Cristina D'Avena & Gem Boy live, ft. Puffi & Licia

Una lunga strada costellata di successi e di pubblico per il tour di Cristina D'Avena e dei Gem Boy

Cristina D'Avena & Gem Boy
m&s - Cristina D'Avena & Gem Boy (foto © media & sipario)

Sono infatti due i concerti cui abbiamo assistito nell'arco di pochi giorni, con la presenza di un unico pubblico, malgrado la forte distanza, unito nel cantare "Kiss me Licia", "Mila e Shiro", "Piccoli problemi di cuore", "I Puffi" (ne sono state pubblicate sette diverse versioni) e tutti gli altri successi e ricordi di una, a volte vicina e a volte un po' meno, fanciullezza.

Per una volta abbiamo assistito all'esatto capovolgimento di fronti. I numerosi bambini nella veste di accompagnatori dei genitori, stupiti - ma non troppo - nel vederli così "scatenati" sotto palco, con un sorriso che andava da orecchio ad orecchio e con un tuffo nel passato, fatto di mamme (presumibilmente ora nonne) che ti chiamavano per fare i compiti o per la merenda e ti dovevi separare, malvolentieri, dalla televisione e dagli amati cartoni. Protagonista di tutto questo, da sempre, è Cristina D'Avena (anche suffragata da qualche milione di dischi venduti), artista sicuramente di genere, ma artista.

Una inossidabile e familiare presenza la sua, fatta di sigle per cartoni animati, con ascoltatori che nel frattempo sono cresciuti, ma non si sono mai stancati di accennare "canzoncine" che, anche senza saperlo o volerlo, si conoscono perfettamente a memoria. Ogni suo tour è contraddistinto dallo stesso successo e con gli stessi sold out, spesso ottenuti in templi storici del rock. Cristina D'Avena - sempre sorridente, solare e con una grande voce - è l'unica interprete di quelle "canzoncine" che da più di 30 anni tutti hanno cantato, fatto cantare ai propri figli e nipoti e, nel caso di età matura, posseduto ancora in vinile, dalla copertina in cartoncino sempre troppo fragile per resistere allo scorrere degli anni.

L'accoppiata da tour con i Gem Boy è sicuramente particolare, da una parte la sacralità dei Puffi, dall'altra la totale parodia e rivisitazione del genere, marchio stilistico della formazione bolognese, ma questo connubio live funziona e funziona molto bene, a giudicare dalle accoglienze finora tributate. "Ci siamo incontrati la prima volta in un autogrill ma la storia inizia prima”, ha raccontato Cristina D’Avena spiegando la nascita della collaborazione. “I Gem Boy mi avevano dedicato una canzone e io ci ero rimasta un po’ male. Allo stesso tempo però, mia sorella mi parlava spesso di loro, dicendomi che erano bravi musicisti e cercando di convincermi a incontrarli. Io all’inizio non volevo, e loro insistevano. Alla fine ho ceduto a questo famigerato incontro, in autogrill, appunto”, un incontro felice visto che la collaborazione si sta avviando verso il primo decennale.

Quello che è indubbio, oltre alla conversione dei Gem Boy sulla via di "Fivelandia", è che, grazie a questi concerti (e lo abbiamo - come tutti - sperimentato), si torna gioiosamente alla propria infanzia. E lo si fa nel modo migliore: cantando, divertendosi tanto e passando una serata in piena allegria, lasciando lontano i problemi che, quando tutti eravamo bimbi, non conoscevamo, e forse era meglio così. Però poi si cresce ma, fortunatamente, i cartoni - come i ricordi - sono sempre lì, come il nostro peluche ad effige di Grande Puffo, una garanzia!

giornalista
A 25 anni volevo lavorare nel mondo del Teatro. Ora ne scrivo con la stessa passione di allora, facendo molte incursioni nell'arte e meno nella musica.
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