Roberta Di Mario: Illegacy (recensione)

Brani, essenziali e dominati dalla "voce" di un pianoforte, proiezione sonora all'ascolto di noi stessi

Roberta Di Mario
m&s - Roberta Di Mario

E' strano questo lavoro di Roberta Di Mario, non perché non ci sia piaciuto (è vero esattamente il contrario), ma perché riesce - e non succede sempre - a prestarsi ad ascolti reiterati senza far venire voglia di passare ad altro. Sarà per la delicatezza delle sue composizioni, sarà per quel suono così particolare, coinvolgente, allo stesso tempo caldo e melanconico che il pianoforte riesce a fornire. Sarà non sappiamo bene per cosa, ma in un panorama musicale, in particolare quello italiano, che non brilla per grandi sussulti compositivi, costituisce una piacevole brezza poter ascoltare un suono così distaccato dalla logica imperante del "l'ho già sentito e già mi ha annoiato".

Roberta Di Mario ha sicuramente, come ogni musicista contemporaneo, ascoltato tanti grandi artisti che sono venuti prima di lei e - come è naturale che sia - ne ha ricevuto influenze, spunti narrativi, voglia di fare un omaggio a chi ha guidato i suoi primi passi musicali (non lo sappiamo, lo immaginiamo solamente), ma questo non la sposta da una linea che è lei stessa a tracciare con questa dichiarazione: ”10 tracce che vi proietteranno in un mondo di bianco, nero e colore fatto di sogni, cinema e visione. Al centro della musica”, la "sua" musica aggiungiamo, fatta di tante onde sonore diverse tra loro che come quelle marine si ritraggono dolcemente, si raccolgono e si infrangono sulla roccia o si insinuano per mescolarsi in piccolo rivolo.

Con uno stile evocativo sicuramente personale, che potrebbe comunque pescare ispirazione dalle partiture di Nicola Piovani, dalle influenze di Ryuichi Sakamoto, Tony Banks e George Gershwin, con questo suo terzo album in studio (pubblicato da Warner Music Italy) Roberta Di Mario è riuscita a confezionare un'opera musicale interessante e a tratti molto visiva. Dieci quadri, puramente strumentali, che riescono ad unirsi in una sorta di percorso museale, non pittorico ma di note, disponibile ad un ascolto indistinto, senza generi o etichette particolarmente predominanti.

Il disco si apre con una forma chiarissima di introduzione allo stile che contraddistingue il progetto "Illegacy" (il termine non esiste in lingua inglese) e tutti gli altri brani che lo compongono: piacevoli pennellate musicali che la pianista e compositrice è riuscita a sintetizzare, a nostro parere, nella forma di un viaggio di pensieri che, inevitabilmente, vengono inseguiti ascoltandola. Perché è questo quello che succede facendo scorrere i brani: la mente aggancia alla musica i pensieri, i ricordi, le sensazioni cui le "canzoni" fanno da ideale sottofondo, pieno e coinvolgente, melanconico e rilassante. 

Inevitabile, mentre per la terza o quarta volta consecutiva la ascoltiamo, trovarci a considerare quanto la musica sia al centro della nostra vita e diamo merito a Roberta Di Mario di avere scatenato flussi di vita e di pensieri, più o meno piacevoli, più o meno tristi, più o meno allegri. come ogni esistenza. Probabilmente non era nelle sue attese ottenere questo risultato, ma non è sicuramente poco.

Ad ognuno di noi appartiene l'ascolto, come ad ognuno di noi appartiene il viaggio emotivo nelle nostre sensazioni, così personali ed intime che non possono essere condivise. Abbiamo un ultimo consiglio: comprate "Illegacy", portatelo a casa e accendete lo stereo. Se non lo avete, comprate anche quello. Alzate il volume e se i vicini protestano, invitateli ad unirsi a voi per un ascolto collettivo. Di sicuro non farà male a nessuno, anzi, potreste scoprire comunanze di interessi che avevate finora sottovalutate.

ILLEGACY (2017)
Illegal Song (4:22)
My Everything (4:52)
Duende (4:12)
Gratitude to the Sky (4:27)
Musica Bianca (3:50)
Uncomplicated (4:12)
Indefinitely (4:19)
The Colour Of You (3:09)
No Intimacy (4:45)
Epilogue (2:51)

produzione artistica Roberta Di Mario, Cristian Bonato e Federico Mecozzi
registrazione Cristian Bonato al Numeri Recording Studio (Cavallino, RN)

https://robertadimario.com/

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
Change privacy settings