Sono molte le compagini che continuano a omaggiare i grandi maestri del progressive mondiale, forse i più grandi di tutti, con buona pace dei fan maggiormente esagitati di altre band. In Italia i progetti celebrativi sono giustamente numerosi, tra i tanti ricordiamo The Watch ed Estro (questi ultimi con doppia batteria), ma anche l'omaggio solo piano di Marco Tamberi, cui non possiamo non accostare l'omologo - originariamente a doppio strumento - degli statunitensi Genesis Piano Project (vedi Genesis Piano Project: the album). Potremmo continuare, ma basta così.
The Musical Box, di nascita canadesi ma di passaporto progressive, con timbro rilasciato ufficialmente e dai Genesis e da Peter Gabriel, sono in tour in terra britannica, con un progetto che in questa fattispecie prende in esame il primo periodo targato Phil Collins, dal 1976 al 1980, da A Trick of the Tail a Duke. Piacevole anche il gioco di parole del titolo, che omaggia sia l'album (And Then There Were Three) che ovviamente il batterista e cantante dall'abbandono di Gabriel al penultimo disco in studio: nel tanto bistrattato (anche ingiustamente) Calling All Stations alla voce c'è Ray Wilson.
Dopo la forse non necessaria ricostruzione storica e l'avida lettura dello scarno comunicato, passiamo al concerto, dove qualche piccola differenza comunque c'è, ma che in un live non guasta di sicuro. Inutile dire che la formazione è a sei elementi, con l'immancabile doppia batteria.
Il brano di apertura proviene infatti dall'ultimo disco con Gabriel come cantante (ma tanto è strumentale), prima di spostarci verso l'unico che non abbiamo ancora citato (Wind & Wuthering). Nel nostro personale e "faziano" pizzino (e il provvidenziale aiuto di setlist.fm) il disco del 1976 risulterà il più rappresentato della serata. Sarà per quello che ci attendevamo ma abbiamo l'impressione, almeno in partenza, che ci sia maggiore assonanza con Gabriel che con Collins, ma non abbiamo mai la presunzione di ergerci su un piedistallo e pontificare, visto che come molti altri ci limitiamo a mettere i dischi - originali - sul giradischi e ascoltare (e canticchiare male con i testi sotto). Il lavoro vero lo facciamo fare agli altri, tra cui The Musical Box. E comunque è lanche a prima volta che la band canadese tenta l'esperimento.
Si va avanti con Burning Rope e si procede all'indietro con l'immensa Ripples, per poi fermarsi (e andare a conclusione della prima parte del concerto) su Duke. Peccato che i brani siano solo tre, lo avremmo più che volentieri ascoltato tutto, la la scaletta non la facciamo noi. L'intervallo permette a tutto il pubblico britannico di fare una sosta ai bar per l'immancabile pinta di birra. Puntualissimi - dopo 20 minuti e numerose birre - si riprende lo show.
La seconda parte è un'ulteriore esplosione di poesia compositiva, da A Trick of The Tail riceviamo nell'ordine: Dance on a Volcano, Entangled e Squonk. E si continua avanti e indietro fino alla fine. Ma come è già finito? Ma se sono passate solo due ore. Sciocchezze nostre a parte, per l'encore ci viene annunciata una canzone che tanto tutti conoscono e quindi non c'è bisogno del titolo: Follow You Follow Me. Il pubblico, ovviamente abbastanza adulto, deve riconoscersi come appartenente allo zoccolo più puro del progressive e il brano non fa venire giù le pareti della sala (e non per carenze nell'esecuzione). Ci si riprende con il secondo contributo da The Lamb Lies Down On Broadway. La conclusione è con Los Endos. Due ore e venti passate così, in un soffio di note.
Rianalizzando dopo, mentre scriviamo, la scelta dei brani, dobbiamo ancora una volta ringraziare The Musical Box per averli proposti ed eseguiti, per averci offerto un percorso così intenso e attento, ma ancora di più i Genesis per averli creati e resi senza dubbio eterni. Dalla loro iniziale composizione sono passati in media almeno 50 anni. Ma chi se ne è accorto?
Set 1: Ravine - Eleventh Earl of Mar - One for the Vine - Burning Rope - Ripples - Wot Gorilla? - Behind the Lines - Duke's travels - Duke's End
Set 2: Dance on a Volcano - Entangled - Squonk - Deep in the Motherlode - Blood on the Rooftops - Unquiet Slumbers for the Sleepers… - In That Quiet Earth - Afterglow
Encore: Follow You Follow Me - In the Cage - It's Yourself - Los Endos








