L'unica difficoltà, per chi non è siciliano, è la piena comprensione del testo, ma ci sono le traduzioni e comunque basta veramente poco perché l'apparente semplicità dei brani vi "costringano", come è successo a noi, all'ascolto continuato.
Non serve leggere in sequenza tutti i romanzi con protagonista il Commissario Salvo Montalbano (anche se le buone letture non fanno mai male!) per avere il piacere di incontrare "Pàrtiri", l'ultimo disco dei Vorianova, per la precisione il quarto (edito da Isola Tobia Label). In questo nuovo lavoro - uscito già da alcuni mesi, ma attualmente al centro di un tour intimistico e con un nuovo video in uscita - la band siciliana ha consegnato al pubblico 11 brani, tutti scritti internamente al gruppo, dal cantante Biagio Di Gesaro e dal chitarrista Luca Di Martino. Al primissimo ascolto, anche senza comprendere pienamente i testi, si ha l'immediata sensazione di trovarsi di fronte ad un "prodotto" indubbiamente interessante, con linee melodiche personali e curate. Il CD ci dà l'idea del prodotto artigianale, fatto con molta passione e pazienza, dove ogni fraseggio è stato visto, rivisto, modificato e corretto, perché - alla fine - uscisse con il risultato auspicato.
Se si tratta di canzoni appena più "difficili" per il resto d'Italia (ma la distanza linguistica non ci ha mai sottratto dal far suonare e acquistare, ad esempio, i dischi di Neil Young o Cat Stevens), l'impianto principalmente folk, miscelato ad una leggera venatura pop autoriale - quello reale, non semplicemente dichiarato perché fa moda - fa in modo che "Pàrtiri" sia in grado di rendersi interessante già da subito, dal primo attento ascolto, e da chiunque. L'apprezzamento pieno viene poi dal confronto simultaneo dei testi in siciliano con le relative traduzioni in italiano, come abbiamo potuto fare noi. Basta quindi quel poco di concentrazione in più e i termini più ostici diventano familiari e riconoscibili, ci si può nuovamente concentrare sull'insieme, lanciandosi nell'ascolto in "lingua". In ogni caso la convinta scelta del siciliano mantiene costante quella dolcezza armonica tra voce e musica che rende il disco da atmosfera "personale", di quelli che si vogliono sentire la sera, dopo una giornata dedicata agli altri, per trovare, con una scusa qualsiasi, una quarantina di minuti (per la precisione 36 minuti e 21 secondi) in cui il resto del mondo può rimanere - anche solo per poco - fuori dalla nostra vita e possiamo pensare solo a noi, ovviamente tenendo il telefono (e qualsiasi altra forma di disturbo dell'attenzione) molto lontano. E può già questa essere una "partenza" che può condurci verso semplicemente noi stessi.
Trattandosi, quindi, di percezioni e sensibilità personali, diventa più difficile dare un giudizio complessivo dell'opera, basandosi, come succede a volte, sull'analisi delle singole tracce. Come sempre la musica non è mai un semplice ascolto o un freddo scambio tra chi la compone e chi la sente: c'è quella forma di passaggio che poi, inevitabilmente, ti suscita sensazioni e ricordi, che trascendono - sicuramente - dalla volontà di chi quel brano lo ha scritto, forse nemmeno cercando o trovandovi un particolare significato. Abbiamo avuto la percezione che i brani siano appena troppo "brevi" (la sola "La me terra" va a sfiorare i 4 minuti), ne avremmo desiderato uno sviluppo più ampio, ma è ovvio che la nota è talmente personale da essere totalmente insignificante, ed è comunque caratteristica comune della canzone italiana l'essere maggiormente "concentrata" della corrispondente anglosassone. Il disco va quindi visto/ascoltato nella sua interezza, con attenzione, e vissuto poi come completamente proprio, facendosi cullare da quel "vento" (la parola "voria") nuovo che ci immaginiamo essere sempre tiepido, un vento che accarezza e non soffoca. E se decidiamo di intraprendere il viaggio che ci è stato indicato, non è nemmeno necessario sia per un luogo lontano. A volte basta "spostarsi" di pochi centimetri per trovare quello che non si sapeva fosse già così vicino. La "purtera" da cui affacciarsi è in un qualsiasi angolo di noi.
PARTIRI (2019)
Pàrtiri
Ragiuni d’amuri
La me terra
La vita e’ iocu
A lu paisi
Affaccia cori miu
L’amuri aspetta
Sghicci di luci
Appressu o tempu
Vuci di mari
U tempu di na vita
VORIANOVA
Biagio Di Gesaro (voce)
Luca Di Martino (chitarre)
Alessandra Macellaro La Franca (pianoforte e synth)
Romina Denaro (basso elettrico e contrabbasso)
Fabrizio Pezzino (batteria)
Testi: Biagio Di Gesaro, Luca Di Martino
Musiche: Luca Di Martino tranne “U tempu di na vita”, musica Alessandra Macellaro La Franca
Arrangiamenti: Vorianova tranne “Affaccia cori miu”, arrangiamento Alberto Maniaci
Registrato da Biagio Di Gesaro presso Feat Sound Recording Studio Isnello
Mixato da Maurizio Curcio presso “Onda Sonora Studio Monreale”
Mastering presso White Sound Mastering Studio Scandicci di Tommy Bianchi
Edizioni e pubblicazione: Isola Tobia Label
Grafica: EC Design







