A distanza di alcuni mesi, per la precisione 6, ripariamo ad un nostro grande torto, ospitando - finalmente - Figli dell'Alba.
Nel maggio di questo anno abbiamo ricevuto, come molte altre testate giornalistiche (magari le altre più accorte di noi), la classica mail di lancio di un disco appena uscito per Elevate Records. Ci veniva presentato il quinto album dei Neverdream, band italiana dichiaratamente e anche ostinatamente prog-metal. Il nuovo progetto - 13 brani per una durata totale di 68 minuti - ha come tema centrale la schiavitù e il razzismo, declinati nei "liberali" Stati Uniti d'America. La prima vergogna sociale è scomparsa con un emendamento alla costituzione del 1865, per la seconda evitiamo di esprimerci, perché ci porterebbe fuori tema. Nella nota che accompagna il materiale, oltre alla storia della band (nata nel 2004 ma, come sempre accade, ampiamente rimaneggiata negli anni), ci viene esplicitata l'idea narrativa (il concept è di Giorgio Massimi), i grandi miti ispirativi a cui i Neverdream fanno riferimento e il fatto che il disco sia cantato in lingua italiana: praticamente una follia allo stato puro che non poteva non piacerci.
In un sistema musicale italiano totalmente asfittico, dove domina il "ritornello - strofa - ritornello" con quattro (massimo sei) parole facili da memorizzare e ovviamente ancorati sempre e solamente agli stessi temi, dove si bada maggiormente a quello che si metterà addosso per l'ospitata televisiva (e al tatuaggio nuovo) e non alle note da mettere su uno spartito (ammesso che qualcuno ne rammenti l'esistenza), riuscire a mettere le mani su un disco "vero" fa veramente piacere. Non abbastanza per sperare che si vada troppo migliorando, ma almeno abbiamo aperto la finestra e fatta entrare un po' di musica. Peccato che per colpa di una nostra sbagliatissima conservazione di file e cartelle, "Figli dell'Alba" sia scomparso per riappiarire - e meno male - pochi giorni fa, a distanza di molti mesi dall'uscita ufficiale e della maggior parte delle recensioni che - giustamente - hanno riservato attenzione a questo bel lavoro. Ultimi, chiedendo ancora una volta scusa, arriviamo anche noi.
Affidato principalmente alla voce maschile e solista di Giorgio Massimi, l'album è ben suonato, registrato (nello studio della band) e interpretato. Alessandra Filippi (soprano) è veramente una cantante di grande qualità, in grado di mettere quel qualcosa in più nei brani a lei affidati (abbiamo più e più volte ascoltato "Danza del Fuoco", di atmosfera "morriconiana"), per questo motivo ci permettiamo di osservare che qualche duetto in più avrebbe reso il disco ancora più interessante, ma c'è sicuramente tempo per fare altro con le prossime release.
Onestamente i Neverdream citano i grandissimi del progressive italiano che per un verso o un altro hanno trovato non tributo, non imitazione, ma "semplicemente" allineamento di intenti e di passione anche nella musica di chi è venuto poi. Ai già citati "classici" aggiungiamo noi anche delle "impressioni" di assonanza con le linee progressive "parsifaliane" dei Pooh. In ogni caso, visto che è sempre difficile (se non impossibile), non trovare qualcuno che "lo" abbia già scritto o suonato, visto che le note quelle sono, evitiamo qualsiasi forma di confusione, dando certezza sulla bella originalità di "Figli dell'Alba" e sul suo collocarsi a pieno titolo tra i migliori album prog-metal di questo 2020. Evitiamo di considerare che il prog-metal in Italia non si fa, perché potremmo obiettare che è la musica ad essere latitante in questo paese e non da poco tempo. In questo caso, invece, siamo finalmente di fronte ad un bel disco che merita l'ascolto con tutta la nostra attenzione e il "successivo" acquisto, se non vi fidate a scatola chiusa del nostro giudizio.
I Neverdream non hanno timore nell'alternare la potenza di Giuseppe Marinelli (chitarra) alle morbide ed evocative ballad più conformi al suono progressive, per le quali i due cantanti dimostrano che il loro mestiere lo conoscono molto bene, con una ottima sottolineatura delle tastiere di Mauro Neri e il preciso lavoro offerto dal duo ritmico di più recente acquisizione (Luca Urbinati nella band dal 2015 e Enrico Sandri, entrato in sostituzione di Marco Baldassarra che ha lasciato i Neverdream poco prima di entrare in studio). Pienamente concordi sulla scelta di privilegiare il progetto "progressive" e non il passaggio radiofonico, in alcuni casi ancora ancorato ai 3 minuti. Che il disco sia un lavoro venuto bene lo dimostra il senso di "vuoto" che abbiamo avvertito al termine dell'ascolto dell'ultima traccia, significando con questo che i 68 minuti sono passati anche troppo velocemente e senza cedimenti. Ma noi, come tutti, abbiamo sempre la possibilità di premere il replay.
FIGLI DELL'ALBA (2020)
Fuga Da Un Sogno
Figli Dell’Alba
Onde Scure
Pioggia Di Catene
Il Prezzo Della Libertà
Grimorio
Versi Di Speranza
Barnum
Venere
Danza Del Fuoco
Dentro Una Divisa
La Clessidra Nel Vento
Il Mare Dei Sogni
NEVERDREAM
Giorgio Massimi (voce)
Alessandra Filippi (voce)
Giuseppe Marinelli (chitarre)
Mauro Neri (tastiere)
Luca Urbinati (batteria)
Enrico Sandri (basso)
Concept e liriche: Giorgio Massimi
Musiche: Giorgio Massimi - Giuseppe Marinelli - Mauro Neri
Cover: Ugo Verdi
Etichetta: Elevate Records








