Nel nostro mondo, a ogni latitudine, è in atto una crisi culturale ben più grave della crisi politica mondiale. Anzi, forse è proprio la prima a generare la seconda. Perché non bisogna mai sentirsi esonerati, mai abbassare la guardia, mai voltarsi dall’altra parte, mai dimenticare che la demonizzazione della cultura genera mostri. La società tecnologica sembra aver del tutto assoggettato l’uomo, ormai ridotto alla passività e alla più ridicola incoscienza.
L’umanità descritta da Bradbury è troppo vicina a noi per non accorgerci del pericolo. L’intrattenimento di slogan pubblicitari, dialoghi con personaggi della televisione a quattro pareti, l’intrattenimento mediatico che appiattisce e livella le individualità, il moderno mito della velocità: allarme, brucia.
Stiamo già bruciando, e non ce ne accorgiamo.
Dalle note di regia di Corrado Accordino
Svuota i teatri, lascia solo i pagliacci. Costruisci case con pareti di cristallo e luci colorate.
Offri buon vino, whisky, sport a volontà e qualche barzelletta sconcia. Falli ridere di niente e la mente si svuoterà. Meno cibo darai al tuo cervello meno sentirà il bisogno di mangiare.
Fai muovere la gente da un posto all’altro senza sosta, falle consumare benzina, chilometri e rabbia, tienila impegnata a produrre e consumare, produrre e buttare, falle spendere soldi, tienila impegnata ad accumulare capitale, falla investire in un futuro di comodità, di grandi auto, di schermi sempre più grandi e tecnologie sempre più avanzate.
La gente ha bisogno di credere in qualcosa che appartenga a tutti, qualcosa che ci accomuni, che ci renda uguali. Ciò che non è familiare ci fa paura. Riduciamo le differenze, escludiamo la diversità, omologhiamo la visione del mondo. Per questo noi bruciamo i libri e poi bruciamo la cenere dei libri.
Perché i libri confondono, illudono e mentono.
In fondo un libro cos’è? Un’arma carica che un uomo può usare contro un altro uomo, per distruggere la sua felicità. E noi non vogliamo questo. I libri non servono a nulla, parlano di gente che non esiste, deliri di immaginazione.
Perché imparare qualcosa che non serve a premere bottoni, a tirare una leva, a far partire un programma?
Meno tempo per pensare, meno tempo per la filosofia, il dubbio e la malinconia.
Noi siamo questo. Noi siamo i custodi della felicità del mondo e della pace della mente.
FAHRENHEIT 451
dal romanzo di Ray Bradbury
drammaturgia e regia Corrado Accordino
con Giancarlo Latina, Daniele Ornatelli, Silvia Rubino
e con Sarah Joy Balasini, Valerio Cantù, Matteo Contini, Carolina Maglione
scene e costumi Maria Chiara Vitali
video editing Davide Carafoli
assistente alla regia Valentina Paiano
nuova produzione Compagnia Teatro Binario 7
spettacoli
da giovedì a sabato alle ore 21
domenica alle ore 16
informazioni e prenotazioni:
039 2027002 -









