E questo è un dato di fatto. La ricetta per farselo passare? Ascoltare il cantautore bolognese, e se non passa, ascoltarlo ancora. In totale ci sono 18 brani in Reloaded, non tutti adatti ad essere un rilassante naturale, ma certamente tutti adatti, anzi suggeriti per un ascolto attento, intimo e dedicato, che consente a chiunque di apprezzare la profonda voce teatrale di (Germano) Bonaveri.
Il disco - si legge nella nota che lo accompagna - "rappresenta la pausa del cammino, quella in cui reinterpreti le esperienze vissute, le riordini e ti rendi finalmente conto che hanno costituito l’essenza del tuo peregrinare. Un disco di brani rivisitati che sono il punto di arrivo in 14 anni di musica e un trampolino per proseguire questo unico, lungo, concept che raccoglie tutti i pensieri dell’artista durante la sua quotidianità".
Per chi - colpevole, ma almeno sincero - non conosceva la valenza artistica di Bonaveri, poterne avere l'opportunità di scoperta, trasmette un piacere ancora più intenso. Si possono apprezzare sfumature sconosciute, modi garbati di porgere la voce, sonorità raffinate e corpose, ma allo stesso tempo immediatamente percepibili. Si possono cercare influenze nella stretta cerchia del cantautorato italiano di qualità, al quale Bonaveri - a nostro modestissimo, ma insindacabile, parere - appartiene di merito. Ma se ne può anche fare a meno, si può ascoltare solo per il piacere puro del suono che bussa delicatamente alla tua testa, chiedendo "permesso", prima di varcare la "porta". Ci si può stupire nel sentire un artista contemporaneo che sa veramente onorare l'interpretazione canora, finalmente!
L'ascolto critico di un disco pone a questo punto, solitamente, l'analisi dei brani. Ma ci sembra del tutto inutile porre l'accento su una canzone o su un'altra, le preferenze sono squisitamente personali ed ogni ascoltatore (perché questo tutti siamo!), quando si trova davanti alla musica, la fa diventare veramente "propria", la abbina a sé, si fa prendere da mille suggestioni e ricordi, che variano da persona a persona. E Reloaded ha tanto da comunicare e a tanti.
Ogni brano può essere scoperto, ascoltato, sezionato, come una scena teatrale, facendo uso della fantasia per aiutarsi a rappresentare visivamente quello che si sente. E se anche si ha preferenza per un "dialogo" su di un altro, è la sua totale composizione che rende lo spettacolo "bello" e plausibile, sempre rimanendo in ambito teatrale. Il disco, nella sua interezza, è come una piccola "tournée", fatta di 18 micro-spettacoli musicali. Ad ogni chiusura di sipario, dopo il doveroso applauso che accompagna l'uscita di scena dell'unico artista, basta attendere un paio di secondi, non di più, e il telo si apre di nuovo, per restituire una nuova sensazione. E al termine di tutta la tournée? Basta pigiare il "reload", ovvio. Questo a teatro, però, non si può fare. Peccato, alcune volte lo avremmo fatto volentieri.
BONAVERI: RELOADED (2018)
Magnifico
Le Piccole Vite
Torquemada
Scivola Via
Clandestino
Danza
Danza (Adieu)
Il Mago
La Justice
Onde
Le Diable
Distopia
Le Mat
Lettera Al Figlio
XIII
Le Città Invisibili
L’indomani
Delle Diversità
arrangiamenti Antonello D'Urso, Beppe Quirici, Luigi Bruno
direzione artistica, registrazione, mix e master Maurizio Biancani
grafica, arrangiamenti e foto Germano Bonaveri
foto Patrizia Muzzi
etichetta Fonoprint







