Genesis Piano Project: the album (recensione)

L'album di Adam Kromelow e Angelo Di Loreto celebra il piacere di suonare le canzoni dei Genesis

Genesis Piano Project
m&s - Genesis Piano Project (Angelo Di Loreto e Adam Kromelow) live in Rome, 2015 (foto © Fabio Sabatini)

Ed è scontato scrivere che il loro piacere di suonare coincida con il nostro di ascoltarli, anche in album, dopo aver avuto il privilegio di averlo fatto dal vivo alcuni anni fa, ai loro primi passaggi nel nostro Paese (un doppio tour nel 2014 e nel 2015).

«È stato difficile decidere quali canzoni registrare, perché probabilmente avevamo materiale sufficiente per due album! Volevamo avere canzoni di diversi dischi in modo da trovare il giusto equilibrio per mettere in mostra l’ampia gamma dinamica del loro lavoro. La speranza è che gli ascoltatori possano scoprire questa musica in un modo nuovo ascoltandola eseguita su due pianoforti», è la dichiarazione di Adam Kromelow, prima di rivolgere un ricordo dell'amico all'amico da poco scomparso (nell'ottobre 2020 per un attacco di cuore).

«Sono molto entusiasta di condividere questo lavoro con i fan dei Genesis di tutto il mondo. Questo album sarà per sempre una delle registrazioni più significative della mia vita, perché porterà sempre con sé centinaia di bei ricordi del mio migliore amico Angelo. Sono veramente felice che, attraverso questo album, la musica di Angelo continuerà a portare gioia alle persone». Così purtroppo è successo e così è, unica consistente consolazione il fatto che Adam stia continuando il Genesis Piano Project come solista in memoria dell’amico.

Lasciamo da parte, perché non sarebbe nemmeno corretto inserirsi, il pensiero melanconico verso l'artista che non è più tra noi, almeno presente la sua musica. Concentriamoci su quello che andiamo sentendo veramente da mesi, per un piacere di ascolto che non stanca mai, da una parte perché sono i Genesis, riassunti da sei diversi dischi e due diverse tipologie di composizione, 4 del periodo Gabriel e due del successivo Collins (dai nomi dei due frontmen della band), dall'altra perché il lavoro di raccordo dei Genesis Piano Project è semplicemente ragguardevole, un incanto melodico che trasporta l'appassionato del XXI secolo in una sorta di viaggio intimo e intimista, per una nuova forma di esplorazione delle partiture dei maestri assoluti del progressive inglese degli anni '70.

A prescindere dalle bandiere innalzate dai fan(atici), strenui sostenitori che il periodo progressive si sia arrestato con l'uscita di Peter Gabriel dalla band, ma noi non siamo sicuramente tra questi e non è questo sicuramente il luogo dove aggiungere polemica a polemica, quello che i due pianoforte restituiscono è sicuramente un lavoro di alta qualità, che riesce ad abbattere - se mai ce ne sia stato uno - quel sottilissimo muro divisore tra progressive e classica, facendo assurgere il primo ad evoluzione del secondo, dipende esclusivamente dall'epoca storica e - ovviamente - dalla tipologia di strumentazione tecnica utilizzata. A questa va anche aggiunta la suggestione emotiva suscitata nel registrare il disco alla Charterhouse School di Godalming, la prestigiosa scuola frequentata dal nucleo fondatore dei Genesis. Dalle note non si avverte nulla, ma non possiamo pensare che l'aria e le atmosfere del luogo non abbiano in qualche modo inciso sui due esecutori statunitensi.

«Io e Angelo abbiamo passato ore e ore ad ascoltare i Genesis e a cercare di arrangiare le canzoni per due pianoforti a coda. È stato un vero lavoro d'amore», continua Adam e non possiamo che confermare, da buoni ultimi, che questo sentimento si sente. È sempre presente e ben percepibile. Ascoltando e riascoltando il disco è difficile non applicare sui brani il "cantato", accennato a mezza voce, provateci, e non sentire anche il successivo desiderio - in un prossimo futuro - di poter ricevere anche quello che avrebbe potuto costituire il volume due. Noi siamo qua e ci speriamo.

GENESIS PIANO PROJECT (2021)
1. The Fountain Of Salmacis (da Nursery Crime)
2. One For The Vine (da Wind and Wuthering)
3. Seven Stones (da Nursery Crime)
4. Stagnation (da Trespass)
5. Entangled (da A Trick of the Tail)
6. Firth Of Fifth/Supper’s Ready (da Selling England by the Pound/Foxtrot)
7. For Absent Friends/Horizons (da Nursery Crime/Foxtrot)
8. The Cinema Show (da Selling England by the Pound)

Registrato e mixato da Stefano Riccò con lo studio mobile dello Studio Esagono e il supporto logistico di Nigel Sanders.

www.adamkromelow.com/genesis-piano-project

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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