per qualsiasi tipologia di ascoltare ma, allo stesso tempo, dove è più possibile faticare per trovare e occupare un proprio spazio specifico. In ogni caso gli Sviet Margot mantengono pienamente fede alla dichiarata "formula originale" di seducente mix tra la bella voce solista, che si muove a proprio agio nella new wave, con la rivisitazione degli anni '80, leggerissime spruzzate di jazz (molto lievi) e la strizzata d'occhio (questa più decisa) al pop (Simply Sunny Blue). Un ultimo aspetto che assicura quella facilità d'ascolto che non si trova molto spesso in un progetto totalmente indipendente.
In totale 13 brani da ascoltare, quando possibile, con attenzione, il giusto volume (con qualità) e la necessaria concentrazione, sperando poi di incrociare la strada "live" della band, dove abbiamo la certezza che cantante e musicisti riescano a dare quel qualcosa in più, il sano calore del concerto, che purtroppo e ovviamente manca sempre nelle registrazioni digitali.
SVIET MARGOT
Tiziana Giudici (voce)
Alessandro Galizi (basso)
Flavio Mazzei (tastiere)
Aldo Moccia (batteria)
Claudio Trocchi (basso)
Francesco La Dolcetta (chitarra)
Nicholas Amanniti (chitarra)
GLANCE TO INFINITY (2016)
1. Gold Sparkles
2. Simply Sunny Blue
3. Vodka'N'Tequila
4. Excite My Soul
5. Star And Heartwind
6. Empty Breath Of Soul
7. Ash
8. Rain And Clouds
9. 8 Hours
10. Secret Of Life
11. Twister From Reality
12. Shining Brain
13. Glance To Infinity








