Otto opere liriche tra le più conosciute ed amate: Aida (inaugurazione il 16 giugno in mondovisione nel nuovo allestimento di Stefano Poda), Carmen, Il Barbiere di Siviglia, Rigoletto (nuovo allestimento), La Traviata, Nabucco, Tosca, Madama Butterfly. Cinque serate di gala firmate da Roberto Bolle (19 luglio), Juan Diego Florez (23 luglio), Placido Domingo (6 agosto), Jonas Kaufmann (20 agosto), Riccardo Chally (31 agosto) alla guida di Orchestra e Coro della Scala di Milano in un programma “Tutto Verdi” come prima tappa di una tourneé europea.
Cento giorni operativi tra prove e recite fino al 9 settembre, 1.400 addetti a vari livelli, 400mila spettatori previsti (da oltre cento nazioni del mondo) e cent’anni di festival, al netto delle interruzioni forzate per guerre ed epidemie. E’ il palmarès stellare dell’Arena di Verona, eccellenza del made in Italy, la cui prossima stagione estiva è stata presentata a Roma nella sede dell’Associazione Stampa Estera. Un caro pensiero agli illuminati promotori di questo miracolo italiano che organizzarono la prima edizione nel 1913 con Aida, ad un secolo dalla nascita di Verdi (1813).
Padrina, da oltre un quinquennio, è Cecilia Gasdia, veronese di lignaggio (voce rossiniana per timbro e vocazione), una delle muse del teatro lirico italiano dal suo debutto proprio all’Arena nel 1980 e presidente-sovrintendente della Fondazione Arena, in scadenza dopo anni di intenso lavoro. “Il mio primo pensiero, quando assunsi l’incarico nel 2018 è stato quello di affrontare il piano di risanamento dell’Arena, la Scala estiva, assicurare il provvidenziale sostegno di sponsor qualificati e di celebrare i Cento Festival con tenacia e amore. Spero di esserci riuscita e ne sono orgogliosa”, ha confessato con simpatica spontaneità.
Artisti che ritornano e artisti debuttanti in un vortice frenetico di incroci di cast che ogni sera proporrà emozioni e novità. Sul podio (oltre ad pluridecorato Daniel Oren dopo 38 anni ininterrotti di Arena), salgono Marco Armiliato, Alessandro Bonato (al suo debutto), Andrea Battistoni, Alvise Casellati, Francesco Ivan Ciampa. Sul palco la numero uno Anna Netrebko (in Aida e Traviata), Yusif Eyvazov (suo compagno di vita e di palcoscenico) e molti altri, tra cui Burdenko, Conesa, Alagna, Margaine, Sicilia, Grigolo, Siragusa, Lepore, Berzhanskaya, Alaimo, Meli, Salsi, Minasyan, Oropesa, Piazzola, Enkhbat, De Tommaso, Kurzak. Nel corpo di ballo si fanno apprezzare le due etoiles Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko. Regie storiche e memorabili di Franco Zeffirelli, Hugo de Ana e Gianfranco de Bosio. Maestro del Coro Ulisse Trabacchin, Orchestra, Coro e Tecnici della Fondazione Arena di Verona.
Nessuna distinzione tra “prime” e repliche. Ogni sera - precisa il vice direttore artistico Stefano Trespidi - sarà un “gioiello artistico”. Basti pensare che i “Rigoletto” delle quattro serate sono interpretati da altrettanti baritoni. Per la storia va ricordato che nel 1947 la Gioconda fu affidata ad una giovane ragazza debuttante, arrivata a Verona con la valigia di cartone. La volle il grande tenore di allora Giovanni Zenatello. Era Maria Callas. Per la cronaca va detto che la Fondazione Arena di Verona ha vinto il premio del ministero della Cultura come migliore iniziativa Art Bonus dal titolo “67 Colonne per l’Arena di Verona”.
Vincenzo Ceniti







