Lo avevamo già applaudito al debutto assoluto e nella scorsa stagione teatrale (sempre con cast leggermente variati), ma abbiamo deciso di andare a teatro a rivedere (forse non l’avevamo capita? Ci ha chiesto l’autore / regista / protagonista) “Come fosse amore”, di e con Marco Cavallaro.
Abituati alle sue opere frizzanti che strizzano l’occhio alle belle, garbate e divertenti commedie americane degli anni ’60 (vedi Jack Lemmon, Tony Randall e compagnia) avevamo grandi aspettative per questa sua nuova “figlia scritta” che non sono state deluse.
Martina Aloisio (Alessia Francescangeli), anzi, la Dottoressa Martina è una psicologa che, fin dall’adolescenza, ha scoperto che la sua vocazione era quella di aiutare gli altri. Anzi, in particolar modo “le altre”, soprattutto dopo che il suo quasi marito l’ha abbandonata all’altare. La combo tra aiutare le altre e la delusione d’amore è quello di avere come pazienti, ovviamente, soprattutto donne con problemi sentimentali. In particolare tre belle ragazze: Roberta (Alessandra Cosimato), Laura (Sonia Di Fraia) e Giselle (Jessica Tavanti) sono in supporto terapeutico per i loro gravi problemi sentimentali. D’altra parte Martina è perfetta come supporto psicologico: è affetta dalle medesime problematiche delle sue pazienti e altrettanto avvenente: chiara dimostrazione che la bellezza aiuta, ma non risolve e che l’allenatore non è mai in campo a giocare. Martina è però consapevole (anche grazie al confronto costante con il suo mentore Sigmund Freud) che il proprio sia uno status di ostinato rifiuto verso l'altro sesso e che il suo atteggiamento potrà cambiare solo quando le sue pazienti torneranno a credere nell'amore.
Cosa manca in questa situazione ingarbugliata? La parte considerata antagonista/avversaria. Nel quartetto si innestano Luwigi – con la doppia w - (Peppe Piromalli), un barista donnaiolo, felicemente e orgogliosamente single dopo 4 matrimoni, ed Ettore (Marco Cavallaro), disoccupato alla ricerca tanto dell’amore con la A maiuscola quanto del Santo Graal (il lavoro o l’amore? Chissà) ed ancora fiducioso nonostante i tanti "no" finora ricevuti su ambo i fronti. Un sera nel locale dove “staziona” – avete presente Fonzie che aveva l’ufficio da Arnold? – arriva Martina, dopo una lunga giornata di sedute e quindi afflitta dai suoi e dagli altrui problemi. Colpo di fulmine e di fortuna per Ettore perché Martina, complice un bicchiere di troppo, lascia l’agenda con tutti gli appunti ed Ettore capisce cosa fare per scalfire la corazza che si è costruita. L’unico modo per far capitolare la bella dottoressa e far tornare la fiducia nell’amore alle sue pazienti… Un piano talmente bislacco da poter funzionare… forse! Riuscirà il nostro eroe nell’impresa, tra l’altro a passo di danza? Noi ovviamente non ve lo sveliamo, ma vi consigliamo di andare a teatro a scoprirlo…
Una commedia scritta con l’intento di far divertire (ci riesce benissimo), un cast tutto al femminile che regge benissimo le dinamiche ad incastro che tanto piacciono a Cavallaro e due personaggi maschili che sembrano relegati nelle retrovie ma che invece mettono il giusto sale in un minestrone di eventi. Di Cavallaro abbiamo già ampiamente parlato: i tempi comici sono il suo pane e li distribuisce correttamente ai commensali, siano essi suoi colleghi o il pubblico. Peppe Piromalli è invece la “macchietta” nell’accezione migliore del termine attoriale che tutti vorrebbero. Una commedia corale che sottolinea la bravura di ogni artista nelle proprie caratteristiche e nella propria attitudine grazie anche al lavoro registico svolto dallo stesso Cavallaro in una scena che, come sempre, è funzionale al suo modus operandi scenico: entrate ed uscite sono calibrate per i tempi comici.
In questa piéce la novità sono i balletti: un tango, un mambo, un rock’n roll. Sappiamo quanto l’attenzione per la musica sia alta da parte dell’autore e per dare una sferzata di novità crediamo abbia deciso di sostituire parti cantate che in passato erano integrate nelle sue commedia (Vedi That's Amore) con quelle danzate. Drammaturgicamente o tutti o nessuno (Ettore coinvolge ogni vittima) è sicuramente una scelta corretta ma, pur avendo una durata minima ogni intermezzo, è forse la parte che nulla aggiunge ad una già esilarante commedia.
Una commedia brillante che aiuta a passare due ore teatrali in relax e che fa uscire dalla sala con il sorriso sul volto. Sul trovare il partner ideale la risposta non si trova… ma chissà che in futuro Cavallaro non risponda anche a questo.
COME FOSSE AMORE
di Marco Cavallaro
con Marco Cavallaro, Sonia Di Fraia, Alessia Francescangeli, Alessandra Cosimato, Peppe Piromalli, Jessica Tavanti
regia Marco Cavallaro
aiuto regia Teresa Calabrese
scenografia LolloZolloArt
costumi Marco Maria Della Vecchia
disegno luci Marco Laudando
durata 1 ora e 50 minuti incluso intervallo







