Concerto de' Cavalieri: il Barocco che ti aspetti (recensione)

Concerto tra le antiche pietre della chiesa cistercense di San Martino al Cimino, a Viterbo, per la chiusura del Festival della Tuscia

i Concerto de' Cavalieri
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Sull’altare il raffinato ensemble Concerto de’ Cavalieri a fronte di una folla composta e silenziosa, assiepata tra i banchi della navata, come in atteggiamento di preghiera. Sotto l’abside, a vigilare, si avverte l’ombra di Olimpia Pamphili, protagonista intrigante del barocco romano e principessa del paese di San Martino, da lei ricostruito insieme all’imponente palazzo adiacente alla chiesa.

Nel programma, due protagonisti del barocco musicale italiano, Antonio Vivaldi e Arcangelo Corelli, cui si è affiancato uno sconosciuto Angelo Berardi, attivo nel viterbese a metà Seicento come maestro di Cappella. “In linea con le intenzioni del Festival di dare voce al territorio”, come dichiarato da Massimo Spada, il direttore artistico del Festival.

L’organico dell’Ensemble (sei violini, viola, violoncello, contrabbasso e cembalo) ha risposto con diligenza ormai consolidata alle attenzioni filologiche del direttore Marcello Di Lisa, confermandosi formazione compatta e omogenea per equilibrio di volume e di armonia, sostenuto peraltro da un’acustica perfetta. Al violino il maestro concertatore Enrico Casazza è stato avvincente e scrupoloso interprete della migliore prassi esecutiva barocca, forte di suono pieno, rotondo e luminoso e di una tecnica portentosa.

Lo spartito della serata, secondo un percorso ordinato e ragionato tra la scuola veneta del Prete Rosso e quella romana di Arcangelo Corelli, ha dato spazio al “viterbese” Angelo Berardi con due Canzoni a violino solo (Chi la fa l’aspetti e Capriccio) che ci confermano quella stagione feconda di compositori locali tra le fine del Cinquecento e gli inizi del Settecento. Di Vivaldi sono stati eseguiti due concerti per 2 violini ed archi da L’estro armonico (n° 2 e 5 dell’Op. 3) in cui Di Lisa si è fatto apprezzare per l’attenzione minuziosa nel rimarcare il confronto tra la fantasia sfrenata e i vincoli pretesi dall’armonia, il tutto con coloriture appropriate e gradevoli. In ogni brano è trapelata la gioia degli esecutori tipica dell’estro vivaldiano, che ricorda le incursioni festose dei Solisti Veneti negli anni Settanta.

Nel concerto per la solennità della Santa Lingua di Sant’Antonio è emerso un ulteriore rapporto con la Tuscia Viterbese, in quando san Bonaventura da Bagnoregio, secondo la tradizione, assistette al ritrovamento nel 1263 della lingua del santo padovano. Vivaldi si è unito alle celebrazioni che ogni anno ricordano l’evento con una concerto tra i più popolari della sua vasta produzione che si conclude con un Allegro di fuoco, reso travolgente dal violino barocco di  Enrico Casazza.

Il menu musicale ha accolto un altro capitolo, quello dei Concerti grossi di Arcangelo Corelli, antesignani delle innovazioni di quelli Solistici riferiti a Vivaldi. L’Ensemble ha eseguito il 4 e l’8 dell’Opera 6. Il secondo  detto  “Per la notte di Natale” ha chiarito le premure del maestro Di Lisa nel segnalare con tratti asciutti e serrati il dialogo tra il gruppo dei solisti e l’intera orchestra, in una costante rincorsa di motivi che troverà più ampia consacrazione negli autori dell’Ottocento (vedi i concerti di Beethoven). Le evocate atmosfere natalizie sono state una gradevole suggestione, anticipatrice delle prossime festività.

Applausi prolungati del numeroso pubblico cui l’Ensemble ha dedicato il bis di un Allegro di Corelli. Casazza a luci spente: “Musica coinvolgente che non ci fa essere estranei per la sua freschezza e leggerezza, in un ambiente magico come questo dall’acustica incredibile, che esalta musica ed entusiasmo”.

Vincenzo Ceniti

CONCERTO DE’ CAVALIERI
Marcello Di Lisa direttore

Antonio Vivaldi    
Concerto per 2 violini e archi in sol minore da L’estro armonico op. 3 n. 2
Adagio e spiccato
Allegro
Larghetto
Allegro

Arcangelo Corelli        
Concerto grosso in re maggiore op. 6 n. 4     
Adagio, Allegro
Adagio, Vivace
Allegro 

Antonio Vivaldi        
Concerto per violino in re maggiore RV 212a per la solennità della Santa Lingua di Sant’Antonio

Allegro
Largo
Allegro

Angelo Berardi
Canzone prima Chi la fa l’aspetti a violino solo e basso op. 7 

Arcangelo Corelli        
Concerto grosso in sol minore op. 6 n. 8 per la notte di Natale 
Vivace, Grave
Allegro
Adagio, Allegro, Adagio
Vivace
Allegro, Pastorale 

Angelo Berardi
Canzone sesta Capriccio per camera op. 7 

Antonio Vivaldi        
Concerto per 2 violini e archi in la maggiore da L’estro armonico op. 3 n. 5
Allegro
Largo
Allegro

CONCERTO DE’ CAVALIERI
Enrico Casazza* primo violino solista
Flavia Truppa*, Katarzyna Solecka, Iben Bøgvad Kejser, Gabriele Politi, Giancarlo Ceccacci violini
Gianluca Saggini viola
Cristina Vidoni* violoncello
Luca Cola contrabbasso
Marco Silvi clavicembalo

*soli e concertino

Giornalista
Direttore per oltre trent’anni dell’Ept/Apt. Ha curato l’organizzazione di numerose edizioni del Festival Barocco di Viterbo e di altre iniziative di ogni genere. Console di Viterbo del Touring Club.
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